Informatica e disabilità: nuove opportunità o nuove barriere?

Questo testo è rilasciato con licenza Creative Commons (CC-by-nc-nd). E’ possibile prelevare il file PDF di questo lavoro all’indirizzo http://www.pediatria.unipd.it/aidi2000/voca


1.1 Nuove opportunità

Grazie alle possibilità e alla flessibilità offerte dagli strumenti elettronici ed informatici, si presenta un’opportunità storica per superare realmente le barriere che dividono il mondo dei cosiddetti “normodotati” da quello delle persone diversamente abili. Oggi è possibile “viaggiare scrivendo” con strumenti telematici [1], “scrivere parlando e guardando”, grazie al riconoscimento vocale e oculare, “guardare e leggere ascoltando e toccando”, con la sintesi vocale e le barre braille.

1.2 Nuovi diritti

E’ aumentata l’attenzione da parte dei legislatori verso i cittadini giovani, adulti e anziani con limitazioni fisiche che devono e vogliono partecipare alla societa. Infatti, sviluppare strumenti informatici universalmente accessibili, non è più una scelta individuale del programmatore ma è legge. [2]

1.3 Nuovi mercati

Il mercato è ormai abbastanza ghiotto da spingere le case produttrici di programmi a tener conto delle esigenze di chi non può usare mouse e tastiera [3] o di chi non può vedere le “finestre” aperte sullo schermo del computer.

1.4 Nuovi paradigmi

Per soddisfare questa nuova esigenza di mercato, i più recenti sistemi operativi sono stati realizzati applicando i principi dell’universal design [4] e implementando numerosi strumenti che rendono l’accesso all’informatica più agevole per tutti.

1.5 Nuovi rischi

Vedremo nel paragrafo successivo che l’opportunità di incrementare il livello di partecipazione attiva e autonoma delle persone disabili alla vita comunitaria sta già sfumando e l’informatica, da strumento di liberazione, quale potrebbe essere, si sta dimostrando causa di divisione ancora maggiore tra chi puo accedere ai sistemi informatici per “entrare in rete” e chi non può per motivi economici, culturali e fisici.

1.6 Nuove barriere

Le interfacce ai calcolatori e di conseguenza alle applicazioni informatiche più usate, da anni non sono più principalmente testuali. Questo comporta che le informazioni elaborate dai computer non possono essere facilmente trasformate da visive a sonore o tattili e viceversa in funzione delle limitazioni dei canali sensoriali dell’utente [5]. Le interfacce diventano sempre più ricche dal punto di vista multimediale (suoni, disegni, colori, animazioni) ma raramente sono pure multimodali (sia sonore che visive).

1.7 Nuove soluzioni

La tecnologia deve servire a migliorare la qualità della vita, non ad innalzare nuove barriere e nuovi steccati. La maggior parte degli insegnanti, degli operatori sociali, delle famiglie e delle persone con disabilità purtroppo non sa quali opportunità nascondono i computer apparentemente vecchi e non usabili. Per mostrarle abbiamo preparato una suite di programmi gratuiti in grado di trasformare un computer portatile “vecchio” [6] in un ausilio per la comunicazione alfabetica con uscita in voce sintetica. Naturalmente questo non può competere o sostituire i moderni ausili informatici ma può essere più che sufficiente per sperimentare i concetti presenti in questo lavoro.

Non dimentichiamo ciò che la nostra costituzione dice nel terzo articolo: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.”


[1] Accedere ad Internet significa poter entrare in relazione con chiunque dovunque esso sia.[2] Il 9 gennaio 2004 è stata promulgata la legge 4/2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” che prende il nome dall’allora Ministro dell’Innovazione Tecnologia Lucio Stanca.[3] Una ricerca dal titolo “The Wide Range of Abilities and Its Impact on Computer Tecnology” commissionata dalla Microsoft nel 2003 alla Forester Research inc. ha evidenziato che negli Stati Uniti il 57% delle persone con età compresa fra i 18 e i 64 anni trarrebbe un importante giovamento dall’uso di tecnologie adattive volte a facilitare l’accesso agli strumenti informatici. Lo studio evidenzia anche il fatto che questa percentuale è destinata a crescere in seguito all’aumento dell’età media degli utenti di strumenti informatici.[4] Si tratta di un nuovo approccio alla progettazione che cerca di rispondere alle necessità del maggiore numero degli utenti possibile, comprese le persone disabili ed anziane.

[5] Ad esempio l’output del monitor in messaggi sonori o tattili per persone con limitazioni visive, o il commento parlato di un filmato in sottotitoli per persone con limitazioni uditive.

[6] L’evoluzione della tecnologia informatica è tale che si può già considerare vecchio un notebook acquistato dopo il 2000.

Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli

Condividi:

Informazioni sull'autore

Roberto Mancin
Roberto Mancin
Sono nato a Genova l'11/12/71 ma da sempre vivo a Padova. Dal 23/4/05 Donatella da Fordongianus e' mia moglie. NEWS: Dalle 10:10 PM del 10/6/08 siamo i genitori di Leonardo, un bimbo da 10 e lode! foto e filmati Mi intresso di informatica perche': Nel 1983 mio padre regala a me, a mio fratello e a se stesso uno ZX81: uno dei primi Home Computer venduti in Italia. Nel marzo del 1998 mi laureo con una tesi dal titolo "Un'applicazione per la predizione testuale progettata per le persone con disABILITA' neuromotoria". Nel 2001 ottengo l'abilitazione all'insegnamento per la classe A042 (informatica). Mi intresso di accessibilita' informatica perche': Nel '92, in seguito ad un incidente stradale, vado in coma. Fortunatamente gli esiti del grave trauma cranico sono principalmente di tipo neuromotorio (emiparesi, dismetria, anartria). Ho quindi l'opportunita' di sperimentare sistemi di comunicazione testuali, asincroni e alternativi alla voce che faciltano l'integrazione scolastica e la partecipazione sociale delle persone con gravi difficolta' nelle attivita' motorie. Nel '94 con alcuni studenti piu' o meno abili fondo l'associazione universitaria H2000 di cui saro' portavoce e presidente fino alla mia laurea. In qualita' di rappresentante degli studenti disabili inizio a collaborare con la CDH dell'Universita' di Padova. Ho anche l'occasione di collaborare alle creazione del Centro d'Ateneo di Studi e Ricerca per la Disabilità, la Riabilitazione e l'Integrazione Per questo Centro ogni anno tengo un seminario su Informatica e Disabilità Nel maggio del '95 il sito WEB di H2000 apre i battenti. Nel '96 inizio a curare l'accessibilita' dei siti WEB di cui sono autore (H2000, BRAIN) seguendo le linee guida scritte dal Trace Center di Greg Vanderheiden e suggerite anche all'interno del progetto Web Access del NCAM ed al termine del processo utilizzo il logo Web Access per publicizzare la possibilita' di creare siti accessibili a tutti. Detto in parole povere, i primi 5 anni della mia lunga riabilitazione li trascorro piu' on line che off-line con grande gioia della SIP-Telecom (allora non c'erano tariffe Flat ma la famigerata TUT) occupandomi di Accessibilita' e di Disabilita' (per via dei miei problemi motori) di Informatica e Didattica (in quanto laureando in Informatica). 5 anni dopo l'incidente la mia riabilitazione e' quasi completa per cui inizio ad accettare gli inviti a parlare. Seguiranno i piu' importanti del 1997: Il 30 gennaio su invito di Piero Cecchini per Pier Luigi Ridolfi saro' a Bologna per presentare H2000 durante una tavola rotonda dal titolo "Le autostrade dell'informazione: opportunita' per i disabili?" tenutasi durante la prima edizione della mostra-convegno Handimatica con la relazione dal titolo Uso di Internet per favorire la partecipazione sociale e scolastica delle persone con disabilita'. Il giorno dopo sara' Claudio Bitelli a chiedermi di parlare durante il seminario "Dall'ausilio sognato a quello vero" con l'intervento dal titolo Informatica e disabilita' emergenti: insieme e' piu' facile per tutti . Il 30 maggio parlo di barriere e supporti tecnologici durante il convegno "La disabilita' nell'universita' - integrazione e diritto allo studio" organizzato presso l'aula magna del Palazzo del Bo' dell'Universita di Padova dal prof. Edoardo Arslan, presidente della CDH e delegato del rettore per le questioni di disabilita'. Il 7 novembre sono nuovamente a Bologna per coordinare su richiesta di Alberto Tronconi una tavola rotonda su "Universita', disabilita', didattica scientifica e tecnologica: barriere ed opportunita'" all'interno del 5° Convegno Nazionale "Informatica, didattica e disabilita' (IDD'97)" L'anno dopo inizio uno stage presso il Comune di Padova per studiare e sviluppare soluzioni tecnologiche in grado di facilitare l'accesso e l'utilizzo di Padovanet, la Rete Civica del Comune di Padova. All'interno di questa attivita' definisco con l'ing. Francesco Manzoni (Capo Settore dei SS.II.TT. del Comune), alcune linee guida per l'accesibilta' del portale. Queste verrano successivamente riprese durante le lezioni dalla proff.ssa Maristella Agosti Dopo quasi 10 anni di sano egoismo, durante i quali mi occupo solo delle mie cose (laurea, lavoro, casa, parrocchia, matrimonio con Donatella) torno a cavalcare H2000 che si fonde al Gruppo di Lavoro AIDI creato all'interno dell'iniziativa dreams dando origine ad AIDI2000). Roberto P.S. Dimenticavo di dire che pratico a livello agonistico la disciplina sportiva piu' accessibile, l'unica per cui non sono richieste abilita' motorie e sensoriali per gareggiare e vincere. Basta solo respirare... non spesso pero'. Mi piacerebbe trovare un applicazione contemporanea dei miei tre interessi principali: AAC, Accessibilita' e Apnea.

Commenti

Nessun commento

    Rispondi

    Link e informazioni