UAAG e ridimensionamento del testo.

Per comprendere l’importanza del raggiungimento di un adeguato livello di fruizione ed interazione è utile fare riferimento alle UAAG, ossia alle linee guida dedicate agli User agent. Nel documento, per User agent si intende:

Any software that retrieves and renders Web content for users. This may include Web browsers, media players, plug-ins, and other programs – including assistive technologies – that help in retrieving and rendering Web content.

Quindi un plug-in multimediale inserito in una pagina web rientra a pieno titolo tra gli elementi che devono garantire quanto raccomandato ad esempio nel checkpoint 4.1 (Configure text scale). Citiamo due punti in particolare:

  1. Allow global configuration of the scale of visually rendered text content. Preserve distinctions in the size of rendered text as the user increases or decreases the scale.
  2. As part of satisfying provision one of this checkpoint, provide a configuration option to override rendered text sizes specified by the author or user agent defaults.

Nelle relative techniques si chiarisce anche la destinazione (Who benefits):

Users with low vision, who benefit from the ability to increase the text scale. […] People who use captions may need to change the text scale.

A questo punto appare evidente come il ridimensionamento dei sottotitoli sia questione tutt’altro che secondaria ai fini dell’accessibilità della risorsa multimediale e come i plug-in siano pienamente coinvolti in quanto user agent che curano la fruizione di ciò che è sì multimedia, ma al tempo stesso web content.

Pur se le UAAG corrono parallele al lavoro dei web designer, la sinergia è importante in quanto il problema sta proprio nella “fissità” del plug-in nei confronti dei contenuti editoriali circostanti. E ciò vuol dire impossibilità dell’utente ad operare correttamente.

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Informazioni sull'autore

Alessio Cartocci
Alessio Cartocci
36 anni, "prestato" al bit da ormai quasi 15 anni, attualmente faccio spola tra l'Italia e la Svizzera, con un occhio verso il Nord Europa. "Prestato" perché non ho mai nascosto le mie tendenze umanistiche (laurea in lettere, dopo qualche esame di ingegneria) e altri percorsi fatti di musica, parole ed immagini. Per questo è stato naturale occuparmi di multimedialità cercando di coniugare la logica ferrea della programmazione alla creatività. Una sfida davvero stimolante, partita da un 486 finalmente dotato di una scheda audio (all'epoca) davvero innovativa: la Sound Blaster AWE 64. La voglia di esplorare strade sempre nuove e diverse mi ha portato dapprima a un progetto culturale interattivo scritto in Visual C++, poi alla realizzazione di CBT utilizzando ToolBook e ancora a lavorare con software audio/video specifici come Cubase e Premiere. Quest'ultima esperienza è poi culminata, nel 1997, in una specializzazione di "midifonico programmatore di sistemi di automazione musicale". La rete delle reti è arrivata due anni dopo e da allora è di casa:  ho curato la progettazione e realizzazione di una web-tv e di speciali multimediali per un portale nazionale rivolto agli italiani nel mondo, primo a sperimentare in Italia i codec RealVideo 8 e tra i primi a puntare sul linguaggio SMIL. In seguito ho svolto attività di formazione di base (Office, ECDL) e avanzata (Flash MX), prima di affrontare, dal 2002, un nuovo importante percorso come consulente nella riprogettazione di alcuni portali istituzionali. E questo percorso fece incontrare compiutamente a me, che usavo editor visuali (WYSIWYG), un modo completamente nuovo ed affascinante di creare e di progettare. L'iniziale difficoltà nel comprendere ed assimilare i molteplici temi e problemi legati agli standard e all'accessibilità fu ben presto soppiantata dalla sempre più forte convinzione di "fare la cosa giusta", e non solo a livello di codice. Così ho finalmente ripreso in mano l'argomento "multimedia", convinto che l'accessibilità sia una scelta doverosa anche per i progetti culturali, artistici, educativi o che semplicemente fanno largo uso di materiale multimediale. E, soprattutto, convinto che non bisogna mai essere stanchi di sperimentare, di essere "in viaggio".

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