La “guerra del browser”

A proposito… ma che ne è stato della guerra dei browser? Prima, un’ignoranza più o meno opportunistica degli standard del Web ha causato un pericoloso aumento delle tecnologie HTML proprietarie durante la guerra fra Microsoft e Netscape. Per anni queste divergenze hanno imposto un forte peso alle imprese, forzate a supportare e testare i vari ambienti proprietari, oppure ad affrontare la frustrazione di parte del loro potenziale pubblico di utilizzare un browser da loro non previsto – se non addirittura entrambe le cose in contemporanea!

L’introduzione degli editor visuali come Dreamweaver o GoLive ha ridotto il problema, ma solo nascondendolo. LE imprese che ignorano gli standard del Web continuano ad essere esposte a quei rischi e vanno in confusione fra la necessità di supportare più browser sui loro siti internet ma soltanto uno nella loro intranet, sperando così di semplificare il problema. Sfortunatamente, le conseguenze di una scelta del genere sono largamente ignorate dalla maggior parte di queste imprese.

Innanzitutto, è obbligata a prevedere linee guida diverse fra i loro siti internet, intranet ed extranet. Poi, la necessità di mantenere un’immagine consistente fra tutti questi siti non fa altro che aumentare costi e ritardi, specialmente nel caso di modifiche societarie (riorganizzazioni, fusioni, partnership) in cui il Web, paradossalmente, dovrebbe facilitare e velocizzare le cose!

Inoltre, il reparto IT di solito è portato a ritenere che la scelta di un particolare browser nella intranet possa proteggere da molti problemi. Dal punto di vista del responsabile IT, è necessario limitare al minimo il numero di software supportati. Comunque, la decisione di utilizzare un unico browser, specialmente in un ambiente che consolida una cultura a senso unico fra gli sviluppatori, può indirizzare un’impresa verso tecnologie proprietarie, cosa evidentemente pericolosa e da evitare.

In realtà, ciò non tiene conto del fatto che l’impresa si estende ben oltre i confini del suo ambiente fisico. Man mano che il telelavoro diventa più comune, il lavoro viene sempre più svolto anche da casa, i clienti iniziano a richiedere accesso alla base dati residente nella intranet, il personale non in sede ha bisogno di accedere alla intranet in qualsiasi momento, da qualsiasi parte del mondo – non soltanto dal PC aziendale. Ho un paio di aneddoti su questo aspetto: una volta, mi fu chiesto di far vedere una intranet ad un consigliere d’amministrazione, ma questo sito non era visualizzabile sul mio computer (un Mac); in un’altra occasione, durante un convegno, serviva il mio aiuto a causa di un problema al server ed avevo urgente bisogno di accedere alle mie email – cosa impossibile, perché l’internet point del convegno al quale partecipavo era equipaggiato da… iMac. In entrambi i casi, il problema non risiedeva nel browser disponibile sul sistema operativo dei Mac, ma si manifestava in quanto il codice proprietario utilizzato su questi due siti era stato testato soltanto con una versione di un singolo browser sotto Windows.

Ed ancora, quelli che sono convinti che la guerra dei browser sia finita – conta soltanto Internet Explorer per Windows – fanno un grave errore. La supremazia di un browser non è assoluta (pensate al veloce decollo di Safari come browser per Mac al posto di Explorer); gli standard del Web stanno mettendo tutti gli sviluppatori di browser sullo stesso piano, e non abbiamo mai assistito, fino ad oggi, alla presenza di tanti browser alternativi rispetto ad Explorer. E il vedere la nuova generazione di telefoni cellulari con browser incorporati (come Opera) e la loro crescita sul mercato – per ogni PC venduto si vendono quattro cellulari – mostra dove arriverà la prossima guerra dei browser.

Gli standard del Web sono non proprietari e sviluppati indipendentemente dai browser (forse li dovrei chiamare User agents), ed i produttori di software per il Web non possono più ignorarli. Usando gli standard del Web, i Web designer non devono più accumulare ed utilizzare tutti i browser allo scopo di sviluppare siti accessibili con gli user agents attuali e futuri. Le comunicazioni aziendali e i reparti marketing saranno in grado di creare direttive di stile consistenti e basate su un vocabolario aziendale comune, e di usare pochi fogli di stile su tutti i siti interni ed esterni. Il responsabile IT potrà continuare a supportare un solo browser nella intranet, ma soltanto per limitare i costi, e chiunque – personale, clienti, partner – potrà utilizzare il proprio browser, sempre che sia aderente agli standard.

 

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