Traduzioni

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Come specificato nei termini di utilizzo, le traduzioni di questo libro sono consentite se pubblicate sotto la stessa licenza ‘libera’ dell’originale. Siete incoraggiati a pubblicare la vostra traduzione sul vostro sito. E’ anche possibile che possa avere sul mio sito le traduzioni effettuate.

Se traducete ” Dive into Accessibility” in un’altra lingua e volete essere elencati qui, contattatemi a translate@diveintoaccessibility.org. Non avete bisogno di chiedermi il permesso per iniziare una traduzione; avete già il mio consenso.

Karl Dubost [NdT traduttore per la versione francese]  mi ha evidenziato come i personaggi del libro sono Americano-centrici. Siete liberi di prendervi delle libertà con i personaggi, cambiando dove vivono, o anche i loro nomi, se volete. Tenete fisse le disabilità, che sono referenziate in tutto il libro.

[NdT nella traduzione italiana ho preferito non alterare il nome dei personaggi, non ritenendo importante questo aspetto rispetto al vero messaggio del libro]

Per un elenco aggiornato delle traduzioni è opportuno fare riferimento al sito in lingua originale:

www.diveintoaccessibility.org

Per osservazioni e suggerimenti su questa traduzione: Franco Carcillo

 

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Informazioni sull'autore

Franco Carcillo
Franco Carcillo
Sono nato (1956) e vivo a Torino.  Da oltre 26 anni lavoro ('da sempre') presso il Comune di Torino, presso il Sistema Informativo. Mi occupo di web.  Sono infatti Direttore Responsabile dei siti internet della Città, sin dalla loro nascita, nel 1994. Prima del 1994 mi sono occupato di informatica gestionale classica, anche se in ambiente distribuito (mini e pc, sin dal loro apparire nella Civica Amministrazione).  Negli anni 80 mi sono appassionato, nel tempo libero, di telematica.  Mio è stato il primo nodo della rete Fidonet in Torino città (Fido_Torino e  TO_news) nel 1987.  Sono stato anche coordinatore nazionale della rete amatoriale, anche se solo per 6 mesi. Poi ho abbandonato:  troppe le pressioni intorno a quello che doveva essere, alla fine, un semplice hobby. Quando non ci si diverte più, meglio spegnere. Ma la passione telematica è rimasta.  Ed ecco che ho tenuto ogni settimana (sino alla chiusura del giornale!) la prima rubrica di telematica pubblicata  su un quotidiano italiano "StampaSera"; a quei tempi di internet se ne parlava vagheggiandola nei meandri universitari e militari americani. Ho pubblicato il primo speciale pubblicato in Italia riguardante i bbs su BIT della Jackson;  ho collaborato, con altre riviste, tra cui PCWORLD dove ho avuto per lungo tempo una rubrica fissa. Di interner e dei siti, che dire? C'è ancora tanta strada da percorrere: l'accessibilità ne è un'esempio. Ma anche rendere i siti davvero fruibili così come far 'trovare' la montagna di informazioni memorizzate tra le pagine, sono sfide  non da poco. Vi pare? All'Università di Torino, quest'anno, molti studenti hanno partecipato, interessatissimi, ad un mio breve seminario su 'Progettare siti web per la Pubblica Amministrazione, la sfida dell'accessibiltià e usabilità'.  E' stupefacente notare come le persone che usano tutti i giorni la rete e a cui spieghi come e perchè i siti non sono nè usabili nè accessibili si rendano immediatamente conto e capiscano: quasi un velo, un sipario sia stato loro svelato. Ecco perchè ho deciso di tradurre 'Dive into accessibility':  perchè affrontare l'accessibilità non è così difficile. Certo nei siti mastodontici le operazioni possono essere lunghe, ma non vi sono più scuse per partire con nuovi progetti 'alla cieca'.

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