Giorno 17 – Definite gli acronimi

Giorno 17: Definite gli acronimi

Il mese scorso ho usato 50 acronimi e abbreviazioni nel mio weblog: ADA, ALT, AOL, API, CGI, CMS, CSS, CTRL, DMV, DNS, DTD, EFF, FAQ, FSF, GFDL, GIA, GPL, HTML, IE, IIRC, IIS, IO, KB, KDE, LONGDESC, MB, MSDN, MSN, MT, Mac, NC, OPML, P2P, PGDN, PGUP, PBS, PDF, PONUR, RSS, RU, SOAP, SSN, TDD, US, VNC, W3C, WCAG, WYSIWYG, Win, XHTML, e   XML.

Se li avete riconosciuti tutti e 50, congratulazioni; avete un futuro come redattore tecnico. Altrimenti apprezzerete il fatto che ho definito ogni acronimo con il tag <acronym>. Passate il mouse su ogni acronimo per leggerne il significato. Funziona in tutti i moderni browser, e non produce effetti collaterali con Netscape 4.

Potete definire l’acronimo ogni volta che lo usate o almeno una volta per ogni pagina.

A chi serve?

  1. A Michael. Quando Michael passa il cursore sopra l’acronimo, Opera visualizza la descrizione come tooltip.
  2. A Bill. Mozilla va anche oltre, sottolinea automaticamente l’acronimo con una linea punteggiata. Quando Bill passa il cursore sull’acronimo, Mozilla cambia la forma del cursore in un punto interrogativo e poi visualizza la descrizione dell’acronimo come tooltip. (Si può evitare questo comportamente con i fogli di stile ovvero usare i CSS per simulare un analogo effetto negli altri browser.)
  3. A Google. Google indicizza la descrizione dell’acrononimo oltre all’acronimo stesso, così il vostro sito potrà essere trovato sia che si cerchi l’acronimo sia la sua descrizione. 
  4. Avrei voluto dire anche a Jackie ma non è così. Nè JAWS, nè altri lettori di schermo sul mercato al momento, consentono di leggere le descrizioni degli acronimi.  Spero che prima o poi qualcuno lo faccia, e faremo un passo avanti.

Come fare

La prima volta che usate un’acronimo, segnatelo con un tag <acronym> così:

<acronym title="cascading style sheets">CSS</acronym>

Gli utilizzatori di Radio possono automatizzare questo inserimento usando il menu “Shortcuts”: dall’home page, cliccare su “Shortcuts” nel menu principale di navigazione e quindi definire gli acronimi più comunemente usati. Per esempio:

Name: CSS

Value: <acronym title="cascading style sheets">CSS</acronym>

(Assicuratevi di cambiare il tipo di input da ” WYSIWYG“ a “Source” così da poter digitare in HTML direttamente.)

Quindi, nel vostro articolo, digitate “CSS” (virgolette incluse), e Radio lo trasformentà automaticamente nel tag acronym e la descrizione che avete inserito precedentemente.

Come fare: con i fogli di stile

Come suggerimento aggiuntivo, potete modificare la visualizzazione di tutti gli acronimi usando i fogli di stile. Questo funziona con tutti, non solo con Radio. Ecco la  regola che utilizzo per far apparire la linea punteggiata in tutti i browser (e non solo con Mozilla):

acronym {
border-bottom: 1px dotted black;
}

Come ulteriore suggerimento, questa è la regola che uso nei miei fogli di stile per la stampa delle pagine, per inserire direttamente la descrizione dell’acronimo in fase di stampa. (Funziona solo con Mozilla e Opera, negli altri browser non produce malfunzionamenti.)

acronym:after {
content: " (" attr(title) ")";
}

Approfondimenti

State usando acronimi senza conoscerne il significato? Date un’occhiata a:

P.S.

Molti guru  hanno fatto correttamente notare che esiste il tag  <abbr> fatto apposta per le abbreviazioni. Sfortunatamente, nessuna versione di Internet Explorer per Windows lo implementa; non viene visualizzato nessun tooltip. Usate <acronym>.

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Informazioni sull'autore

Franco Carcillo
Franco Carcillo
Sono nato (1956) e vivo a Torino.  Da oltre 26 anni lavoro ('da sempre') presso il Comune di Torino, presso il Sistema Informativo. Mi occupo di web.  Sono infatti Direttore Responsabile dei siti internet della Città, sin dalla loro nascita, nel 1994. Prima del 1994 mi sono occupato di informatica gestionale classica, anche se in ambiente distribuito (mini e pc, sin dal loro apparire nella Civica Amministrazione).  Negli anni 80 mi sono appassionato, nel tempo libero, di telematica.  Mio è stato il primo nodo della rete Fidonet in Torino città (Fido_Torino e  TO_news) nel 1987.  Sono stato anche coordinatore nazionale della rete amatoriale, anche se solo per 6 mesi. Poi ho abbandonato:  troppe le pressioni intorno a quello che doveva essere, alla fine, un semplice hobby. Quando non ci si diverte più, meglio spegnere. Ma la passione telematica è rimasta.  Ed ecco che ho tenuto ogni settimana (sino alla chiusura del giornale!) la prima rubrica di telematica pubblicata  su un quotidiano italiano "StampaSera"; a quei tempi di internet se ne parlava vagheggiandola nei meandri universitari e militari americani. Ho pubblicato il primo speciale pubblicato in Italia riguardante i bbs su BIT della Jackson;  ho collaborato, con altre riviste, tra cui PCWORLD dove ho avuto per lungo tempo una rubrica fissa. Di interner e dei siti, che dire? C'è ancora tanta strada da percorrere: l'accessibilità ne è un'esempio. Ma anche rendere i siti davvero fruibili così come far 'trovare' la montagna di informazioni memorizzate tra le pagine, sono sfide  non da poco. Vi pare? All'Università di Torino, quest'anno, molti studenti hanno partecipato, interessatissimi, ad un mio breve seminario su 'Progettare siti web per la Pubblica Amministrazione, la sfida dell'accessibiltià e usabilità'.  E' stupefacente notare come le persone che usano tutti i giorni la rete e a cui spieghi come e perchè i siti non sono nè usabili nè accessibili si rendano immediatamente conto e capiscano: quasi un velo, un sipario sia stato loro svelato. Ecco perchè ho deciso di tradurre 'Dive into accessibility':  perchè affrontare l'accessibilità non è così difficile. Certo nei siti mastodontici le operazioni possono essere lunghe, ma non vi sono più scuse per partire con nuovi progetti 'alla cieca'.

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