La favola del Webmaster

La favola del Webmaster

Ma ora, lasciate che io vi racconti una bella favola, la “favola del Webmaster”…

… c’era una volta un Webmaster, che andava in giro dicendo “io so progettare, sviluppare, gestire un sito Web, io del Web so far tutto!”

Proviamo a ragionare insieme sull’evoluzione continua del Web, che non ha mai avuto fine, e che continuerà negli anni a venire; il Web è cambiato, gli stessi utenti del Web sono cambiati, pretendendo informazioni e funzionalità che solo cinque anni or sono non osavano neanche immaginare. Tutto questo, grazie al mutamento continuo delle tecnologie e degli strumenti che utenti e sviluppatori hanno a disposizione.

Quindi che significa “Webmaster”? Di certo può avere significati molteplici, e certamente un tempo essa permetteva di esprimere il concetto “io sono in grado di creare un sito Web”, ma davvero il Webmaster esiste ancora? E se esiste, quali sono le cose che dovrebbe saper fare per definirsi Webmaster?

In realtà, oggi la parola Webmaster tende ad avere un significato generico se non antiquato, e lo stesso concetto “io so far tutto” ha perso la sua accezione positiva. Oggi chi pretende di fare tutto, probabilmente non sa fare niente in maniera adeguata.

Un singolo Webmaster non è in grado di erigere dal nulla una complessa applicazione Web, non può pretendere di avere competenze adeguate in tutte le discipline coinvolte; se davvero si vogliono trovare buoni livelli di conoscenza riguardanti tutte le attività che rientrano nel ciclo di vita di un sito Web, la migliore soluzione  è la ricerca di buoni professionisti per ciascuna delle aree da affrontare, e tutti noi sappiamo che in questi casi il gruppo di lavoro è la risposta vincente.

Si va verso un mercato in cui ci sarà sempre meno bisogno del Webmaster factotum, il quale – invece – dovrebbe avere la capacità e l’umiltà di mettersi in discussione, trovare una specifica area di interesse, ed approfondire le proprie conoscenze in quell’area, riuscendo nel contempo a comprendere che non può più lavorare sempre da solo, ma dovrà imparare a condividere le proprie conoscenze ed esperienze allo scopo di raggiungere gli obiettivi dell’intero team.

Ecco perché la favola del Webmaster è oramai al termine, e non ha nessun tipo di lieto fine, basta guardare lo stato attuale del Web, che è per lo più Tag Soup, ed è ben lungi dal concretizzare il suo massimo potenziale anche a causa dell’approccio distorto che lo ha caratterizzato fino ad oggi.

Per essere obiettivi dovremmo anche riconoscere che una delle grandi spinte affinchè il Web diventasse quello che è oggi, soprattutto dal punto di vista economico e commerciale, è stata proprio la facilità nel creare contenuti Web e pubblicarli senza conoscere alcun linguaggio di programmazione; in questo senso gli aspetti degeneri come il Tag Soup e la proliferazione di siti non accessibili possono essere considerati come l’effetto collaterale dell’utilizzo massiccio ed esclusivo di strumenti di sviluppo visuali. E’ evidente che qualcosa è non è andata per il verso giusto! Il Web, quello “serio” intendo, ha la necessità di buoni professionisti, ed un buon professionista ha bisogno di conoscere i passi che portano alla creazione di una pagina Web di qualità.

Il Web è stato capace di creare nuovi mercati, influenzando in maniera rivoluzionaria le nostre attività sociali ed economiche, ed è riuscito ad infrangere vecchie regole ed abitudini; ma i nuovi mercati hanno richiesto la nascita di nuovi modi di lavorare, sono nate quindi nuove professioni, e molte altre pur esistendo ancora hanno subito profonde modifiche.

Eccoci quindi tornati alla domanda principale: se il Webmaster ha sempre meno ragion d’essere, quali sono le nuove professioni? Quali sono le competenze che esse richiedono?

E’ evidente che queste domande (e soprattutto le risposte) sono di vitale importanza per tutti i soggetti coinvolti nel Web: singoli professionisti, che devono sapere cosa imparare per diventar tali, imprese sul Web che devono sapere cosa chiedere ai futuri addetti, ed anche aziende ed agenzie formative, scuole pubbliche e private, che devono sapere cosa insegnare ai loro studenti.

Ecco perché esiste un grandissimo bisogno di riferimenti formativi, altrimenti il grande rischio è che ciascun professionista (o futuro professionista) possa decidere di affrontare il mercato allo sbaraglio, inventandosi la sua nuova professione in maniera del tutto soggettiva, adottando diverse modalità per apprendere quel che lui riterrà opportuno apprendere. Il risultato? I nuovi professionisti del Web avranno competenze non certe e soprattutto non paragonabili fra loro, il che ci farebbe ricadere proprio in quel “fai da te” che dovremmo combattere.

Invece si dovrebbe lavorare allo scopo di favorire un approccio sistematico, in grado di garantire la diffusione di un minimo insieme di competenze fondamentali che possano risultare omogenee e confrontabili nel nuovo mercato globale. Per ciò, se concordiamo sull’avvenuta nascita di nuove regole e professioni, dovremmo anche concordare sul bisogno di nuovi e condivisi percorsi formativi che dovrebbero guidare una nuova generazione di professionisti del Web all’acquisizione di quella conoscenza “comune” di cui tutti hanno bisogno.

Noi siamo fortemente convinti che il Web di oggi manchi di cultura della formazione, e che essa dovrebbe essere vista con come un plus ma come un elemento fondamentale su cui pubblico e privato debba investire con convinzione e piena consapevolezza, certi di seminare nel migliore dei modi e di garantirsi in questo modo i servigi di una nuova generazione di professionisti del Web in grado di garantire accessibilità, meglio ancora qualità all’intero Web.

 

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Informazioni sull'autore

Roberto Castaldo
Roberto Castaldo
Sono nato e vivo a Napoli, ed opero professionalmente nel mondo dell'informatica da più di vent'anni. In realtà l'informatica, insieme alla musica e ad altre poche cose, è stato da sempre un mio chiodo fisso, e la buona sorte mi ha aiutato a trasformarlo in un mestiere. Sin dalle mie primissime esperienze lavorative - insegnavo dattilografia ed i primi rudimenti di informatica in una scuola privata - mi sono trovato a mio agio nel settore della formazione e della divulgazione, certamente aiutato dai miei studi classici. Nel 1987 ho iniziato la mia attività come insegnante d'informatica in un Istituto Professionale Statale - per circa due anni sono stato il più giovane insegnante di ruolo d'Italia. Ho avuto svariate esperienze anche nel settore privato come sviluppatore (TPascal - lo ricordate? - VB, ASP e, più di recente VB.NET ed ASP.NET), ma soprattutto come docente e come divulgatore. Ho effettuato attività di formazione presso le più grandi realtà imprenditoriali italiane (IBM, Omnitel, Telecom Italia, TIM, Unicredito, Ekip, BNL, SSGRR), ma anche all'estero in qualità di docente e/o progettista di percorsi formativi; gli argomenti spaziano dal mondo Office fino al multimedia ed alla programmazione avanzata ASP ed ASP.NET. Ho collaborato con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, ho redatto articoli/tutorial per un'importante rivista informatica (Win98 Magazine), ed ho partecipato allo sviluppo di CD-Rom Multimediali (IBM, Selfin, BNL) curando personalmente la registrazione dei commenti audio ed il montaggio delle musiche (CoolEdit), l'eventuale connessione a database remoti, l'assemblaggio degli elementi testuali, grafici e multimediali (Director 8) fino alla creazione del master definitivo. Negli anni 1998-2000 ho collaborato con la Gazzetta dello Sport Online curando, in occasione dei più importanti avvenimenti sportivi (Mondiali ed Europei di calcio, Giro d'Italia, Campionato di Serie A) le pagine contenenti la traduzione in inglese e francese degli articoli in italiano. Il mio compito consisteva nell'inviare ai miei traduttori la cronaca in italiano, riceverne la traduzione, creare le pagine inglesi e francesi del sito www.gazzetta.it e pubblicarle sul server, il tutto entro 90 minuti dalla fine dell'evento. Nel frattempo, mi avvicinavo in maniera sempre più approfondita alle problematiche legate all'accessibilità di siti web, progettando percorsi di formazione ad hoc, ed aderendo entusiasticamente al progetto webaccessibile.org. Sono stato per diversi mesi membro del XML Protocol Working Group del W3C, ed attualmente partecipo ai lavoro del WAI Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) Working Group e del E&O Education ad Outreach Working Group.

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