L’uso dei Fogli di Stile

Uno dei principi base dell’accessibilità di un documento Web è che il contenuto e la sua struttura siano separati.

Non importa che grandezza vogliamo dare ai titoli o se vogliamo evidenziare delle parti con del colore; l’aspetto puramente estetico, la presentazione, deve esulare dalle informazioni che
si danno. Questo per permettere a chi usa degli strumenti che non siano soltanto visivi di poter usufruire in modo corretto di tutti i dati.

I Fogli di Stile (CSS) sono molto potenti: permettono di controllare come si vuole l’aspetto “tipografico” delle pagine e, se usati con oculatezza, lasciano piena libertà ai vari
dispositivi di interpretarle come meglio credono.

Separando l’aspetto, lo “stile” appunto, dal contenuto, si può ottenere un codice pulito e semplice, e contemporaneamente accessibile.

L’uso dei CSS semplifica inoltre il mantenimento di un sito, in quanto le stesse istruzioni possono essere applicate a più pagine e, con un’unica operazione, modificare
l’aspetto di innumerevoli documenti.

Tra le molte caratteristiche dei CSS vi sono alcune da ricordare, in funzione all’accessibilità:

  1. Sembra un gioco di parole ma l’uso dei CSS è raccomandato proprio in funzione di quei dispositivi che non li supportano. Questi possono essere, ad esempio, i browser di vecchia
    generazione o i browser solo testuali. Bisogna pertanto essere sicuri che il documento sia fruibile anche senza i CSS.
    Conviene perciò partire dal documento HTML “grezzo”, completo però dei suoi elementi strutturali (intestazioni, paragrafi, ecc.), che qualsiasi browser potrà
    leggere in modo simile.
    Dopo di questo si può intervenire con i CSS, che sono stati pensati per fornire il controllo sul “particolare” e sull’estetica.
  2. I CSS permettono all’operatore di scegliere come fruire il documento, potendo cambiare i colori ed i caratteri, annullando cioè lo stile dell’autore della pagina. E’
    importante per chi non percepisce quei determinati colori o caratteri.
  3. Per molti autori è diventato normale usare delle piccole immagini trasparenti come spaziatori per posizionare il contenuto, e questo porta senz’altro ad un appesantimento del
    file e ad un lavoro in più del browser, che cerca invano il testo alternativo ( alt ). Nel caso poi che l’alt ci sia (potrebbe essere
    alt=””
    oppure alt=”spazio vuoto”), si farebbe ancora più confusione e molto “rumore” in più per gli
    screen readers.
    Potendo posizionare gli elementi di un documento web in qualsiasi modo, i CSS evitano invece l’uso di questa pratica, riducendo il numero di immagini “inutili” e
    alleggerendo il documento.
  4. I CSS possono controllare con precisione il colore, la grandezza e le proprietà dei caratteri. Viene così evitato l’uso di immagini per rendere dei caratteri particolari,
    che non sarebbero leggibili dagli screen reader.
  5. I CSS possono controllare con precisione la spaziatura, l’allineamento e la posizione degli elementi. E’ corretto usare queste proprietà dei CSS per evitare l’uso
    improprio dei Tag come table e blockquote, spesso usati soltanto per allineare o per effetti visuali, cosa che esula dalla loro effettiva
    funzione.
  6. Degli elenchi molto lunghi o delle tabelle possono essere letti con più facilità con le funzioni dei CSS, che possono generare automaticamente numeri o marcatori.
  7. I CSS sonori (aural) possono aiutare a specificare come un documento deve essere reso con gli screen reader: si può raffinare il volume, il tono, ed altre particolarità.
  8. Non si deve abusare dei CSS: ad esempio non devono essere usati per sostituire le normali funzioni dei Tag (es.: dare una dimensione di 150% ai caratteri per
    simulare un <h2>).

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Informazioni sull'autore

Maurizio Vittoria
Maurizio Vittoria
Sono nato e vivo a Venezia, dove svolgo attività di Webmaster presso la Biblioteca Nazionale Marciana. Qui ho potuto unire lo status di bibliotecario con la passione per l'informatica e Internet. Come bibliotecario non potevo non interessarmi alle enormi possibilità che la rete può offrire nel campo della catalogazione e nella ricerca bibliografica; mi sono perciò specializzato nella reperibilità delle risorse e nelle ricerche on line, per le quali tengo periodicamente dei corsi, oltre a quelli su Internet, HTML e catalogazione in rete. Sono un sostenitore del W3C, dei suoi standard e del suo "vedere lontano". A questo proposito ho prodotto vari manualini di tecnica e standard Web, tra cui una guida all’HTML e qualche traduzione di documenti del W3C stesso. Nel mio lavoro sono sempre stato sensibile alle problematiche dell'accessibilità e dell'usabilità del Web e sono entrato nel WCAG WG (Web Content Accessibility Guidelines Working Group), l'organismo del W3C che sta rivedendo le linee guida internazionali per l'accessibilità dei siti Web. Ho promosso il “Progetto CABI”,  della Biblioteca Nazionale Marciana, iniziato con la “Campagna per l’Accessibilità delle Biblioteche in rete” (http://marciana.venezia.sbn.it/CABI/), progetto che si è rivelato fruttuoso per la sensibilizzazione verso l’accessibilità del Web culturale e pubblico. Partecipo al Gruppo di Lavoro del progetto europeo “Minerva” che ha prodotto il “Manuale per la qualità dei siti Web pubblici culturali,   Criteri, linee guida e Raccomandazioni”  (http://www.minervaeurope.org/publications/qualitycriteria.htm), presentato a Parma il 21 novembre 2003. Sono membro IWA-HWG e mantengo altri interessi semiletterari e meno virtuali.

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