Tag Soup? No, grazie!!!

Il Tag Soup è un fenomeno tipico delle pagine Web create prevalentemente da sviluppatori hobbisti o semi-professionisti ed è rappresentato dalla presenza di un gran quantità di comuni errori di scrittura del codice e di progettazione.

Gli esempi più tipici di Tag Soup sono:

  • Utilizzo dei tag HTML allo scopo di creare effetti grafici non rispettandone lo scopo semantico
  • Uso non appropriato di caratteri del tipo &, <, >.
  • Impiego non necessario di applet Java, per esempio allo scopo di ridefinire le funzionalità del pulsanti HTML (alcune versioni di FrontPage usano questa tecnica)
  • Elementi, attributi X-HTML e/o plug-in proprietari non conformi alle specifiche del W3C
  • Elementi d’intestazione <hx> che non rappresentano correttamente la struttura del documento
  • Markup ridondante ed inutilmente “esteso”, anche se valido, come per esempio una lunga, interminabile lista di parole chiave nell’intestazione del documento, oppure tabelle multiple innestate una nell’altra.
  • Utilizzo di trucchi ed artifici come la DOM injection per aggirare le limitazioni imposte da alcuni requisiti e garantire funzionalità non previste, come l’apertura di nuove finestre (target=blank) in XHTML 1.1

Il Tag Soup, in buona sostanza, equivale all’insieme di tutte quelle pagine non conformi alle specifiche “strict” del W3C sull’X-HTML e sui CSS.

In particolare, è utile rimarcare la differenza fra le varie grammatiche utilizzabili per una pagina Web, transitional e strict (https://www.webaccessibile.org/argomenti/argomento.asp?cat=475)   presenti nell’HTML 4, 4.01 e nell’XHTML 1.0.

La versione transitional prevede una serie di marcature deprecate presenti nelle precedenti versioni   permettendo così un passaggio – non a caso si chiama transitional – per quei siti che volevano migrare, per esempio, dall’HTML 3.2 al 4.0. Questo approccio, dichiaratamente provvisorio, rende possibile l’inserimento di tag dedicati alla formattazione del contenuto e quindi considera accettabile la mancata separazione fra contenuto e formato, separazione che è alla base di una pagina correttamente strutturata secondo la grammatica strict.

Appare quindi evidente che sviluppando pagine in HTML o XHTML strict si evita di cadere nel Tag Soup.

 

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Informazioni sull'autore

Roberto Castaldo
Roberto Castaldo
Sono nato e vivo a Napoli, ed opero professionalmente nel mondo dell'informatica da più di vent'anni. In realtà l'informatica, insieme alla musica e ad altre poche cose, è stato da sempre un mio chiodo fisso, e la buona sorte mi ha aiutato a trasformarlo in un mestiere. Sin dalle mie primissime esperienze lavorative - insegnavo dattilografia ed i primi rudimenti di informatica in una scuola privata - mi sono trovato a mio agio nel settore della formazione e della divulgazione, certamente aiutato dai miei studi classici. Nel 1987 ho iniziato la mia attività come insegnante d'informatica in un Istituto Professionale Statale - per circa due anni sono stato il più giovane insegnante di ruolo d'Italia. Ho avuto svariate esperienze anche nel settore privato come sviluppatore (TPascal - lo ricordate? - VB, ASP e, più di recente VB.NET ed ASP.NET), ma soprattutto come docente e come divulgatore. Ho effettuato attività di formazione presso le più grandi realtà imprenditoriali italiane (IBM, Omnitel, Telecom Italia, TIM, Unicredito, Ekip, BNL, SSGRR), ma anche all'estero in qualità di docente e/o progettista di percorsi formativi; gli argomenti spaziano dal mondo Office fino al multimedia ed alla programmazione avanzata ASP ed ASP.NET. Ho collaborato con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, ho redatto articoli/tutorial per un'importante rivista informatica (Win98 Magazine), ed ho partecipato allo sviluppo di CD-Rom Multimediali (IBM, Selfin, BNL) curando personalmente la registrazione dei commenti audio ed il montaggio delle musiche (CoolEdit), l'eventuale connessione a database remoti, l'assemblaggio degli elementi testuali, grafici e multimediali (Director 8) fino alla creazione del master definitivo. Negli anni 1998-2000 ho collaborato con la Gazzetta dello Sport Online curando, in occasione dei più importanti avvenimenti sportivi (Mondiali ed Europei di calcio, Giro d'Italia, Campionato di Serie A) le pagine contenenti la traduzione in inglese e francese degli articoli in italiano. Il mio compito consisteva nell'inviare ai miei traduttori la cronaca in italiano, riceverne la traduzione, creare le pagine inglesi e francesi del sito www.gazzetta.it e pubblicarle sul server, il tutto entro 90 minuti dalla fine dell'evento. Nel frattempo, mi avvicinavo in maniera sempre più approfondita alle problematiche legate all'accessibilità di siti web, progettando percorsi di formazione ad hoc, ed aderendo entusiasticamente al progetto webaccessibile.org. Sono stato per diversi mesi membro del XML Protocol Working Group del W3C, ed attualmente partecipo ai lavoro del WAI Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) Working Group e del E&O Education ad Outreach Working Group.

Commenti

È presente 1 commento:

  1. […] Ma è anche vero che lo stato attuale del Web è davvero poco incoraggiante, e per gli utenti aventi una qualsiasi forma di disabilità resta assai problematico navigare in quello che più volte – anche si Webaccessibile.org – abbiamo definito come un enorme Tag Soup […]

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