Obiettivo 3

A fronte di una richiesta di forza lavoro altamente specializzata e capace di competere nell’economia globale che spesso rimane inevasa e a fronte di una sostanziale riduzione dell’impegno fisico richiesto in molti lavori dovuta proprio all’informatizzazione dello stesso processo lavorativo, va evitato che molti disabili rimangano esclusi da lavori più qualificati.
Il telelavoro dovrebbe essere al centro di una speciale promozione, poiché può integrare i disabili nella vita lavorativa, sempre considerando tale modalità della prestazione lavorativa un diritto e non un obbligo del disabile.

È difficile stabilire con certezza quanti disabili, attualmente destinati all’improduttività, al solo sussidio statale e alla disoccupazione, potrebbero effettivamente entrare nel mondo del lavoro e restarci attraverso l’uso delle tecnologie dell’informazione. È anche difficile stabilire quanti lavoratori disabili siano oggi sotto utilizzati. Rimane la constatazione che poiché un sempre maggior numero di attività produttive è caratterizzato da un’alta informatizzazione, la promozione di formazione specifica, di tecnologie assistive ed accessibili non può che generare maggiori opportunità e un miglioramento nelle condizioni di impiego dei disabili, senza considerare l’impatto che una tale iniziativa avrebbe sulla spesa pubblica destinata a queste categorie. Accanto a questo l’introduzione del telelavoro offrirebbe grandi opportunità di integrazione lavorativa per il cittadino disabile.

 

Iniziativa 3.1 – Istituzione di gruppi di lavoro per studiare l’uso delle tecnologie dell’informazione e del telelavoro per migliorare l’integrazione dei disabili nel mercato del lavoro
Il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali potrebbe attivare un gruppo di lavoro con l’obiettivo di studiare l’uso delle tecnologie e il telelavoro per i disabili. Lo scopo dell’iniziativa è di esaminare il potenziale delle tecnologie per integrare i disabili nel mondo del lavoro.
Il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie potrebbe avvalersi del lavoro già avviato dal “Gruppo di lavoro sull’accessibilità” costituito presso l’AIPA che ha già integrato, con le norme sull’accessibilità, le “Regole tecniche per il telelavoro ai sensi dell’art. 6 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 70” (maggio 2001). Potrebbe altresì dare incarico al “gruppo di lavoro” di realizzare uno studio di fattibilità per un’applicazione di telelavoro presso un’Amministrazione.
Il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie potrebbe inoltre promuovere insieme alle associazioni imprenditoriali, alle organizzazioni del settore e ai sindacati uno studio per valutare l’impatto economico di un inserimento qualificato dei disabili nel mondo del lavoro e gli effetti sulla riduzione della spesa pubblica che potrebbe essere così indirizzata in ulteriori iniziative di formazione e di inserimento sociale.

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Roberto Scano
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Roberto Scano si occupa di accessibilità dall'inizio del millennio. Ha collaborato allo sviluppo delle WCAG 2.0, delle ATAG 2.0 nonché della normativa italiana in materia di accessibilità. Autore di tre libri in materia, è consulente e formatore nell'ambito della tematica della qualità dei servizi delle P.A. e delle aziende.

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