Giorno 21 – Ignorate le immagini con funzione spaziatrice

Giorno 21: Ignorate le immagini con funzione spaziatrice

Molti progettisti usano immagini trasparenti per spaziare gli elementi della pagina in modo da controllarne la disposizione nei browser visuali. Potete usarne quante ne volete, ma è opportuno specificare per ogni immagine  un attributo alt vuoto in modo che i browser non visuali le ignorino.

A chi serve?

  • A Marcus. Lynx è preimpostato in modo da visualizzare il nome del file di ogni immagine che non è associata ad un’attributo alt. Molti modelli, nei weblog, contengono molti immagini utilizzate per spaziare prima ancor del nome del sito. Non ve ne rendete conto in un browser visuale, ovviamente, ma ecco cosa vede Marcus:
  • [shim.gif] [shim.gif]
  • [shim.gif]
  • [shim.gif]
  • Welcome To My Web Site
  • [ciblueHeader2.gif]
[ciblueCurve2.gif]
  • A Jackie. JAWS è preconfigurato per leggere  il nome del file di ogni immagine non associata ad un’attributo alt. Se pensate che Marcus fosse seccato, immaginate come possa essere frustrante per Jackie ascoltare questi messaggi:

graphic shim dot gif graphic shim dot gif graphic shim dot gif graphic shim dot gif welcome to my web site graphic c i blue header two dot gif graphic c i blue curve two dot gif

Se vi presentaste così ad un’incontro, nessuno vi parlerebbe mai.

Come fare

Gli utilizzatori di Radio possono avere il giorno libero. Come lunedì scorso, Radio genera automaticamente attributi alt vuoti per tutte le immagini spaziatrici. (Grazie, Jake.) Se, guardando il codice sorgente della prima pagina non vedete nessun alt=""nelle immagini spaziatrici, aggiornate Radio.root e ripubblicate il sito.

Gli utilizzatori di altri strumenti devono cercare, nei modelli, il tag <img> con nomi quali, ad esempio,”spacer.gif“, “shim.gif“, “1.gif“, ovvero di qualsiasi immagine che è ripetuta più volte all’interno del modello stesso, anche con differenti attributi   width e heightogni volta.

Per esempio, per ogni immagine spaziatrice che appare così:

<img src="spacer.gif" width="1" height="10">

Cambiatela in:

<img src="spacer.gif" alt=””width="1" height="10">

Se riusate la stessa immagine spaziatrice più volte, è più semplice effettuare questa operazione con una funzione di cerca e sostituisci.

Da non fare:

  • Non definite alt=" ". L’attributo   alt deve essere vuoto, e non deve contenere uno spazio.
  • Non specificate l’attributo alt nel tag <body>, anche se definisce una immagine di sfondo. Questa infatti è sempre ignorata dai browser non visuali.  
    Come in:
    <body background="http://url/to/image.gif">
  • Non specificare l’attributo  alt in un tag <td>, anche se definisce una immagine di sfondo. Questa infatti è sempre ignorata dai browser non visuali. Come in:

<td background="http://url/to/image.gif">

Approfondimenti



 

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Informazioni sull'autore

Franco Carcillo
Franco Carcillo
Sono nato (1956) e vivo a Torino.  Da oltre 26 anni lavoro ('da sempre') presso il Comune di Torino, presso il Sistema Informativo. Mi occupo di web.  Sono infatti Direttore Responsabile dei siti internet della Città, sin dalla loro nascita, nel 1994. Prima del 1994 mi sono occupato di informatica gestionale classica, anche se in ambiente distribuito (mini e pc, sin dal loro apparire nella Civica Amministrazione).  Negli anni 80 mi sono appassionato, nel tempo libero, di telematica.  Mio è stato il primo nodo della rete Fidonet in Torino città (Fido_Torino e  TO_news) nel 1987.  Sono stato anche coordinatore nazionale della rete amatoriale, anche se solo per 6 mesi. Poi ho abbandonato:  troppe le pressioni intorno a quello che doveva essere, alla fine, un semplice hobby. Quando non ci si diverte più, meglio spegnere. Ma la passione telematica è rimasta.  Ed ecco che ho tenuto ogni settimana (sino alla chiusura del giornale!) la prima rubrica di telematica pubblicata  su un quotidiano italiano "StampaSera"; a quei tempi di internet se ne parlava vagheggiandola nei meandri universitari e militari americani. Ho pubblicato il primo speciale pubblicato in Italia riguardante i bbs su BIT della Jackson;  ho collaborato, con altre riviste, tra cui PCWORLD dove ho avuto per lungo tempo una rubrica fissa. Di interner e dei siti, che dire? C'è ancora tanta strada da percorrere: l'accessibilità ne è un'esempio. Ma anche rendere i siti davvero fruibili così come far 'trovare' la montagna di informazioni memorizzate tra le pagine, sono sfide  non da poco. Vi pare? All'Università di Torino, quest'anno, molti studenti hanno partecipato, interessatissimi, ad un mio breve seminario su 'Progettare siti web per la Pubblica Amministrazione, la sfida dell'accessibiltià e usabilità'.  E' stupefacente notare come le persone che usano tutti i giorni la rete e a cui spieghi come e perchè i siti non sono nè usabili nè accessibili si rendano immediatamente conto e capiscano: quasi un velo, un sipario sia stato loro svelato. Ecco perchè ho deciso di tradurre 'Dive into accessibility':  perchè affrontare l'accessibilità non è così difficile. Certo nei siti mastodontici le operazioni possono essere lunghe, ma non vi sono più scuse per partire con nuovi progetti 'alla cieca'.

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