Cosa sono i siti INTERNET?

Tra gli esperti e gli sviluppatori di siti web si cerca di comprendere quale sia l’ambito di applicazione della legge 04/2004 relativamente al mondo del web. Bisogna innanzitutto ricordare che la legge 04/2004 rende obbligatorio fornire servizi accessibili quando si tratta di siti INTERNET.

Il legislatore ha utilizzato un’espressione non comune, ovvero sito INTERNET (solitamente si usa utilizzare l’espressione “sito web”) nell’articolo 4 comma 2:

2. I soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, non possono stipulare, a pena di nullità, contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti dal decreto di cui all’articolo 11. I contratti in essere alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 11, in caso di rinnovo, modifica o novazione, sono adeguati, a pena di nullità, alle disposizioni della presente legge circa il rispetto dei requisiti di accessibilità, con l’obiettivo di realizzare tale adeguamento entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto.

Tale definizione è intenzionalmente voluta da parte dei proponenti in quanto per sito INTERNET hanno inteso “qualsiasi cosa basato su tecnologie web”. Il “qualsiasi cosa” è stato poi chiaramente definito all’interno del Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 all’articolo 1 con le seguenti definizioni:

e) applicazione Internet: programma sviluppato adottando tecnologie Internet, in particolare utilizzando il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol) per il trasferimento dei dati e il linguaggio a marcatori (X)HTML (eXtensible HyperText Markup Language) per la presentazione e la struttura dell’informazione;

aa) Internet: rete mondiale di computer basata sulla famiglia di protocolli di comunicazione TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol);

bb) Intranet: rete di computer basata sugli stessi protocolli di Internet, riservata all’uso esclusivo di una organizzazione, o gruppo di utenti;

ff) pagina Web: elemento informativo di base di un sito Web, realizzato mediante un linguaggio a marcatori che può contenere oggetti testuali e multimediali ed immagini;

ll) sito Web: insieme strutturato di pagine Web utilizzato per veicolare informazioni o erogare servizi, comunemente definito anche sito Internet;

oo) tecnologie Web: insieme degli standard definiti dall’ISO e delle «Recommendation» del Consorzio W3C finalizzato a veicolare informazioni o erogare servizi su reti che utilizzano il protocollo HTTP, comunemente definite anche tecnologie Internet;

Ho voluto riportare queste definizioni dal testo del decreto in quanto rendono maggiormente comprensibile ciò che è richiesto dal successivo articolo 2 commi 2 e 3 del Decreto Ministeriale 8 luglio 2005, ovvero l’ambito di applicazione della legge 04/2004 relativamente ai siti INTERNET:

2. Il primo livello di accessibilità dei siti Web è accertato previo esito positivo della verifica tecnica che riscontra la conformità delle pagine dei medesimi siti ai requisiti tecnici elencati nell’allegato A, applicando la metodologia ivi indicata.

3. I requisiti tecnici si applicano anche nei casi in cui i soggetti di cui all’articolo 3, comma 1 della legge forniscono informazioni o erogano servizi mediante applicazioni Internet rese disponibili su reti Intranet o su supporti, come CD-ROM, DVD, utilizzabili anche in caso di personal computer non collegato alla rete.

Il comma 2 chiaramente richiede di applicare il primo livello di accessibilità (obbligatorio per i soggetti destinatari della legge) alle pagine dei siti web (ovvero di un insieme strutturato di pagine web utilizzato per veicolare informazioni o erogare servizi).

Questo significa – ad esempio – che se un sito web gestito tramite sistemi CMS (Content Management System) basati su tecnologie web (insieme degli standard definiti dall’ISO e delle «Recommendation» del Consorzio W3C finalizzato a veicolare informazioni o erogare servizi su reti che utilizzano il protocollo HTTP), il fornitore del sito web deve garantire conformità ai 22 requisiti previsti dall’allegato A del suddetto decreto per tutte le pagine del cosiddetto “back-end” o “back-office”.

Al fine di garantire inoltre l’accessibilità di qualsiasi servizio che utilizza le tecnologie web come modalità di pubblicazione, il terzo comma dell’articolo 2 estende l’applicazione dei requisiti a:

  • applicazioni internet (già comprese nel comma 2) rese disponibili anche in rete Intranet, al fine di garantire la possibilità anche ai soggetti con disabilità di poter accedere ad informazioni e servizi offerti dalle intranet delle Pubbliche Amministrazioni;
  • applicazioni internet, pagine web o contenuti basati su tecnologie web distribuiti su supporti come CD-ROM, DVD ed utilizzabili anche se il personal computer non è connesso alla rete.

Pertanto, come già analizzato nelle altre schede, se il contratto prevede la fornitura di “qualsiasi cosa” basato su tecnologie web, il contratto – pena nullità – deve prevedere il rispetto dei requisiti di cui all’allegato A del suddetto Decreto Ministeriale.

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Roberto Scano
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Roberto Scano si occupa di accessibilità dall'inizio del millennio. Ha collaborato allo sviluppo delle WCAG 2.0, delle ATAG 2.0 nonché della normativa italiana in materia di accessibilità. Autore di tre libri in materia, è consulente e formatore nell'ambito della tematica della qualità dei servizi delle P.A. e delle aziende.

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