Sito parallelo? No, grazie!!!

Una delle questioni che, soprattutto in questi mesi di progetti di Legge e di tante discussioni, si sta imponendo all’attenzione di tutti quelli che si occupano di accessibilità, è quella dei “siti alternativi”, cioè della presenza di un sito “padre” al quale si affianchino uno o più “clonazioni” del padre, ciascuna caratterizzata da un’interfaccia specificamente disegnata per qualche tipologia di utenti.

A prima vista, la soluzione potrebbe apparire vincente: se è vero che esistono tante categorie di utenti, ciascuna delle quali con le sue specifiche esigenze, perché non creare una versione del mio sito dedicata a loro? Detta così, sembrerebbe una soluzione accettabile, ma in realtà così non è.

Approfondiamo un po’, cercando di ragionare su diversi aspetti che, secondo me, non possono che condurre a orientamenti e soluzioni molto diverse. Si tratta di ragioni etiche, morali, ma anche tecniche e progettuali che, messe assieme, dovrebbero convincere i progettisti, i manager, gli sviluppatori che la via da seguire è un’altra: un unico sito progettato per tutti gli utenti!!! Questo secondo noi è il migliore approccio all’accessibilità! Le altre vie sono le classiche pezze cucite su un maglione vecchio pieno di buchi.

Ma cerchiamo di ragionare con ordine:

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Informazioni sull'autore

Roberto Castaldo
Roberto Castaldo
Sono nato e vivo a Napoli, ed opero professionalmente nel mondo dell'informatica da più di vent'anni. In realtà l'informatica, insieme alla musica e ad altre poche cose, è stato da sempre un mio chiodo fisso, e la buona sorte mi ha aiutato a trasformarlo in un mestiere. Sin dalle mie primissime esperienze lavorative - insegnavo dattilografia ed i primi rudimenti di informatica in una scuola privata - mi sono trovato a mio agio nel settore della formazione e della divulgazione, certamente aiutato dai miei studi classici. Nel 1987 ho iniziato la mia attività come insegnante d'informatica in un Istituto Professionale Statale - per circa due anni sono stato il più giovane insegnante di ruolo d'Italia. Ho avuto svariate esperienze anche nel settore privato come sviluppatore (TPascal - lo ricordate? - VB, ASP e, più di recente VB.NET ed ASP.NET), ma soprattutto come docente e come divulgatore. Ho effettuato attività di formazione presso le più grandi realtà imprenditoriali italiane (IBM, Omnitel, Telecom Italia, TIM, Unicredito, Ekip, BNL, SSGRR), ma anche all'estero in qualità di docente e/o progettista di percorsi formativi; gli argomenti spaziano dal mondo Office fino al multimedia ed alla programmazione avanzata ASP ed ASP.NET. Ho collaborato con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, ho redatto articoli/tutorial per un'importante rivista informatica (Win98 Magazine), ed ho partecipato allo sviluppo di CD-Rom Multimediali (IBM, Selfin, BNL) curando personalmente la registrazione dei commenti audio ed il montaggio delle musiche (CoolEdit), l'eventuale connessione a database remoti, l'assemblaggio degli elementi testuali, grafici e multimediali (Director 8) fino alla creazione del master definitivo. Negli anni 1998-2000 ho collaborato con la Gazzetta dello Sport Online curando, in occasione dei più importanti avvenimenti sportivi (Mondiali ed Europei di calcio, Giro d'Italia, Campionato di Serie A) le pagine contenenti la traduzione in inglese e francese degli articoli in italiano. Il mio compito consisteva nell'inviare ai miei traduttori la cronaca in italiano, riceverne la traduzione, creare le pagine inglesi e francesi del sito www.gazzetta.it e pubblicarle sul server, il tutto entro 90 minuti dalla fine dell'evento. Nel frattempo, mi avvicinavo in maniera sempre più approfondita alle problematiche legate all'accessibilità di siti web, progettando percorsi di formazione ad hoc, ed aderendo entusiasticamente al progetto webaccessibile.org. Sono stato per diversi mesi membro del XML Protocol Working Group del W3C, ed attualmente partecipo ai lavoro del WAI Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) Working Group e del E&O Education ad Outreach Working Group.

Commenti

È presente 1 commento:

  1. […] della gran parte degli utenti disabili – era la creazione dei cosiddetti siti paralleli, dei quali ho parlato più volte su Webaccessibile.org, e che vengono di fatto deprecati anche dalla corrente normativa in Italia (Legge Stanca e decreto […]

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