Comunicare a tutti: consigli in epoca di #coronavirus

In questi giorni capita spesso di imbattersi in comunicazioni – istituzionali e non – con l’intento di fornire informazioni utili (se non essenziali) per consentire a tutti i cittadini di tutelarsi in caso di emergenza.

Purtroppo, spesso a causa di una mancata conoscenza dell’uso corretto degli strumenti di comunicazione, quindi in modo involontario, si forniscono comunicazioni e modalità di comunicazione senza pensare alla possibile esclusione di categorie di persone. In un momento di emergenza, le categorie più deboli sono quelle più sensibili e che pertanto necessitano di particolare attenzione.

In questo articolo cercherò di fornire alcune indicazioni di base sull’uso corretto della comunicazione digitale, perché comunicare a tutti significa garantire a tutti informazione e possibilità di evitare rischi. Nulla di nuovo, solo l’applicazione “pratica” di regole di accessibilità per il Web che esistono da più di dieci anni.

In questo articolo non mi soffermo alla necessità di avere siti web accessibili, in quanto dovrebbe essere oramai assodato che, sia per il settore pubblico che per quello privato, avere siti web non accessibili significa non fornire informazioni, prodotti e servizi ad una fascia di popolazione.

Immagini: dalle informazioni generiche alle infografiche

Infografica delle 10 regole da seguire per #coronavirus

La comunicazione è uso di immagini, in particolar modo di infografiche per consentire all’utente di poter comprendere visivamente informazioni utili. Nell’immagine che accompagna questo paragrafo è presente il decalogo del Ministero della Salute che, se fornita solo in questa modalità, crea problemi di accessibilità per le persone non vedenti che non sono in grado di comprendere l’intero contenuto e dovranno quindi ricercare “versioni alternative”.

Sempre in ambito infografiche e comunicazione sotto forma di immagine, è necessario ricordare che vi possono essere altre tipologie di disabilità che rendono difficoltosa la comprensione di tali comunicazioni. Ad esempio, se si usano caratteri troppo piccoli o contrasti di colore tra testo e sfondo non adeguati si rischia di rendere illeggibile il contenuto da parte di persone ipovedenti. Allo stesso tempo, utilizzare caratteri con spaziature non adeguate (sia tra singoli caratteri che tra righe) può rendere complicata la lettura da parte di persone con problematiche cognitive.

Suggerimenti per l’uso delle immagini

Quando si diffonde un immagine (esempio: infografica) tramite canali social o la si pubblica in qualche pagina web, con lo scopo di dare informazioni importanti, è necessario:

  • fornire un testo alternativo per le immagini contenenti testi importanti (esempio: se l’immagine contiene un numero verde, fornire un testo alternativo che contenga tale numero);
  • fornire un testo descrittivo per le infografiche (preferibilmente visibile in prossimità dell’immagine oppure raggiungibile tramite collegamento ipertestuale) per consentire la lettura alle persone non vedenti ed ipovedenti;
  • utilizzare caratteri di dimensioni adeguate, senza fronzoli (Sans Serif), con interlinea di almeno 1,5 e con testo preferibilmente allineato a sinistra (evitando il giustificato);
  • utilizzare coppie di colori tra testo e sfondo che siano leggibili (evitare ad esempio colori quali testo bianco su sfondo azzurrino).

Documenti: dai PDF scansionati ai moduli

Esempio di documento scansionato (DPCM 9 marzo 2020)

Uno dei mali della pubblica amministrazione è l’uso di documenti scansionati: c’è ancora l’idea che un documento contenente una firma tradizionale (olografa) abbia maggior valore di un documento pubblicato con firma digitale e/o comunque pubblicato all’interno di un sito web istituzionale.

Purtroppo proprio nei casi di emergenza si sono diffuse ordinanze nazionali e locali, pubblicate e diffuse in rete come documenti scansionati e pertanto totalmente illeggibili da parte di persone non vedenti. A titolo informativo, le persone non vedenti utilizzano degli ausili chiamati “lettori di schermo” (screen reader) che leggono le informazioni testuali. Pertanto in caso di documento scansionato, ovvero di un documento che contiene una mera immagine, il lettore di schermo non leggerà nulla e dirà che il documento è vuoto.

Tra l’altro è bene ricordare che il Codice dell’Amministrazione Digitale, in particolare all’art. 23 ter comma 5 bis, ricorda che i documenti prodotti dalla PA devono essere accessibili, ossia non devono discriminare nessun cittadino. Pubblicare quindi documenti non accessibili in un sito web, ad esempio all’albo pretorio o collegati ad una news importante, non solo discrimina ma è anche contro una serie di norme vigenti.

Medesimo problema si riscontra con l’eventuale modulistica da compilare: se il documento non è strutturato in modo accessibile una persona non vedente non sarà in grado di compilare un modulo in autonomia.

Suggerimenti per l’uso dei documenti

Quando si diffonde un documento (compresi i moduli) tramite canali social o la si pubblica in qualche pagina web, con lo scopo di dare informazioni importanti, è necessario:

  • evitare l’uso di documenti scansionati (nel caso non sia possibile ottenere l’originale digitale, è necessario fornirne una versione equivalente in formato testuale);
  • evitare l’uso di modulistica scaricabile non accessibile (esempio: documenti PDF scansionati, documenti PDF non modificabili e/o non compilabili);
  • utilizzare caratteri adeguati per dimensioni, per contrasto di colore tra testo e sfondo e senza fronzoli (Sans Serif);
  • utilizzare paragrafi con interlinea di almeno 1,5 e lasciando spazio tra i paragrafi di almeno 2.

Modalità di contatto: garantire il diritto a tutti

Elenco dei numeri verdi regionali a supporto informativo per #coronavirus

In situazione di emergenza dobbiamo garantire a tutti di poter interagire con i servizi di assistenza. In molti casi vengono messi a disposizione dei numeri di telefono per contattare le autorità competenti ma ciò rende impossibile un contatto da parte delle persone non udenti, se non si forniscono soluzioni equivalenti di contatto o se non si utilizzano tecnologie di intermediazione.

Suggerimenti per le modalità di contatto

Quando si forniscono modalità di contatto con lo scopo di dare informazioni importanti, è necessario:

  • evitare di fornire un unico canale di contatto limitato a specifiche abilità sensoriali (esempio: solo il numero di telefono), fornendo altre modalità in tempo reale (esempio: sistemi di chat testuale);
  • fornire, per canali di contatto vocali, dei servizi di intermediazione e di trasformazione di comunicazione vocale in modalità testuale (esempio: Pedius, Skype con sottotitoli).

Multimedia: adeguate alternative per i contenuti audio e video

Video del Presidente del Consiglio sottotitolato automaticamente in YouTube

Video, audio, contenuti multimediali. La rete è comunicazione e corre veloce. Anche se dobbiamo correre velocemente, non dobbiamo dimenticarci di chi può avere problemi nella comprensione di contenuti video:

  • persone non udenti che non possono sentire l’audio e che hanno bisogno di sottotitoli;
  • persone non vedenti che non possono vedere il video e che hanno bisogno di descrizioni testuali o audio di contenuti informativi;
  • persone sordomute che hanno bisogno di un ulteriore contenuto video inglobato (PIP – Picture in Picture)

La scelta della piattaforma di diffusione dei contenuti multimediali può aiutare a fornire maggior inclusione: la maggior parte dei social media non genera automaticamente i sottotitoli e pertanto pubblicando un video è necessario comprendere che l’attività di sottotitolazione dovrà essere fatta in modo manuale: Twitter e Facebook ad esempio non generano automaticamente i sottotitoli mentre YouTube si (e consente di modificarli in caso di errori di comprensione automatica).

Suggerimenti per il multimedia

Quando si forniscono contenuti multimediali con lo scopo di dare informazioni importanti, è necessario:

  • fornire sottotitoli per i contenuti video che contengono audio importante;
  • fornire audiodescrizioni per i video che contengono informazioni visive ma non descritte in modalità audio (esempio: video con testi e musica di fondo);
  • fornire – ove possibile – un video con interprete della lingua dei segni (attualmente non è un obbligo normativo, ma se è sostenibile economicamente è eticamente corretto fornire tale supporto);
  • pubblicare i contenuti in piattaforme che consentano la generazione automatica di sottotitoli (esempio: YouTube) oppure la possibilità di pubblicarli manualmente (esempio: Facebook).

Conclusioni

Applicando i piccoli consigli sopra riportati garantiamo maggior diffusione dell’informazione, ossia raggiungiamo anche quella fascia di popolazione che per disabilità potrebbe essere esclusa.

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