Controlli esercitabili sui soggetti di cui al comma 1 dell’articolo 3 della legge n. 4 del 2004

Una domanda che spesso si pone nelle liste di discussione e nei convegni è: chi controlla l’applicazione?

Per dare una risposta è necessario tener presente che l’art. 7 della legge 04/2004 vengono definiti i compiti amministrativi affidati al CNIPA (Centro Nazionale Informatica della Pubblica Amministrazione), chiaramente indicati nelle prime due lettere del primo comma.

1. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, anche avvalendosi del Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, come sostituito dall’articolo 176 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196:

a) effettua il monitoraggio dell’attuazione della presente legge;
b) vigila sul rispetto da parte delle amministrazioni statali delle disposizioni della presente legge;

Un’estensione delle modalità di controllo è contenuta nel Decreto del Presidente della Repubblica del 1 marzo 2005, numero 75 (Regolamento di attuazione della legge 9 gennaio 2004, n. 4 per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici) che all’articolo 9 definisce quanto segue:

1. Per l’attuazione della legge ogni amministrazione pubblica centrale nomina un responsabile dell’accessibilità informatica, da individuare tra il personale appartenente alla qualifica dirigenziale già in servizio presso l’amministrazione stessa, la cui funzione, in assenza di specifica designazione, è svolta dal responsabile dei sistemi informativi, di cui all’articolo 10 del decreto legislativo n. 39 del 1993; dall’attuazione del presente comma non derivano nuovi o maggiori oneri a carico delle amministrazioni interessate e per lo svolgimento di tale funzione non è previsto compenso aggiuntivo.

2. Ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera b), della legge n. 4 del 2004, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, avvalendosi del Cnipa, previa comunicazione inviata all’amministrazione statale interessata, verifica il mantenimento dei requisiti di accessibilità dei siti e dei servizi forniti e dà notizia dell’esito di tale verifica al dirigente responsabile; qualora siano riscontrate anomalie, viene richiesta all’amministrazione statale medesima la predisposizione del relativo piano di adeguamento con l’indicazione delle attività e dei tempi di realizzazione.

3. Le regioni, le province autonome e gli enti locali organizzano autonomamente e secondo i propri ordinamenti la vigilanza sull’attuazione del presente decreto.

Una definizione di “pubbliche amministrazioni centrali” è contenuta nel Codice della P.A. Digitale, all’articolo 1 lettera z)

z) pubbliche amministrazioni centrali: le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti  e  scuole di ogni ordine e grado  e  le  istituzioni educative,  le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le istituzioni universitarie,  gli enti pubblici non economici nazionali, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), le agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;

Queste amministrazioni dovranno quindi nominare un responsabile all’accessibilità informatica che, se non diversamente indicato, è il responsabile ai sistemi informativi ed è quindi la persona idonea alla segnalazione di eventuali problematiche di accesso ai servizi informatici ed ai siti INTERNET dell’amministrazione competente. Come da comma 2 dell’articolo 9 del suddetto decreto il CNIPA può effettuare il monitoraggio dei siti INTERNET di tali amministrazioni previa comunicazione inviata all’amministrazione interessata. In questo caso, il mancato rispetto dei requisiti richiederà la predisposizione di un piano di adeguamento del sito in essere.

Perchè al comma 3 si demanda alle regioni e agli enti locali l’organizzazione autonoma del controllo? Bisogna ricordare che  la riforma costituzionale dell’articolo 117 della Costituzione (articolo così sostituito dalla legge costituzionale n. 3 del 2001) chiaramente definisce le competenze delle Regioni:

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: […]

r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno; […]

[…] Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: […]
 ordinamento della comunicazione; […]

E’ quindi chiaro che le amministrazioni statali, ed indirettamente le amministrazioni locali devono garantire l’accesso ai siti istituzionali ed in questo caso il cittadino dovrà segnalare eventuali incongruenze o problematiche di accesso ai siti INTERNET direttamente alle amministrazioni locali rivolgendosi eventualmente alle Regioni nel caso le amministrazioni periferiche (provincie e comuni) non risultino sensibili alla problematica.

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Roberto Scano
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Roberto Scano si occupa di accessibilità dall'inizio del millennio. Ha collaborato allo sviluppo delle WCAG 2.0, delle ATAG 2.0 nonché della normativa italiana in materia di accessibilità. Autore di tre libri in materia, è consulente e formatore nell'ambito della tematica della qualità dei servizi delle P.A. e delle aziende.

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