2.3. Validazione pratica

Le regole formali sopra menzionate sono un punto di partenza imprescindibile, ma devono essere integrate da una validazione pratica e da uno studio di usabilità.

La validazione delle pagine viene solitamente svolta utilizzando due modalità: un controllo automatizzato e un test con persone con disabilità. Per la parte automatizzata, esistono dei tool di validazione come Bobby (http://bobby.watchfire.com oramai non più disponibile online), Torquemada (http://www.webxtutti.it/testa.htm), Wave (http://wave.webaim.org), Lift (http://www.usablenet.com) che consentono di controllare la corretta sintassi di applicazione delle WCAG 1.0, esclusivamente per i punti di controllo “testabili”. L’eventuale assegnazione di uno status di “approved” non significa di fatto il raggiungimento di un livello di accessibilità come dichiarato dal validatore.

Per sgombrare il campo da equivoci è opportuno evidenziare che l’apposizione del bollino “approved” su un sito è lasciata alla totale discrezionalità (e quindi responsabilità) del webmaster e non è dunque una certificazione dell’accessibilità del sito da parte di chi fornisce il tool di validazione.

Risulta quindi necessario un ulteriore test da effettuare in collaborazione con utenti con disabilità; a questo scopo è possibile avvalersi del supporto di sezioni locali di associazioni di disabili. La verifica condotta da persone disabili è estremamente importante per giungere alla costruzione di un servizio veramente accessibile e fruibile, che non si limiti a una correttezza formale.

Così facendo, non si vuole sminuire l’importante ruolo di controllo che svolgono i validatori automatici, che però, pur fornendo un valido aiuto per costruire siti accessibili, non sostituiscono realmente la navigazione da parte degli utenti finali. In particolare, è importante raccogliere pareri da persone con diverse tipologie di disabilità, poiché ad esempio un disabile motorio, un ipovedente, un daltonico, un non udente hanno percezioni diverse della fruibilità della pagina, essendo interessati a differenti aspetti della sua composizione.

E’ opportuno inoltre effettuare uno studio di usabilità, poiché come è stato affermato in precedenza un sito non può dirsi accessibile in senso proprio se non è anche usabile.

Il test di usabilità può essere effettuato solo tramite l’intervento umano, preferibilmente con un panel formato da utenti normodotati (con livello di alfabetizzazione tecnologica medio-bassa) e disabili, perché è solo l’utente finale del sito a poter individuare, tramite l’utilizzo, eventuali problemi di organizzazione delle informazioni che lo rendano poco fruibile.

 

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