Qualità del codice

1. Qualità del codice

1. Viene utilizzato il corretto Doctype?

Il doctype (abbreviazione di  ‘document type declaration’ dichiarazione sul tipo di documento) informa i validatori sulla versione di (X)HTML utilizzata, e deve apparire proprio all’inizio di ogni pagina web. I Doctype sono una componente chiave per  le pagine web aderenti agli standard:  se omesso  i validatori di marcatori e di CSS non valideranno il vostro codice.
http://www.alistapart.com/articles/doctype/

Vedi anche:

[Da webaccessibile.org]

 

2. Viene utilizzato un Character set?

Se il vostro browser  non è in grado di determinate la codifica dei caratteri utilizzati nel documento web, all’utente potrebbero presentarsi pagine con caratteri illeggibili.  Questa informazione è particolarmente importante per coloro che gestiscono siti multilingua, anche se la dichiarazione della codifica utilizzata nel documento è importante per tutti coloro che producono codice XHTML/HTML o CSS.
http://www.w3.org/International/tutorials/tutorial-char-enc/

Vedi anche:

3. Il codice (X)HTML è validato?

Il codice validato viene interpretato piu’ velocemente di quello contenente errori. I browser diventano sempre più aderenti agli standard, è sta diventanto sempre più necessario scrivere codice HTML  valido e standard.
http://www.maxdesign.com.au/presentation/sit2003/06.htm

Vedi anche:

[Da webaccessibile.org]

4. Il codice CSS è validato?

Dovreste assicurarvi che sia nel codice HTML che nel CSS non vi siano errori, poichè questi potrebbero far apparire i documenti in modo pasticciato.

http://www.meyerweb.com/eric/articles/webrev/199904.html

Vedi anche:

5. Nel CSS  vengono  utilizzati trucchetti (hacks)??

Utilizzare i trucchetti è una scelta primariamente personale, derivante dalle conoscenze su come aggirare gli ostacoli in relazione al progetto che si sta cercando di realizzare.

http://www.mail-archive.com/wsg@webstandardsgroup.org/msg05823.html

Vedi anche:

6. Sono presenti class o id  non necessari?

Gli sviluppatori che imparano nuove competenze spesso producono un buon codice CSS ma uno scadente XHTML.  Specificatamente, il codice  HTML tende ad essere pieno di div e id non strettamente necessari. Ciò provoca un HTML  senza significato e fogli di stile pesanti.

http://www.clagnut.com/blog/228/

7. Il codice è ben strutturato?

Un marcatore semanticamente corretto usa gli elementi di html per gli scopi a loro propri. L’ HTML ben strutturato ha un significato semantico per un ampio spettro di user agent (  quali i   browser che non interpretano i fogli di stile, i browser testuali, PDA, motori di ricerca, ecc.)
http://www.maxdesign.com.au/presentation/benefits/index04.htm

Vedi anche:

8. Il sito presenta link errati o a pagine inestistenti?

I link interrotti possono frustrare gli utenti e, potenzialmente, allontanarli dal sito.   Inoltre i motori di ricerca tenderanno a non indicizzare il vostro sito.

Vedi anche:

9. Quali sono le prestazioni in termini di velocità e dimensione della pagina?

Non farmi aspettare… Questo è il messaggio che gli utenti confermano sondaggio dopo sondaggio. Anche gli utenti che arrivano da connessioni a banda larga possono lamentarsi di pagine lente a caricarsi.

http://www.websiteoptimization.com/speed/

10. Sono presenti errori nell’esecuzione di codice Javascript?

Internet Explore per Windows consente di attivare un debugger che appare in una nuova finestra pop up e informa circa la presenza di errori di javascript nella pagina.  Questa opzione si trova sotto la linguetta Avanzate in Opzioni Internet. Per eliminare questa funzione disabilitate la casella ‘Disattiva debug degli script’ nel paragrafo ‘Esplorazione’ .

 

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Informazioni sull'autore

Franco Carcillo
Franco Carcillo
Sono nato (1956) e vivo a Torino.  Da oltre 26 anni lavoro ('da sempre') presso il Comune di Torino, presso il Sistema Informativo. Mi occupo di web.  Sono infatti Direttore Responsabile dei siti internet della Città, sin dalla loro nascita, nel 1994. Prima del 1994 mi sono occupato di informatica gestionale classica, anche se in ambiente distribuito (mini e pc, sin dal loro apparire nella Civica Amministrazione).  Negli anni 80 mi sono appassionato, nel tempo libero, di telematica.  Mio è stato il primo nodo della rete Fidonet in Torino città (Fido_Torino e  TO_news) nel 1987.  Sono stato anche coordinatore nazionale della rete amatoriale, anche se solo per 6 mesi. Poi ho abbandonato:  troppe le pressioni intorno a quello che doveva essere, alla fine, un semplice hobby. Quando non ci si diverte più, meglio spegnere. Ma la passione telematica è rimasta.  Ed ecco che ho tenuto ogni settimana (sino alla chiusura del giornale!) la prima rubrica di telematica pubblicata  su un quotidiano italiano "StampaSera"; a quei tempi di internet se ne parlava vagheggiandola nei meandri universitari e militari americani. Ho pubblicato il primo speciale pubblicato in Italia riguardante i bbs su BIT della Jackson;  ho collaborato, con altre riviste, tra cui PCWORLD dove ho avuto per lungo tempo una rubrica fissa. Di interner e dei siti, che dire? C'è ancora tanta strada da percorrere: l'accessibilità ne è un'esempio. Ma anche rendere i siti davvero fruibili così come far 'trovare' la montagna di informazioni memorizzate tra le pagine, sono sfide  non da poco. Vi pare? All'Università di Torino, quest'anno, molti studenti hanno partecipato, interessatissimi, ad un mio breve seminario su 'Progettare siti web per la Pubblica Amministrazione, la sfida dell'accessibiltià e usabilità'.  E' stupefacente notare come le persone che usano tutti i giorni la rete e a cui spieghi come e perchè i siti non sono nè usabili nè accessibili si rendano immediatamente conto e capiscano: quasi un velo, un sipario sia stato loro svelato. Ecco perchè ho deciso di tradurre 'Dive into accessibility':  perchè affrontare l'accessibilità non è così difficile. Certo nei siti mastodontici le operazioni possono essere lunghe, ma non vi sono più scuse per partire con nuovi progetti 'alla cieca'.

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