4 – Questionari on-line

Delle centinaia di soggetti interpellati tra ASL, Regioni e Capoluoghi di provincia per una ricognizione delle iniziative realizzate a favore dei disabili le risposte utili giunte sono state meno di cento. Le Regioni in cui si sono registrate pi? iniziative sono il
Veneto, la Lombardia ed il Piemonte, mentre da numerose altre non ? pervenuto nessun tipo di segnalazione. Tutti i progetti presentati sono di dimensioni e costi relativamente limitati, (nessuno supera il mezzo milione di euro). Si tratta in prevalenza di siti Internet o della predisposizione di materiale informativo attraverso diversi canali: dai CD alla carta stampata. Complessivamente tutte le iniziative appaiono frammentate e non appartenenti ad una politica organica di sviluppo delle tecnologie a favore dei disabili, nemmeno a livello locale/regionale.
Dal quadro complessivo che se ne deduce emerge la mancanza di coordinamento dei progetti anche molto lodevoli ma quasi sempre frutto di iniziative nate per volont? dei singoli enti locali e mai da un disegno complessivo di intervento organico sul territorio che consenta la condivisione e lo scambio di competenze e la messa a fattor comune delle risorse investite. Il risultato ? che spesso le iniziative si assomigliano tra loro pur non avendo nessun punto di contatto.
I progetti pi? significativi vedono frequentemente il coinvolgimento di enti privati e nascono dall’incontro e la collaborazione tra pubblico e privato.
Per rendere pi? efficiente e produttivo possibile il patrimonio di competenze, sensibilit?, risorse ed impegno anche volontaristico di enti locali, associazioni ed imprese sarebbe auspicabile la nascita di un centro di competenza su queste tematiche che funzioni in primo luogo da centro di raccolta ed erogazione di informazioni, di indirizzo delle iniziative e di supporto nella identificazione ed utilizzo delle risorse finanziarie.
Abbiamo scelto tre fra i progetti pi? significativi segnalati ed analizzati dalla Commissione, descrivendoli nel dettaglio.

 

Efesto
Efesto(63) ? un centro privato, che lavora nell’ambito della riabilitazione e del reinserimento nella vita sociale dei disabili attraverso l’apporto delle tecnologie compensative. Nella struttura, convenzionata con la Regione Veneto, gli utenti, per tutte le tipologie di interventi, possono accedere sia privatamente, sia in convenzione e con spese a carico del Servizio Sanitario tramite la Azienda ULSS nel cui territorio risiede la persona disabile o con il coinvolgimento economico della struttura in cui la persona ? inserita.
Il centro ha scelto di intitolarsi al dio costruttore della mitologia greca, con le fattezze di storpio, tramandateci dal poeta cieco Omero. Un “dio disabile” che per? costruisce gli strumenti per la propria autonomia e per il progresso degli uomini. Un nome simbolico per sottolineare, quindi, l’importanza della conquista dell’autonomia da parte delle persone disabili.
Il centro Efesto ? nato dalla consapevolezza che i processi di sviluppo della societ? mettono a rischio soprattutto due categorie:

le persone anziane, la cui incidenza sulla popolazione ? in continuo aumento, per effetto da un lato del calo di natalit?, dall’altro del prolungamento delle aspettative di vita;
le persone portatrici di disabilit?, colpite cio? da deficit dei sensi, della mobilit? o della psiche, anch’esse in continuo aumento sia per cause natali che successive alla nascita (malattie, infortuni, incidenti).

Rispetto a queste categorie di popolazione, la filosofia usuale degli interventi rimane ancora largamente ispirata a criteri di natura protettivo-assistenziale, con il risultato di produrre (anche se nella maggior parte dei casi involontariamente) un meccanismo di vera e propria esclusione sociale, gravando ? nel caso del sistema pubblico ? sulle gi? precarie condizioni del Welfare. La logica a cui si ispira il Centro Efesto ribalta completamente questa impostazione, puntando al concetto del rifiuto delle barriere e degli stereotipi in nome dei principi dell’apertura, della parit? e della partecipazione.
L’attenzione viene posta non sulla disabilit? ma sulla persona con il suo “potenziale residuo” sul quale investire. Si ottiene cos? il duplice risultato di migliorare la qualit? della vita dei singoli e di concorrere ad incrementare il benessere della collettivit?, rendendo protagonisti per la loro quota dello sviluppo sociale soggetti precedentemente passivi ed assistiti. Efesto si pone l’obiettivo di trasformare la diversit? in valore.
La filosofia di fondo del progetto relativo al Centro Efesto risponde a due parametri strategici:

superare il rischio di soluzioni inefficienti per il raggiungimento dell’autonomia del disabile;
creare una struttura interdisciplinare per la valorizzazione delle potenzialit? residue dell’utente.

Per raggiungere il primo obiettivo ? stata prevista la partecipazione tra istanze pubbliche e private. Le prime sono state individuate nelle Aziende ULSS con le loro esperienze maturate nella gestione dei problemi socio-sanitari della popolazione.
Per perseguire il secondo obiettivo Efesto s’ispira a quattro criteri:

facilitare l’integrazione sociale e lavorativa, ricostruendo l’ambiente di vita della persona disabile attraverso percorsi individualizzati e con modalit? e strumenti innovativi;
favorire la collaborazione tra figure specialistiche per sviluppare un sistema di valutazione interdisciplinare che al tempo stesso permetta il trasferimento ai diversi soggetti interessati delle informazioni sulle opportunit? tecnologiche esistenti sul mercato;
consentire agli enti una programmazione della spesa grazie all’eccellenza nella selezione e nella scelta dei supporti;
promuovere iniziative di carattere culturale e scientifico, per sviluppare la cultura delle pari opportunit? e una nuova mentalit? che aiuti a considerare la persona disabile come una risorsa attiva.

Efesto, centro europeo per l’autonomia delle persone disabili, ? stato inserito nella rete dei servizi convenzionati della Regione Veneto dal 1999 e autorizzato all’esercizio di attivit? sanitaria quale centro ambulatoriale di riabilitazione, operando tramite una
convenzione con l’Azienda ULSS n.15 “Alta Padovana”. Efesto si occupa in maniera integrata e complessiva dei processi di valutazione, dell’orientamento riabilitativo, dell’educazione e della formazione all’autonomia e alla vita indipendente di persone con deficit di tipo motorio, di natura intellettiva, simbolico-relazionale o sensoriale (ciechi, ipovedenti, sordi) e dei casi di pluridisabilit?. Questo progetto ? stato realizzato attraverso una struttura interdisciplinare responsabile della valutazione funzionale, della proposta del progetto di autonomia, della prova e della fornitura di adeguate tecnologie di supporto per il raggiungimento della massima indipendenza del soggetto e al tempo stesso del suo nucleo familiare.
Un ruolo fondamentale nell’approccio per la realizzazione dell’autonomia dei disabili ? giocato dal supporto tecnologico. Le nuove tecnologie, specie sul versante informatico, operano infatti sul piano dell’integrazione sistemica ed ipersistemica agevolando l’esplorazione, la valutazione e la conoscenza di fenomeni complessi grazie all’integrazione tra comunicazione, comando, applicazione e intelligenza, minimizzando i rischi e abbattendo i costi. Al tempo stesso, diventando sempre pi? potenti e facili da usare, forniscono al singolo e alla collettivit? straordinarie opportunit? compensative, espressive e di controllo dell’ambiente, incidendo positivamente sul miglioramento della qualit? della vita. Ad esempio, le attivit? di ricerca e sviluppo condotte dalla TifloSystem, azienda che opera nella
sperimentazione e distribuzione di ausili tecnologici, hanno dimostrato come una persona cieca o colpita da disabilit? motoria grave possa svolgere attivit? di telelavoro grazie al supporto di idonee tecnologie compensative d’avanguardia. Efesto opera in tre ambiti.

Sanitario: a valle delle strutture tradizionali, fornisce interventi integrativi volti al conseguimento della massima autonomia possibile del soggetto attraverso l’impiego di tecnologie compensative. Dopo un colloquio di accoglimento, si esegue una valutazione accurata dei deficit e delle potenzialit? residue e, sulla scorta dei dati ottenuti, vengono testati e scelti gli ausili, gli strumenti e i sistemi tecnologici, orientando l’intervento al massimo recupero delle funzioni comunicative.
Sociale : realizza interventi mirati a dare efficacia all’integrazione scolastica dei giovani disabili e ad offrire a tutte le persone colpite da deficit anche grave la possibilit? di vivere pienamente l’ambiente sociale. In questo ambito rientrano attivit? di teledidattica, teleformazione e telemonitoraggio finalizzati all’insegnamento e alla verifica dei livelli di apprendimento soprattutto per chi vive distante dal Centro. Viene inoltre fornito supporto alle famiglie e al personale scolastico e socio-sanitario.
Formativo-occupazionale: attua gli interventi richiesti in modo specifico dalla legge 68/99 in materia di diritto al lavoro e al collocamento mirato dei disabili. I progetti comprendono attivit? dirette a conseguire: conoscenza delle potenzialit? lavorative, sviluppo delle stesse capacit?, progettazione e adattamento tecnologico del posto di lavoro, organizzazione della formazione e addestramento professionale, gestione dell’incontro tra persona disabile e azienda mediante banca-dati, gestione dei corsi con alternanza tra scuola e tirocinio, attivit? di sostegno e monitoraggio per l’inserimento lavorativo.

Efesto non percepisce nessun finanziamento in conto gestione ma esclusivamente i rimborsi delle prestazioni. Il modello ha avuto notevole successo, avendo assistito circa 600 disabili dalla sua apertura nel 1999. Gi? operativo in Veneto, verr? presto adottato anche dalla Lombardia. I responsabili del Centro ritengono che il modello potrebbe essere ampliato a livello nazionale. Grazie all’esperienza maturata sul campo ed ai risultati positivi ottenuti, Efesto potrebbe essere “esportato” in tutte le altre Regioni, contestualizzandolo nelle diverse realt? locali.

 

Passepartout
Il progetto “Passepartout”, finanziato dal Comune di Torino, ? un’iniziativa programmata dal Coordinamento Interventi e Servizi Integrati per la disabilit? motoria.
Tale iniziativa si articola in azioni di tipo informativo, formativo e di counseling rivolte a persone disabili, ma anche ai loro familiari e agli operatori. I partner variano in base agli specifici progetti/azioni realizzati e sono: Universit?, Comuni, Provincia, Regione, Aziende Sanitarie Locali, Associazioni, Fondazioni e Cooperative attive nel settore.
Il progetto si articola in diverse sezioni:

InformaHandicap
Progettazione e realizzazione del sito InformaHandicap(64) della Citt? di Torino. ? in
fase di realizzazione una nuova versione del sito realizzata con la consulenza del Politecnico di Torino ? Dipartimento di Automatica e Informatica. Il programma strutturato dal Politecnico consente il caricamento delle informazioni a distanza tramite browser web senza l’uso del linguaggio HTML. Ci? consentir? la sperimentazione di un modello di “redazione a distanza e allargata” con competenze redazionali ma non necessariamente informatiche. ? in fase di studio la realizzazione di un motore di ricerca evoluto, capace di elaborare informazioni di tipo semantico.
Realizzazione dello sportello InformaHandicap cittadino per la diffusione di informazioni dedicate alla disabilit?. Presso lo sportello sono presenti alcune postazioni utilizzate per la ricerca delle informazioni sia dagli addetti allo sportello sia dai cittadini disabili.
Collocazione presso il servizio “Passepartout” della redazione InformaHandicap, back office del sito Internet e dello sportello.
Coinvolgimento, mediante indizione di bando di selezione per borse di studio, di persone disabili motorie da inserire in un percorso formativo per lo sviluppo e la gestione della redazione e dello sportello InformaHandicap.
Creazione di una rete tra gli sportelli Informahandicap decentrati nelle circoscrizioni cittadine per la realizzazione di un sistema informativo cittadino.
Centro pilota per la Regione Piemonte per l’InformaHandicap regionale (Osservatorio regionale sull’Handicap ex Progetto ALI ? Ausili Leggi Informazioni per l’handicap) e per il sito Internet a questo connesso.
Collaborazione nella realizzazione delle rubriche “Approfondimenti” e “Domanda e Risposta” della pagina “Infohandicap” del televideo regionale di RAI 3.

Internet Caf?
Realizzazione di uno spazio pubblico ricreativo, vicino allo sportello InformaHandicap, con postazioni informatiche, allestito per accogliere nelle migliori condizioni la clientela con difficolt? motorie. Luogo dedicato alla promozione, alla diffusione e all’utilizzo di nuove tecnologie multimediali. La gestione ? affidata ad agenzie del privato sociale.

Agenzia dei Laboratori
Realizzazione di corsi di informatica rivolti a persone con disabilit? fisica/motoria finalizzati ad individuare e promuovere la diffusione e l’utilizzo di applicativi informatici e delle tecnologie dell’informazione per sviluppare la comunicazione e l’inserimento sociale. Ad oggi sono circa 300 gli allievi che frequentano i corsi di base (alfabetizzazione, Windows, Word, Power Point, Internet, Excel, Access) e di livello superiore (HTML, Java Script, Macromedia Dreamweaver, Macromedia Flash, Adobe Photoshop, PHP, Visual Basic).
I corsi di base sono stati impostati sul protocollo istituito dall’AICA per il conseguimento della European Computer Driving Licence (ECDL ? Patente Europea del Computer) e fin ora siano state circa 50 le persone disabili che hanno conseguito l’attestato europeo.
Attivit? di valutazione e consulenza di casi di disabilit? fisiche/motorie o sensoriali anche gravi, effettuata attraverso un’analisi del problema e la proposta delle soluzioni tecnologiche e non, ritenute pi? adatte.
Ricerca applicata e sperimentazione di ausili tecnologici per la comunicazione. Gli ausili tecnologici trattati sono utilizzati per semplificare la comunicazione, l’accesso al computer ed il controllo ambientale.
Offerta di laboratori di attivit? formative e per il tempo libero per l’acquisizione, il mantenimento e/o lo sviluppo di autonomie personali realizzati in collaborazione con diverse associazioni di volontariato. A tal fine nel corso di alcune attivit? di laboratorio
vengono sperimentati e realizzati ausili.

Mobilit? e trasporti
? in fase di realizzazione l’allestimento dello “Sportello unico per la mobilit?”. Questo sar? uno spazio completamente accessibile, dove le persone disabili potranno inoltrare tutte le richieste relative alla mobilit?: permessi di transito e sosta, parcheggi riservati, buoni taxi, ecc. I cittadini disabili avranno la possibilit? di richiedere servizi, prenotare accertamenti medico- legali, ritirare, compilare e inoltrare la modulistica in un unico sportello, evitando di recarsi nei vari uffici moltiplicando tempi di attesa e produzione di documenti.
Presso lo “Sportello unico per la mobilit?” al cittadino disabile non verr? richiesto di consegnare duplicati degli stessi certificati: si consegneranno un’unica volta e ci? dar? diritto di accesso ad ogni servizio.
Con questa iniziativa il Comune di Torino intende procedere in due direzioni, da una parte agevolare il cittadino nei suoi rapporti con la pubblica amministrazione migliorando l’efficienza, dall’altra procedere verso una razionalizzazione dell’uso delle risorse. Ci? significher? che il cittadino non potr? ottenere tutti i servizi da lui richiesti perch? in taluni casi l’aver diritto ad un beneficio ne escluder? automaticamente un altro.
Realizzazione di un censimento delle strutture alberghiere accessibili consultabili online sul sito InformaHandicap Piemonte. Questo progetto, realizzato con la collaborazione del Terzo Settore, sar? operativo in occasione delle Olimpiadi invernali e delle Paraolimpiadi Torino 2006.

Passepartout collabora inoltre con l’Osservatorio Regionale sull’Handicap. Si tratta di un’iniziativa che ha come obiettivo l’informazione. Anche in questo caso i destinatari sono i disabili, i loro familiari, gli operatori socio-sanitari e i formatori. Il progetto, finanziato dalla Regione, ha un costo di 500.000 euro. I partecipanti sono, oltre alla Regione Piemonte, le Aziende sanitarie locali e gli enti gestori di funzioni socioassistenziali.
Il progetto eredita le esperienze del progetto sperimentale ALI e, con il coordinamento della Commissione Interassessorile per l’applicazione legge 104/92, coinvolge una rete di enti pubblici. Il sito www.alihandicap.org, completamente accessibile, offre
materiali gratuiti nelle aree informahandicap, ausili, ausili informatici, domotica, comunicazione aumentativa e autismo. Molte le iniziative. Tra le altre: informazione, formazione, riabilitazione, accesso, inserimento nel mondo del lavoro, norme, promozione ricerca.
Tutte le azioni del Progetto Passepartout sono realizzate grazie al sostegno economico della Regione Piemonte.

 

Piazze Telematiche
Le “Piazze Telematiche di Napoli” sono dedicate alle categorie pi? deboli (anziani, giovani meno abbienti, disoccupati). Il progetto, finanziato con fondi europei, ha un costo di 2.500.000. I partecipanti sono il Comune di Napoli(65) e le Associazione Piazze Telematiche(66).
Una Piazza Telematica ? una struttura fisica messa a disposizione della collettivit? al fine di garantire ? ai cittadini di tutti gli strati sociali ? l’opportunit? di poter usufruire di servizi telematici di alto livello, inseriti in un ambiente pubblico aperto, progettato per favorire occasioni di incontro professiona le, crescita culturale e socializzazione.
Pi? specificamente, le Piazze Telematiche possono essere osservate dai diversi punti di vista (tecnologico, funzionale, architettonico, urbanistico ecc. ) come:
Telecentri a fruibilit? collettiva, con funzioni di alfabetizzazione telematica, accesso a banche dati, utilizzo di teleservizi a valore aggiunto, supporto ad attivit? di telelavoro, di commercio elettronico, di produzione multimediale; incubatori di nuove opportunit? di impresa e di job creation.
Strutture ad accesso pubblico, aperte 12 ore al giorno, rivolte a cittadini, lavoratori, studenti, ricercatori, professionisti, artigiani, imprenditori, che possono noleggiare ed utilizzare ? per un’ora, un giorno, un mese ecc. ? postazioni informatiche dotate di
servizi di connettivit? avanzata (linee ISDN, ATM) per lavorare e telelavorare, scambiarsi dati, testi, immagini, condividere e sviluppare progetti, riunirsi virtualmente in videoconferenza. Il tutto utilizzando una struttura di servizio pubblico, sempre tecnologicamente all’avanguardia, dotata di un’efficace assistenza tecnica e formativa per l’utenza, convenzionata con imprese, scuole, associazioni professionali, artigianali ecc.
Edifici intelligenti ? derivati dal recupero di opere preesistenti degradate o sottoutilizzate ? inseriti nella citt? storica o nel tessuto indifferenziato delle periferie urbane, valorizzati da programmi di riqualificazione urbana o di riconversione di aree
infrastrutturali dismesse (aree portuali ed aree periferiche di edilizia economicopopolare, nello specifico del progetto di Napoli).
Luoghi che costituiscono nuove “polarit? urbane” a forte potenziale di attrazione di flussi di mobilit? quotidiana, recuperando il valore semantico della piazza, per lo sviluppo di relazioni sociali e professionali, suscettibili ? a medio/lungo termine ? di modificare la tipologia e la qualit? degli insediamenti e dei servizi gravitanti sulla nuova polarit? ed integrati con essa.

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Informazioni sull'autore

Roberto Scano
Roberto Scano
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Roberto Scano si occupa di accessibilità dall'inizio del millennio. Ha collaborato allo sviluppo delle WCAG 2.0, delle ATAG 2.0 nonché della normativa italiana in materia di accessibilità. Autore di tre libri in materia, è consulente e formatore nell'ambito della tematica della qualità dei servizi delle P.A. e delle aziende.

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