La qualità del codice

Manutenzione

La manutenzione del codice di un sito Web aziendale è una questione ben nota ai Webmaster e ai responsabili IT. In un settore più maturo come lo sviluppo del software, la manutenzione del codice – la misurazione della facilità e del tempo richiesto per mantenerlo – rappresenta un fattore critico per il successo o il naufragio. Sul Web, dove sono coinvolte più persone e con mansioni più diversificate rispetto allo sviluppo software, il processo comunicativo fra le diverse responsabilità delle figure in gioco (design grafico, programmazione, integrazione, contenuti) è molto più complessa quando i diversi contributi individuali devono confluire all’interno delle stesse pagine HTML. Anche la normale rotazione degli staff rappresenta un problema, nel momento in cui i precedenti sviluppatori hanno utilizzato delle metodologie personali, proprietarie o non documentate. Quando un’impresa deve sottoporsi ad un completo rinnovamento dei suoi siti Web, essa deve barcamenarsi fra due estremi: assolutamente niente, per mancanza di risorse (quante intranet sono zeppe di siti non aggiornati per questo motivo?); o iniziare daccapo per l’ennesima volta (eviteremo di affrontare le problematiche legate al concetto di ritorno dell’investimento o di slittamento del budget)

I linguaggi inclusi negli standard per il Web migliorano la manutenzione del codice, grazie a:

  • La loro standardizzazione, che implica una specifica univoca ed una pubblica documentazione
  • La loro validazione per mezzo di strumenti pubblici (la maggior parte dei quali sono gratuiti)

 

Chiarezza e concisione

I siti basati sulle vecchie metodologie di design utilizzano molte tabelle intricate ed immagini trasparenti il cui codice è mescolato con il contenuto, e quindi viene trasmesso con ogni pagina. Su un sito Web aderente agli standard, la presentazione può essere inviata una volta, con uno o più fogli di stile messi in cache dal browser. Separato dalla presentazione, il codice di mark-up del contenuto è più conciso. Il volume di dati trasmessi attraverso la rete è quindi minore, il che ha due immediati vantaggi: le pagine si compongono prima sui browser, e la larghezza di banda richiesta (è un elemento che ha un costo) si abbassa. La concisione ha anche un impatto positivo sulla qualità del codice, che diventa più semplice da manutenere.

Il risparmio sarà diverso caso per caso e dipenderà, fra gli altri, dai seguenti fattori:

  • Il livello di ottimizzazione del codice iniziale: quanto meno il codice risultava ottimizzato (in termini di grandezza del file rispetto al contenuto utile), tanto più significativa risulterà la miglioria apportata
  • Il tipo di traffico ricevuto. Un sito che riceve l’80% del traffico totale sulla sua home page (lo scenario più tipico nei siti/portali internet) avrà un risparmio inferiore rispetto ad un sito dal traffico più uniformemente distribuito, perché il CSS è caricato una volta sola insieme alla prima pagina. Un’azienda che applica la stessa presentazione a tutte le sue intranet vedrà un significativo abbassarsi della banda richiesta e, di conseguenza, del costo infrastrutturale della sua rete. Evidentemente questo aspetto interesserà particolarmente il responsabile IT, sempre sotto pressione per ridurre i costi.

Nel caso di ESPN, che recentemente ha adottato gli standard del Web, i risparmi portano ad una riduzione del 50% del peso di ciascuna pagina – con 40 milioni di pagine visitate ogni giorno, ciò si traduce in un risparmio di 2 TB/giorno, 61 TB/mese e 730 TB/anno. Prova a prendere il contratto che hai stipulato col tuo fornitore di hosting, le statistiche del tuo sito e fai qualche calcolo!!!

 

Modularità

La modularità del codice è incoraggiata dalla possibilità di utilizzare file separati per contenere il codice relativo all’applicazione (ECMAScript), i fogli di stile, ed anche avere a disposizione una locazione separata dove inserire il contenuto strutturato, una volta che esso è stato separato dalla presentazione. Il codice può avere un layout logico e facile da leggere, la qual cosa non si ottiene usando le tabelle HTML. La modularità permette un’approccio migliore e più semplice a diversi team di lavoro multidisciplinari, dove ciascun gruppo ha modo di raggiungere i propri obiettivi senza interferire con le responsabilità degli altri gruppi all’opera. Permettendo un migliore riutilizzo del codice, la modularità aiuta a raggiungere i migliori risultati e velocizza il processo di formazione.

Inoltre, il codice modulare è più conciso e quindi ha vantaggi diretti nel caso di motori di ricerca in grado di indicizzare soltanto il contenuto di un sito: quando il contenuto è presentato in una forma semplice, significativa dal punto di vista semantico, un motore di ricerca avrà meno lavoro da fare e quindi otterrà un risultato migliore nel processo di indicizzazione. Visto il ruolo chiave dei motori di ricerca – specialmente nelle intranet aziendali – questo miglioramento non resterà certo in ombra. Insieme all’organizzazione ottimale dei contenuti e degli hyperlink, rappresenta il modo migliore per migliorare il ranking di un sito sui motori di ricerca del Web.

 

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Informazioni sull'autore

Roberto Castaldo
Roberto Castaldo
Sono nato e vivo a Napoli, ed opero professionalmente nel mondo dell'informatica da più di vent'anni. In realtà l'informatica, insieme alla musica e ad altre poche cose, è stato da sempre un mio chiodo fisso, e la buona sorte mi ha aiutato a trasformarlo in un mestiere. Sin dalle mie primissime esperienze lavorative - insegnavo dattilografia ed i primi rudimenti di informatica in una scuola privata - mi sono trovato a mio agio nel settore della formazione e della divulgazione, certamente aiutato dai miei studi classici. Nel 1987 ho iniziato la mia attività come insegnante d'informatica in un Istituto Professionale Statale - per circa due anni sono stato il più giovane insegnante di ruolo d'Italia. Ho avuto svariate esperienze anche nel settore privato come sviluppatore (TPascal - lo ricordate? - VB, ASP e, più di recente VB.NET ed ASP.NET), ma soprattutto come docente e come divulgatore. Ho effettuato attività di formazione presso le più grandi realtà imprenditoriali italiane (IBM, Omnitel, Telecom Italia, TIM, Unicredito, Ekip, BNL, SSGRR), ma anche all'estero in qualità di docente e/o progettista di percorsi formativi; gli argomenti spaziano dal mondo Office fino al multimedia ed alla programmazione avanzata ASP ed ASP.NET. Ho collaborato con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, ho redatto articoli/tutorial per un'importante rivista informatica (Win98 Magazine), ed ho partecipato allo sviluppo di CD-Rom Multimediali (IBM, Selfin, BNL) curando personalmente la registrazione dei commenti audio ed il montaggio delle musiche (CoolEdit), l'eventuale connessione a database remoti, l'assemblaggio degli elementi testuali, grafici e multimediali (Director 8) fino alla creazione del master definitivo. Negli anni 1998-2000 ho collaborato con la Gazzetta dello Sport Online curando, in occasione dei più importanti avvenimenti sportivi (Mondiali ed Europei di calcio, Giro d'Italia, Campionato di Serie A) le pagine contenenti la traduzione in inglese e francese degli articoli in italiano. Il mio compito consisteva nell'inviare ai miei traduttori la cronaca in italiano, riceverne la traduzione, creare le pagine inglesi e francesi del sito www.gazzetta.it e pubblicarle sul server, il tutto entro 90 minuti dalla fine dell'evento. Nel frattempo, mi avvicinavo in maniera sempre più approfondita alle problematiche legate all'accessibilità di siti web, progettando percorsi di formazione ad hoc, ed aderendo entusiasticamente al progetto webaccessibile.org. Sono stato per diversi mesi membro del XML Protocol Working Group del W3C, ed attualmente partecipo ai lavoro del WAI Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) Working Group e del E&O Education ad Outreach Working Group.

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