3 – Effetto Peep-Hole

Gli utenti con disabilità costretti ad utilizzare, per esempio, uno screen reader, non possono giovarsi dell’approccio visuale complessivo e si dovranno accontentare dei contenuti della pagina letti serialmente, una frase alla volta. Le tre fasi dell’interazione (soprattutto la sensazione e la cognizione) non saranno portate a pienamente a termine, fornendo di conseguenza una finestra piccolissima sul “mondo” che il PC sta proponendo in quell’istante, non a caso si parla di “peephole effect”, effetto spioncino! In questa situazione la comprensione del contesto da parte dell’utente è circoscritta a quanto essi riescono a concettualizzare, quindi è assai limitata; compito dello sviluppatore sarà di limitare i danni di questo effetto, cercando di aumentare al massimo – per quanto possibile – il diametro dello spioncino.

L’effetto spioncino causa fatalmente una grande difficoltà nel costruire la mappa cognitiva legata alla pagina Web che l’utente sta affrontando, e per comprendere definitivamente la problematica ed il concetto stesso di mappa cognitiva (o mappa mentale), immaginate un telefono con questa tastiera:

5 2 #
9 0 3
* 1 6
8 7 4

La disposizione, ma anche la rappresentazione, dei numeri è molto diversa dalla mappa cognitiva che ciascuno di noi ha della tastiera di un telefono.

Ora, la maggior parte degli utenti di questo strano telefono riuscirebbe comunque ad effettuare la telefonata, ma soltanto “ragionandoci sopra” visto che serve la creazione e la successiva applicazione di una nuova mappa mentale che prima nessuno di noi aveva, col risultato che tutti avranno bisogno di più tempo per usare questa tastiera, e certamente sarà più facile fare errori. La presenza di disabilità cognitive non può che peggiorare le cose.

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Informazioni sull'autore

Roberto Castaldo
Roberto Castaldo
Sono nato e vivo a Napoli, ed opero professionalmente nel mondo dell'informatica da più di vent'anni. In realtà l'informatica, insieme alla musica e ad altre poche cose, è stato da sempre un mio chiodo fisso, e la buona sorte mi ha aiutato a trasformarlo in un mestiere. Sin dalle mie primissime esperienze lavorative - insegnavo dattilografia ed i primi rudimenti di informatica in una scuola privata - mi sono trovato a mio agio nel settore della formazione e della divulgazione, certamente aiutato dai miei studi classici. Nel 1987 ho iniziato la mia attività come insegnante d'informatica in un Istituto Professionale Statale - per circa due anni sono stato il più giovane insegnante di ruolo d'Italia. Ho avuto svariate esperienze anche nel settore privato come sviluppatore (TPascal - lo ricordate? - VB, ASP e, più di recente VB.NET ed ASP.NET), ma soprattutto come docente e come divulgatore. Ho effettuato attività di formazione presso le più grandi realtà imprenditoriali italiane (IBM, Omnitel, Telecom Italia, TIM, Unicredito, Ekip, BNL, SSGRR), ma anche all'estero in qualità di docente e/o progettista di percorsi formativi; gli argomenti spaziano dal mondo Office fino al multimedia ed alla programmazione avanzata ASP ed ASP.NET. Ho collaborato con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, ho redatto articoli/tutorial per un'importante rivista informatica (Win98 Magazine), ed ho partecipato allo sviluppo di CD-Rom Multimediali (IBM, Selfin, BNL) curando personalmente la registrazione dei commenti audio ed il montaggio delle musiche (CoolEdit), l'eventuale connessione a database remoti, l'assemblaggio degli elementi testuali, grafici e multimediali (Director 8) fino alla creazione del master definitivo. Negli anni 1998-2000 ho collaborato con la Gazzetta dello Sport Online curando, in occasione dei più importanti avvenimenti sportivi (Mondiali ed Europei di calcio, Giro d'Italia, Campionato di Serie A) le pagine contenenti la traduzione in inglese e francese degli articoli in italiano. Il mio compito consisteva nell'inviare ai miei traduttori la cronaca in italiano, riceverne la traduzione, creare le pagine inglesi e francesi del sito www.gazzetta.it e pubblicarle sul server, il tutto entro 90 minuti dalla fine dell'evento. Nel frattempo, mi avvicinavo in maniera sempre più approfondita alle problematiche legate all'accessibilità di siti web, progettando percorsi di formazione ad hoc, ed aderendo entusiasticamente al progetto webaccessibile.org. Sono stato per diversi mesi membro del XML Protocol Working Group del W3C, ed attualmente partecipo ai lavoro del WAI Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) Working Group e del E&O Education ad Outreach Working Group.

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