Obiettivo 4

Nel lungo periodo, l’uso di soluzioni speciali per i disabili dovrebbe essere sostituito dalla promozione del design universale. Le soluzioni specifiche dovrebbero essere limitate ad usi che non possono essere integrati nei prodotti standard. L’accessibilità dovrebbe essere presa in considerazione nella fase iniziale dello sviluppo dei prodotti.
Come indicato nella Risoluzione del Consiglio dell’Unione europea “eAccessibility for people with disabilities” (dicembre 2002)(67), l’intero sistema di acquisizione dei beni e servizi per la PA centrale e locale potrebbe diventare uno straordinario strumento di diffusione delle tecnologie accessibili, visto anche l’ammontare della spesa pubblica per questo settore.
Le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali dovrebbero avere un ruolo fondamentale nel definire i criteri di accessibilità nei prodotti di IT. Nel procurement pubblico dovrebbero essere indicati specifici requisiti di accessibilità applicabili ai prodotti IT, finché nuovi standard non siano disponibili.

La mancanza di prodotti standard che siano orientati rispetto all’utente disabile può avere un effetto discriminante e può rappresentare una spesa aggiuntiva per il settore pubblico che deve provvedere laddove sia necessario.
È perciò necessario che l’industria sia consapevole dei requisiti di accessibilità e che questi requisiti siano integrabili in standard.
Un prodotto concepito per soddisfare i bisogni di un gruppo più ampio di utenti sarà meno costoso e avrà un mercato più ampio. Molto spesso d’altra parte anche altri utenti possono trovare utili certe caratteristiche sviluppate per finalità specifiche.

 

Iniziativa 4.1 – Accessibilità nei prodotti standard
Il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie potrebbe lanciare un’azione volta a coinvolgere le industrie del settore e gli enti di ricerca nazionale per sviluppare attività pilota volte a promuovere soluzioni di design universale.

 

Iniziativa 4.2 – Formazione
A fronte di uno scenario di oltre 3.000 siti web della PA potenzialmente interessati dalla problematica di accessibilità in Italia, è opinione condivisa tra gli addetti ai lavori che le conoscenze tecniche sul mercato di specialisti sull’accessibilità, pronti ad incidere rapidamente su rifacimenti di siti o realizzazione di nuovi, è molto limitata e probabilmente il loro numero è di alcune decine.
È quindi importante condurre una attività di formazione per il personale della Pubblica Amministrazione in grado di riqualificare le competenze. Nello stesso tempo sarebbe utile promuovere un impiego del personale disabile già dipendente della PA per le attività di test di accessibilità dei nuovi siti e prototipi. Il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie potrebbe lanciare, di concerto con il Ministro per la Funzione Pubblica, un’attività di formazione del personale interessato: da un lato i webmaster, dall’altro alcuni disabili opportunamente selezionati.

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Informazioni sull'autore

Roberto Scano
Roberto Scano
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Roberto Scano si occupa di accessibilità dall'inizio del millennio. Ha collaborato allo sviluppo delle WCAG 2.0, delle ATAG 2.0 nonché della normativa italiana in materia di accessibilità. Autore di tre libri in materia, è consulente e formatore nell'ambito della tematica della qualità dei servizi delle P.A. e delle aziende.

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