Perché un lettore dovrebbe usare un browser in modalità testo?

[Nota 3 Ovvero: perché io, come autore, dovrei preoccuparmi di ciò?

Vi sono molte possibili ragioni. Se voi, in qualità di autori, presumete di conoscerne il motivo (ad esempio, se assumete che la modalità testo sia usata unicamente da persone che dispongono di un basso reddito, e che perciò non vi interessano), allora con ogni probabilità riuscirete a respingere – e ad irritare -, anche se non ve ne sarete accorti, molte persone che in realtà vi piacerebbe avere come clienti. A parte questo, se state rendendo disponibili delle informazioni testuali, allora quale ragione logica potreste avere per rinchiuderle dentro un impenetrabile ginepraio di materiale solo-grafico?

Uno dei più importanti lettori delle vostre pagine Web è il robot di indicizzazione: che è in effetti cieco e non può comprendere le vostre immagini. Il testo ALT è un eccellente modo di aiutare il robot e di assisterlo nel produrre una corretta indicizzazione delle vostre pagine. Alcuni autori sembrano preferire una grande fatica spesa nel comporre METAtag per gli indicizzatori – un’idea abbastanza ragionevole in se stessa: ma tali informazioni non risultano di solito convenientemente accessibili per i lettori in modalità testo, mentre lo sforzo speso sui vostri testi ALT produrrebbe benefici per entrambi i tipi di “lettore” (attenzione: l’uso oppure no dei testi ALT varia da un sistema di indicizzazione all’altro). Vi è stato un tale abuso nell’utilizzazione dei METAtag da parte di alcuni fornitori di pagine web, che alcuni sistemi di indicizzazione attualmente ignorano del tutto i META oppure applicano rigide regole di esclusione, per evitare di essere tratti in inganno da un tale genere di trucco. Con le centinaia di milioni di indirizzi oggi presenti sul Web, avete bisogno davvero anche del più piccolo aiuto da parte di quegli indicizzatori, per avere una possibilità in più di raggiungere dei lettori che siano specificamente interessati a ciò che voi avete da offrir loro. Questi sono i vostri visitatori “di qualità”, ognuno di essi ben più degno della vostra considerazione di un esercito di lettori inciampati per caso nella vostra URL durante una qualsiasi “navigazione”.

Cibo per il pensiero

1. Il telefono cellulare digitale è oggi d’uso comune. Sempre più spesso questi cellulari vengono equipaggiati con prese per dati digitali, alle quali può essere collegata una più elaborata unità video, ad esempio un portatile o un palmare, sia per visualizzare messaggi SMS sia per una completa connessione digitale ad un Internet provider, ecc. Tuttavia, la velocità di connessione ottenibile è piuttosto limitata, se comparata con un telefono a fili. (Opinione personale: non credo che WAP sia la risposta. C’è un campo di applicazione in cui WAP è chiaramente utile: ma esso fa sorgere almeno tanti problemi quanti ne risolve e presenta il rischio di causare un’ulteriore frammentazione.)

2. In the Hitchhiker’s Guide to the Galaxy [= “Guida della Galassia per autostoppisti”] di Douglas Adams, Il Libro è descritto come una maneggevole periferica dotata di un’unità video di circa quattro pollici quadrati, in grado di visualizzare un milione di singole pagine informative. È chiaro che Il Libro è concepito come un sistema indipendente, come sarebbe appropriato per il viaggiatore intergalattico. Qui, nel mondo reale, abbiamo palmari (ad es. Psion, Newton, Palm, ecc.) e telefoni con browser integrati quali il Nokia serie 9000. Date uno sguardo per esempio ad On-line with your Psion presso il sito 3-Lib di Steve Litchfield. Qualcosa, quindi, di abbastanza simile ad Il Libro, ma che dà accesso non semplicemente ad un milione di pagine informative archiviate al suo interno, bensì all’enorme numero di documenti presenti sul Web.

Il supporto per un servizio di accesso a banda larga senza fili su vaste aree di ciascuna nazione sembra ancora molto lontano, a dispetto dei tentativi di potenziare la banda disponibile in zone limitate.

Un cenno va fatto anche per i Wearable computers [= “computer indossabili”].

3. Il sintetizzatore vocale – non soltanto per il non vedente. Ci sono volte in cui è piacevole riposare gli occhi oppure volte in cui questi sono concentrati su qualcos’altro.

4. Alcuni scettici sui gruppi Usenet del Web, quando viene suggerita una periferica di presentazione insolita o futuristica, sembrano credere di poter conseguire un guadagno con l’escludere deliberatamente tali periferiche inusuali, piuttosto che con lo sfruttare le potenzialità dell’HTML di rendere fruibili le proprie informazioni in qualsiasi situazione di navigazione del lettore. Non considerando affatto la pratica (f)utilità di un simile approccio, ciò dimostra vedute meschine e ristrette, indegne degli alti principi del Web. Perché “sviluppare per” una ristretta situazione di lettura, quando l’HTML dispone di una varietà tale di opzioni da consentirvi di “sviluppare per” qualsiasi situazione di lettura? La più volte ripetuta locuzione circa il “pubblico di riferimento” allude espressamente alle persone a cui è rivolto il vostro “/argomento del discorso”: applicare ancora un altro livello di selezione a seconda della loro situazione di navigazione (eccetto laddove il contenuto, per la sua natura intrinseca, lo richieda) sembra essere un fraintendimento di ciò che s’intende con “pubblico di riferimento” o con “lettori di riferimento”.

Persino lo 0,01% di utenti Internet rappresenta ancora una cifra significativa, specialmente se si tratta per caso proprio di quelle persone che hanno interesse per il vostro prodotto: come potete essere certi che non sia così? È stato detto in modo veritiero che molte pagine Web sono state ottimizzate per litigare con i clienti, e le cose sembrano peggiorare, non certo migliorare.

Alcuni particolari

In ogni caso, ecco qui il mio elenco, molto incompleto, di ragioni per cui i lettori potrebbero decidere di usare un browser solo testuale o un browser grafico con il caricamento delle immagini disabilitato.

  • Una risposta di rete scadente vuol dire che essi non sono disposti ad attendere il caricamento delle immagini, specialmente se sospettano che l’autore le abbia incluse soltanto come decorazioni non necessarie
  • Si trovano fuori sede, stanno usando un portatile o un palmare ed un modem connesso alla linea telefonica; la loro unità video può essere inadatta per le immagini, senza considerare affatto la velocità del modem.
  • Palmari e telefoni cellulari digitali. La banda disponibile è strettamente limitata e i costi di chiamata sono alti. Vi sono persone con reddito adeguato, ma in questa situazione non hanno tempo da perdere con le immagini.
  • Un panfilo oceanico con collegamento satellitare… (ehi, un rischio per il mio stipendio!)
  • I lettori già sanno che le informazioni che desiderano sono intrinsecamente testuali e non vogliono, neppure con una rete ad alta velocità, caricare immagini di cui sanno di non aver bisogno. Questi sono lettori da prendere sul serio, gente. Come potete sapere che essi non vogliano comprare i vostri prodotti?
  • Lettori non vedenti (che usano ad es. un browser in modalità testo connesso ad un sintetizzatore vocale o un browser Web vocale appositamente progettato come pwWebSpeak).
  • Lettori a cui piace la velocità e la copertura dell’HTML offerti da Lynx o da emacs-w3.
  • Gruppi a basso reddito che usano attrezzature di scarto. Paesi del “Terzo Mondo” con inadeguate infrastrutture per le telecomunicazioni (si veda Un sogno di Abigail…).
  • Si dispone in ufficio di stazioni di lavoro al vertice delle prestazioni – ma si tiene in auto un portatile di quart’ordine per accessi occasionali mentre si è fuori sede o in giro.
  • Sono sicuro che esistono molte ragioni in più che non mi sono venute in mente.
  • Non dimenticando quei robot di indicizzazione…

E allora, voi autori intelligenti che dite che non vale la pena di preoccuparsi dei lettori in modalità testo: c’era un solo elemento in comune tra tutte queste categorie di utenti, a parte il fatto di usare la modalità testo (o per scelta o per necessità)? Personalmente ritengo che non ce ne fosse alcuno. Soltanto perché credete di conoscere il “profilo” del vostro pubblico di riferimento, non significa che tutti indistintamente si riconosceranno in quel profilo né che lo faranno per tutto il tempo. Quando mettete della pubblicità sulla rivista sbagliata, state semplicemente perdendo un certo numero di potenziali clienti: nessun danno attivo è prodotto. Quando invece offrite ai lettori sul Web qualcosa che si rivela non leggibile da loro, perché è stata progettata per una gamma ristretta di piattaforme, voi siete stati attivamente scortesi verso dei potenziali clienti. Vi basta contrariarli una volta soltanto per mandarli dai vostri concorrenti. Un solo cliente scontento può generare una quantità di pubblicità negativa e farvi perdere altri potenziali clienti.

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Informazioni sull'autore

Michele Diodati
Michele Diodati
Sarò breve. Nabbi... o nacqui - scegliete la forma che preferite - a Caserta nel 1964. (... E questa è una delle pochissime volte che la città di Caserta viene nominata senza alcun riferimento ad attività criminali e fatti di camorra.) Di padre medico e madre insegnante, ho seguito studi filosofici, laureandomi a Napoli nel 1989. Dal 1989 al 1991 ho vissuto a Milano, svolgendo i lavori più disparati: da impiegato in una cartiera, fallita dopo tre mesi - non per colpa mia - a banconiere in un negozio di frullati in Corso Buenos Aires, fino ad agente immobiliare in un cantiere di Noviglio. Per la maggior parte del tempo però ho lavorato come professore itinerante: italiano, latino, greco e filosofia a domicilio, per studenti con qualche brutto voto da cancellare. I miei primi approcci con l'informatica sono datati 1984, anno in cui comprai un Commodore 64 ed imparai i primi rudimenti del Basic. Al 1993 risalgono i primi guadagni ottenuti per mezzo di strumenti informatici (manifesti pubblicitari e disegni per specchi, realizzati con CorelDRAW 3.0). Da gennaio 1996 risiedo a Roma, città nella quale ho trovato - oltre ad un inquinamento e ad un traffico micidiali - anche numerose e importanti occasioni di lavoro e di crescita professionale, nonché un patrimonio artistico e culturale inimitabile, che non basterebbe una vita intera per conoscere completamente e che mi fa sentire ricco, nonostante le tasse che quest'anno mi tocca pagare! Sono sposato felicemente (ma sì, vah...) dal 1997. Per ora purtroppo non abbiamo figli bipedi, ma da agosto 1999 abbiamo una bellissima figlia quadrupede, forse un po' scura di carnagione ma affettuosissima: è Smilla, una cagnolina abbandonata dai soliti stronzi - scusate, non ho trovato termine migliore! - su una montagna nei pressi di Frosolone, in Molise. Ci imbattemmo in lei durante una passeggiata e ci chiese cortesemente, ma fermamente, di adottarla. Così abbiamo fatto e da allora siamo inseparabili!

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