4 – Le mappe cognitive

Durante le tre fasi “umane” descritte in precedenza, ed in generale durante un qualsiasi processo di apprendimento, l’utente apprende il funzionamento dell’applicazione che si trova dinnanzi, e la sua comprensione passa attraverso la creazione delle cosiddette mappe cognitive: si tratta di una sorta di “cartine mentali” nelle quali risiedono le esperienze e le conoscenze di ciascuno di noi, in riferimento agli oggetti che utilizziamo tutti i giorni, o alle attività che solitamente compiamo.

Una mappa cognitiva consiste di una serie di “oggetti culturali” che dapprima nascono come isolati gli uni dagli altri, e che poi vengono uniti da un numero crescente di connessioni, ciascuna delle quali rappresenta la relazione logica esistente tra le varie “isole”. Quando una mappa cognitiva è completamente strutturata, essa risulta quindi come un insieme di macchie fortemente interconnesse tra loro, ed è in grado così di rappresentare compiutamente un oggetto ed il suo funzionamento.

In generale, l’interfaccia utente di tipo grafico, largamente in uso oggi dopo aver soppiantato quella a caratteri, non richiede all’utente di ricordare lunghi comandi alfanumerici, ma presenta menu ordinati e richiami visuali, fornendo una rappresentazione visiva globale delle sue funzionalità che facilità e rende piacevole il suo utilizzo, anche perché generalmente tende ad utilizzare di meno la funzione mnemonica a lungo termine. Quindi, almeno in linea di principio, l’adozione di un’interfaccia di tipo grafico dovrebbe favorire una semplificazione del rapporto uomo-computer, ed in effetti di solito questo vantaggio è tangibile, ma è di fatto circoscritto a tutti gli utenti in grado di compiere pienamente i tre step tipici dell’uomo che interagisce col computer: sensazione, cognizione ed azione.

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Informazioni sull'autore

Roberto Castaldo
Roberto Castaldo
Sono nato e vivo a Napoli, ed opero professionalmente nel mondo dell'informatica da più di vent'anni. In realtà l'informatica, insieme alla musica e ad altre poche cose, è stato da sempre un mio chiodo fisso, e la buona sorte mi ha aiutato a trasformarlo in un mestiere. Sin dalle mie primissime esperienze lavorative - insegnavo dattilografia ed i primi rudimenti di informatica in una scuola privata - mi sono trovato a mio agio nel settore della formazione e della divulgazione, certamente aiutato dai miei studi classici. Nel 1987 ho iniziato la mia attività come insegnante d'informatica in un Istituto Professionale Statale - per circa due anni sono stato il più giovane insegnante di ruolo d'Italia. Ho avuto svariate esperienze anche nel settore privato come sviluppatore (TPascal - lo ricordate? - VB, ASP e, più di recente VB.NET ed ASP.NET), ma soprattutto come docente e come divulgatore. Ho effettuato attività di formazione presso le più grandi realtà imprenditoriali italiane (IBM, Omnitel, Telecom Italia, TIM, Unicredito, Ekip, BNL, SSGRR), ma anche all'estero in qualità di docente e/o progettista di percorsi formativi; gli argomenti spaziano dal mondo Office fino al multimedia ed alla programmazione avanzata ASP ed ASP.NET. Ho collaborato con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, ho redatto articoli/tutorial per un'importante rivista informatica (Win98 Magazine), ed ho partecipato allo sviluppo di CD-Rom Multimediali (IBM, Selfin, BNL) curando personalmente la registrazione dei commenti audio ed il montaggio delle musiche (CoolEdit), l'eventuale connessione a database remoti, l'assemblaggio degli elementi testuali, grafici e multimediali (Director 8) fino alla creazione del master definitivo. Negli anni 1998-2000 ho collaborato con la Gazzetta dello Sport Online curando, in occasione dei più importanti avvenimenti sportivi (Mondiali ed Europei di calcio, Giro d'Italia, Campionato di Serie A) le pagine contenenti la traduzione in inglese e francese degli articoli in italiano. Il mio compito consisteva nell'inviare ai miei traduttori la cronaca in italiano, riceverne la traduzione, creare le pagine inglesi e francesi del sito www.gazzetta.it e pubblicarle sul server, il tutto entro 90 minuti dalla fine dell'evento. Nel frattempo, mi avvicinavo in maniera sempre più approfondita alle problematiche legate all'accessibilità di siti web, progettando percorsi di formazione ad hoc, ed aderendo entusiasticamente al progetto webaccessibile.org. Sono stato per diversi mesi membro del XML Protocol Working Group del W3C, ed attualmente partecipo ai lavoro del WAI Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) Working Group e del E&O Education ad Outreach Working Group.

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