Introduzione

In una quantità di occasioni, quegli autori di HTML che sembrano non avere accesso ad una copia del browser Lynx, hanno segnalato che sarebbe loro di aiuto se potessero comprendere in che modo Lynx utilizza i testi ALT. Sembra una richiesta perfettamente ragionevole, e sarebbe scortese ricordare che se gli autori seguissero le linee guida autoriali che sono consigliate presso il W3C, non sarebbe davvero necessario per loro acquisire familiarità con nessuno specifico browser (;-).

Così ho fatto ciò che potevo, usando alcuni momenti liberi, per soddisfare la loro richiesta. Questo documento dimostrativo richiede che siano visualizzate le immagini in riga in esso contenute (*). Risulterebbe altrimenti incomprensibile. (Di conseguenza devo chiedervi di non considerare questo documento un buon esempio di come scrivere i testi ALT in generale!!). Le immagini che ho usato qui vengono visualizzate in modo eccellente sul mio browser, ma è possibile che appaiono puntinate o che comunque non siano visualizzate in modo ottimale in alcune altre situazioni di navigazione.

Sarebbe opportuno forse ricordare in primo luogo che Lynx lavora all’interno di una finestra di emulazione terminale (o su un terminale vero e proprio – ce n’è ancora qualcuno in giro) e che l’aspetto dei particolari a schermo dipende dalle caratteristiche della finestra di terminale in uso. Tipicamente, tuttavia, tale finestra dovrebbe essere alta almeno 24 righe ed ampia 80 colonne, ed usa un carattere a spaziatura fissa. Tutti gli esempi qui riprodotti sono basati su tale finestra. Un possibile aspetto per una simile finestra è il seguente:

[Questa avete davvero bisogno di vederla (9k, gif)]

con i seguenti estratti che mostrano il tipo di variazioni che è possibile ottenere con differenti emulazioni di terminale ed impostazioni di configurazione:


[Per favore guardate questa piccola immagine!]Questo è lo stesso emulatore di terminale di prima, ma è stato configurato usando colori differenti. Nient’altro è stato modificato in questo esempio. In entrambi i casi i collegamenti Web sono evidenziati usando un differente colore a schermo.

[In tutta onestà quest'immagine dovete vederla]Questa è una comune emulazione di terminale DECTERM, che utilizza le impostazioni predefinite che ottengo con una caratteristica installazione. Come potete vedere, in questo caso i collegamenti sono segnalati in neretto.

[Un'altra immagine che dovete vedere]Questa qui proviene da una certa versione di XTERM. Di nuovo è utilizzata l’evidenziazione per segnalare i collegamenti.

Per variare, ecco anche un esempio realizzato con la versione “gergo-colore” di Lynx.


(*) Non solo. Occorre anche conoscere un po’ d’inglese, perché i testi delle schermate riprodotte sono appunto in inglese.

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Informazioni sull'autore

Michele Diodati
Michele Diodati
Sarò breve. Nabbi... o nacqui - scegliete la forma che preferite - a Caserta nel 1964. (... E questa è una delle pochissime volte che la città di Caserta viene nominata senza alcun riferimento ad attività criminali e fatti di camorra.) Di padre medico e madre insegnante, ho seguito studi filosofici, laureandomi a Napoli nel 1989. Dal 1989 al 1991 ho vissuto a Milano, svolgendo i lavori più disparati: da impiegato in una cartiera, fallita dopo tre mesi - non per colpa mia - a banconiere in un negozio di frullati in Corso Buenos Aires, fino ad agente immobiliare in un cantiere di Noviglio. Per la maggior parte del tempo però ho lavorato come professore itinerante: italiano, latino, greco e filosofia a domicilio, per studenti con qualche brutto voto da cancellare. I miei primi approcci con l'informatica sono datati 1984, anno in cui comprai un Commodore 64 ed imparai i primi rudimenti del Basic. Al 1993 risalgono i primi guadagni ottenuti per mezzo di strumenti informatici (manifesti pubblicitari e disegni per specchi, realizzati con CorelDRAW 3.0). Da gennaio 1996 risiedo a Roma, città nella quale ho trovato - oltre ad un inquinamento e ad un traffico micidiali - anche numerose e importanti occasioni di lavoro e di crescita professionale, nonché un patrimonio artistico e culturale inimitabile, che non basterebbe una vita intera per conoscere completamente e che mi fa sentire ricco, nonostante le tasse che quest'anno mi tocca pagare! Sono sposato felicemente (ma sì, vah...) dal 1997. Per ora purtroppo non abbiamo figli bipedi, ma da agosto 1999 abbiamo una bellissima figlia quadrupede, forse un po' scura di carnagione ma affettuosissima: è Smilla, una cagnolina abbandonata dai soliti stronzi - scusate, non ho trovato termine migliore! - su una montagna nei pressi di Frosolone, in Molise. Ci imbattemmo in lei durante una passeggiata e ci chiese cortesemente, ma fermamente, di adottarla. Così abbiamo fatto e da allora siamo inseparabili!

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