Princìpi

Mi sembra che il primo principio autoriale dell’HTML sia di trasmettere al lettore informazioni su un certo “/argomento di discussione”. Che è un modo enfatico per dire che qualcuno sta scrivendo una storia, pubblicizzando un prodotto, offrendo dei risultati scientifici, regalando una guida per intrecciare panieri, ricette per cucinare i funghi selvatici, o qualunque cosa accada che sia l'”/argomento di discussione”. (Non sto considerando il caso particolare di scrivere sull’HTML o sul WWW, il che confonde un po’ le cose.)

Riferimenti alla meccanica del World Wide Web o ad un particolare browser rappresentano normalmente una sgradevole distrazione. Esistono differenze tra i browser e tra le piattaforme, e cercare di dire agli utenti come adoperare il browser con cui voi, gli autori, avete confidenza, serve giusto a confonderli, se essi stanno usando un differente browser/versione/piattaforma. Raccomando agli autori, come regola generale, di presumere che gli utenti abbiano già familiarità con le operazioni dei loro browser, o che possano apprenderle da soli (file di Aiuto, ecc.), e che siano piuttosto avidi di informazioni circa il vostro “/argomento di discussione”. [1]

Queste note riguardano quelle pagine web che hanno un sostanziale contenuto testuale, le cui immagini rappresentano un’aggiunta piuttosto che lo scopo complessivo della pagina. In altre parole, il contenuto è intrinsecamente accessibile ai lettori solo testuali ed è compito dell’autore di facilitare tali lettori nell’ottenere il massimo possibile dal documento, a dispetto dell’assenza di immagini. Non intendo occuparmi di quei documenti web le cui informazioni siano, per qualsivoglia ragione, essenzialmente dipendenti dalle immagini, come nel caso, ad esempio, di una galleria di foto.

Queste note non vi stanno chiedendo enfaticamente di “far tacere” i vostri documenti allo scopo di renderli funzionali per i browser in modalità testuale. Ciò che vi stanno chiedendo è di riflettere su come i vostri documenti appariranno in un’ampia varietà di situazioni di navigazione, e di seguire uno stile di scrittura che faccia il miglior uso di qualsivoglia combinazione di risorse ciascun lettore abbia a propria disposizione. Questa è la grande differenza tra l’idea del Web e la maggior parte degli altri modi di pubblicare informazioni.

Attenzione: se vi è stato dato mandato di produrre documenti pienamente accessibili, allora ovviamente la vostra guida all’accessibilità ha la precedenza. Visitate anche, per favore, le pagine della Web Accessibility Initiative presso il W3C.

Una tabella riassuntiva, per quelli che non hanno tempo.

ALT non è più l’unico attributo disponibile per trasmettere informazioni in modalità testo. Con l’HTML 4.0 abbiamo tre o quattro differenti attributi a disposizione, il che riduce la necessità di ricorrere a compromessi nel modo in cui ciascuno di essi è usato. Le recenti versioni di Microsoft Internet Explorer, come pure un certo numero di browser specializzati o di minoranza, hanno integrato il supporto per alcune di queste caratteristiche, e anche Netscape 6, riguardo ad esse, è ora della partita. Consigli su come sfruttare tali caratteristiche (pensate per situazioni di disabilità, ma largamente utili anche nella comune navigazione in modalità testo) possono essere reperiti presso il W3C WAI: incoraggio gli autori a prendere gradualmente confidenza fin da subito con l’uso di queste caratteristiche, ma, essendo supportate solo in misura limitata dai browser/versioni attualmente in uso, sembrerebbe opportuno non fare completo affidamento su di esse. Ciò potrebbe essere argomento di un successivo aggiornamento di questo articolo.

Pensate al testo ALT come ad un’opportunità per rafforzare il vostro messaggio, così come discusso in questo testo tratto dagli archivi del W3C WAI, su cui raccomando di riflettere accuratamente: si tratta di un’alternativa vincente-vincente, che non danneggia quelli che hanno già afferrato il vostro concetto, ma ritiene di aiutare quei lettori che potrebbero essere meno efficacemente raggiunti senza di essa. Si veda anche IMG, uno degli “Eviltest” di Ian Hickson, ed in particolare la sua mini FAQ sul testo ALT.

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Informazioni sull'autore

Michele Diodati
Michele Diodati
Sarò breve. Nabbi... o nacqui - scegliete la forma che preferite - a Caserta nel 1964. (... E questa è una delle pochissime volte che la città di Caserta viene nominata senza alcun riferimento ad attività criminali e fatti di camorra.) Di padre medico e madre insegnante, ho seguito studi filosofici, laureandomi a Napoli nel 1989. Dal 1989 al 1991 ho vissuto a Milano, svolgendo i lavori più disparati: da impiegato in una cartiera, fallita dopo tre mesi - non per colpa mia - a banconiere in un negozio di frullati in Corso Buenos Aires, fino ad agente immobiliare in un cantiere di Noviglio. Per la maggior parte del tempo però ho lavorato come professore itinerante: italiano, latino, greco e filosofia a domicilio, per studenti con qualche brutto voto da cancellare. I miei primi approcci con l'informatica sono datati 1984, anno in cui comprai un Commodore 64 ed imparai i primi rudimenti del Basic. Al 1993 risalgono i primi guadagni ottenuti per mezzo di strumenti informatici (manifesti pubblicitari e disegni per specchi, realizzati con CorelDRAW 3.0). Da gennaio 1996 risiedo a Roma, città nella quale ho trovato - oltre ad un inquinamento e ad un traffico micidiali - anche numerose e importanti occasioni di lavoro e di crescita professionale, nonché un patrimonio artistico e culturale inimitabile, che non basterebbe una vita intera per conoscere completamente e che mi fa sentire ricco, nonostante le tasse che quest'anno mi tocca pagare! Sono sposato felicemente (ma sì, vah...) dal 1997. Per ora purtroppo non abbiamo figli bipedi, ma da agosto 1999 abbiamo una bellissima figlia quadrupede, forse un po' scura di carnagione ma affettuosissima: è Smilla, una cagnolina abbandonata dai soliti stronzi - scusate, non ho trovato termine migliore! - su una montagna nei pressi di Frosolone, in Molise. Ci imbattemmo in lei durante una passeggiata e ci chiese cortesemente, ma fermamente, di adottarla. Così abbiamo fatto e da allora siamo inseparabili!

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