Il codice valido ed il lavoro in team

Proviamo a pensare a cosa normalmente accade in un gruppo di lavoro che deve affrontare un progetto Web non banale: più persone si trovano a lavorare insieme e a mettere in comune le proprie esperienze, i propri metodi di lavoro e le proprie abitudini, anche per quello che riguarda la scrittura del codice; ciascun membro del team avrà il suo modus operandi, frutto di anni di lavoro e del sul modo di “pensare” una pagina in X-HTML, e magari ciascuno di essi avrà familiarità con diversi strumenti di editing e di authoring e cercherà di promuovere nel gruppo le proprie convinzioni ed abitudini, è normale che sia così.

Il rischio è che il “leader” di turno cerchi di imporre il proprio modo di lavorare, oppure che ogni sforzo del team venga concentrato unicamente sull’ottenimento di un certo format grafico a discapito di altri requisiti ugualmente importanti come l’usabilità e l’accessibilità; quante volte un sito bello da vedere si presenta con funzionalità e contenuti non accessibili e/o usabili? E quante volte con una maggiore attenzione anche sulla qualità del codice si potrebbero ottenere pagine più snelle e fruibili con qualsiasi tipo di client?

In presenza di gruppi di lavoro variegati e di finalità complesse, la validità del codice – vista come una strada da seguire e da mantenere – può rappresentare un’ottimo “collante” per le varie professionalità in gioco, ed un punto di riferimento continuo e “non soggettivo” per l’intero team durante tutto il ciclo di sviluppo, in grado di favorire un risultato finale qualitativamente equilibrato.

In assenza di “paletti” di questo genere, il progetto potrebbe trovarsi privo di riferimenti oggettivi   (dal punto di vista delle specifiche sul codice da adottare) e finire col dirigersi verso aleatori Tag Soup.

 

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Roberto Castaldo

Sono nato e vivo a Napoli, ed opero professionalmente nel mondo dell'informatica da più di vent'anni. In realtà l'informatica, insieme alla musica e ad altre poche cose, è stato da sempre un mio chiodo fisso, e la buona sorte mi ha aiutato a trasformarlo in un mestiere. Sin dalle mie primissime esperienze lavorative - insegnavo dattilografia ed i primi rudimenti di informatica in una scuola privata - mi sono trovato a mio agio nel settore della formazione e della divulgazione, certamente aiutato dai miei studi classici. Nel 1987 ho iniziato la mia attività come insegnante d'informatica in un Istituto Professionale Statale - per circa due anni sono stato il più giovane insegnante di ruolo d'Italia. Ho avuto svariate esperienze anche nel settore privato come sviluppatore (TPascal - lo ricordate? - VB, ASP e, più di recente VB.NET ed ASP.NET), ma soprattutto come docente e come divulgatore. Ho effettuato attività di formazione presso le più grandi realtà imprenditoriali italiane (IBM, Omnitel, Telecom Italia, TIM, Unicredito, Ekip, BNL, SSGRR), ma anche all'estero in qualità di docente e/o progettista di percorsi formativi; gli argomenti spaziano dal mondo Office fino al multimedia ed alla programmazione avanzata ASP ed ASP.NET. Ho collaborato con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, ho redatto articoli/tutorial per un'importante rivista informatica (Win98 Magazine), ed ho partecipato allo sviluppo di CD-Rom Multimediali (IBM, Selfin, BNL) curando personalmente la registrazione dei commenti audio ed il montaggio delle musiche (CoolEdit), l'eventuale connessione a database remoti, l'assemblaggio degli elementi testuali, grafici e multimediali (Director 8) fino alla creazione del master definitivo. Negli anni 1998-2000 ho collaborato con la Gazzetta dello Sport Online curando, in occasione dei più importanti avvenimenti sportivi (Mondiali ed Europei di calcio, Giro d'Italia, Campionato di Serie A) le pagine contenenti la traduzione in inglese e francese degli articoli in italiano. Il mio compito consisteva nell'inviare ai miei traduttori la cronaca in italiano, riceverne la traduzione, creare le pagine inglesi e francesi del sito www.gazzetta.it e pubblicarle sul server, il tutto entro 90 minuti dalla fine dell'evento. Nel frattempo, mi avvicinavo in maniera sempre più approfondita alle problematiche legate all'accessibilità di siti web, progettando percorsi di formazione ad hoc, ed aderendo entusiasticamente al progetto webaccessibile.org. Sono stato per diversi mesi membro del XML Protocol Working Group del W3C, ed attualmente partecipo ai lavoro del WAI Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) Working Group e del E&O Education ad Outreach Working Group.