Chi fa e-banking accessibile oggi?

Il dato più sconvolgente è che in questo momento al mondo non esiste un servizio di e-banking accessibile.

Sebbene le legislazioni di altri Stati siano decisamente più avanzate ed attente ai problemi dei disabili ( si pensi a Stati Uniti, Australia, Canada e Regno Unito), nessuno ha ancora realizzato la prima banca online con i propri servizi accessibili.

La situazione migliore è indubbiamente quella Australiana dove la scorsa primavera è stato approvato un documento molto importante, il primo documento al mondo a definire degli standard per la progettazione di servizi bancari accessibili a disabili ed anziani.

La realtà dei fatti è che comunque al momento nessun servizio bancario è accessibile a chi non è dotato di una postazione standard con connessioni accettabili.

Eppure, dati del 26 settembre scorso della BNL affermano che nel 30% dei comuni italiani non esistono servizi bancomat: questo significa che se il bancomat non è ancora riuscito a penetrare nelle realtà minori, forse un servizio di e-banking ottimizzato e progettato con criterio potrebbe cambiare notevolmente le opportunità offerte anche agli abitanti di questi comuni non raggiunti dagli ATM.

Il vantaggio di internet sta proprio nella sua universalità, nella possibilità di accedere alle informazioni sempre e ovunque, come disse Tim Barners Lee, inventore e “papà” del WWW: l’accessibilità si presenta pertanto come la chiave che permette l’universalità dell’accesso all’informazione, l’uguaglianza delle opportunità e delle potenzialità di tutti i navigatori della rete, indipendentemente dalle caratteristiche fisiche o dalle dotazioni tecnologiche.

Questo è lo spirito della rete.

Al momento in Italia alcuni enti ed istituti, debitamente stimolati dalle associazioni di tutela dei disabili, si stanno muovendo con piani e progetti ambiziosi.

L’ABI, l’associazione Bancaria Nazionale, in collaborazione con l’UIC, l’Unione Italiana Ciechi, alcuni istituti bancari e partner tecnologici, sta preparando un progetto finalizzato allo studio dei servizi e della situazione attuale.

Il progetto è finalizzato alla creazione di un documento che definisca gli standard tecnologici da utilizzare per migliorare l’accessibilità dei servizi ed alla diffusione di questo documento. Al momento non è ancora stato definito se  e quando si potrà procedere anche con una fase operativa, in cui proporre soluzioni tecnologiche concrete alle banche che vogliono rendere accessibili i propri servizi.

Un’altra ricerca che sta procedendo con buoni risultati è la Natural Bank ideata da Banksiel, società del Gruppo Telecom che, in collaborazione con numerosi partner tecnologici, sta elaborando nuovi prototipi e nuove modalità di fare e-banking a favore degli utenti disabili.

I progetti e le idee ci sono, manca ancora una success story internazionale, un esempio che dimostri l’universalità di Internet e le potenzialità che questo mezzo offre a tutti i cittadini affinché possano operare tutti nello stesso modo.

La cosa fondamentale che ancora non è chiara a molti è che fare e-banking accessibile non significa inventare nulla di nuovo, ma semplicemente ottimizzare e rendere universali i servizi, rendere i servizi a disposizione di qualunque cittadino voglia usufruirne.

Fare e-banking accessibile vuol dire valorizzare il servizio e l’individuo, significa riflettere sulle potenzialità offerte dalla rete e portare queste potenzialità al massimo grado, affinché sia davvero un servizio alla persona, indipendentemente dalla propria condizione.

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