Formare chi e perchè

Se proviamo a definire il concetto di qualità del Web, e le modalità per riuscire a raggiungerlo, certamente dovremmo parlare di standard del Web, di usabilità ed accessibilità. Purtroppo troppe volte ci si imbatte in siti o applicazioni Web in cui tali essenziali elementi qualitativi sono semplicemente ignorati, e molto spesso ciò avviene a causa della mancanza di conoscenza da parte degli addetti ai lavori.

Per esempio, quanti “professionisti del Web” basano interamente il loro lavoro su strumenti di sviluppo visuali? Quanti di loro si sporcano le mani col codice di una pagina Web? Ed ancora, quanti di loro cono consapevoli delle problematiche legate alla progettazione universale ed dell’accessibilità del Web? Noi tutti sappiamo bene qual’e la risposta, non è vero?

Il Web di oggi ha certamente molti problemi, e molti di essi riguardano la formazione tecnica e culturale di tutti coloro che in qualche modo sono coinvolti nel “circo del Web”.

Affrontare  la demolizione delle barriere virtuali non può non basarsi su un minimo di “studio” e di approfondimento, visto che sviluppare siti accessibili non è un’attività banale, e visto soprattutto che non esiste (e probabilmente non esisterà mai) una macchina o un software in grado di farlo automaticamente. E’ anche vero che non è poi così difficile come troppe persone continuano a ripetere.

Il vero problema risiede forse nelle abitudini che sono sempre difficili da modificare o abbandonare, ed anche nella mancanza di buon senso riscontrabile oggigiorno sul Web (e non soltanto lì). Dopo tutto gli standard del Web non sono particolarmente difficili da apprendere, ma chiunque abbia utilizzato sempre e soltanto strumenti di sviluppo visuale, di certo incontrerà grandi difficoltà ad abbandonare metodologie e strumenti di lavoro scorrette ma abituali. 

Ma forse uno del principali problemi risiede in quei professionisti che non hanno mai costruito una sito Web ma si trovano nelle condizioni di dover prendere decisioni su interi progetti Web. Quanti sviluppatori sono obbligati a creare un sito Web in maniera che esso piaccia al loro capo? E quanti manager si rendono davvero conto che un sito Web si costruisce affinche esso venga utilizzato dagli utenti? Si dovrebbe avere la possibilità di dir loro (o di insegnarglielo) che il Web non è come la televisione, e che l’accesso universale non è un optional, ed anche che un sito di qualità non è necessariamente brutto. I contenuti multimediali possono essere resi accessibili a tutti, le immagini e le animazioni non sono inaccessibili a priori, ed è essenziale trasmettere questi messaggi per sconfiggere molti miti sull’accessibilità del Web.

Un altro degli aspetti che rende difficile la trasmissione di “conoscenza” tecnica e culturale è legata al fatto che molti sviluppatori si improvvisano docenti e istruttori; come può un docente trasmettere quello che non conosce? Ed ancora, spero che concordiate con me se affermo che un buon tecnico non è necessariamente un buon docente, si tratta di mestieri diversi che possono anche condividere alcune competenze, ma restano diversi.

Quindi, la formazione è un aspetto fondamentale, ma ci tengo molto a mettere in evidenza che la formazione e la divulgazione non sono legati soltanto alla trasmissione di competenze tecniche (linguaggi, raccomandazioni e buone pratiche), ma anche – forse soprattutto – alla necessità di combattere contro visioni miopi del Web e dei suoi utenti. Un buon docente dovrebbe essere in grado di condividere valori etici e morali visto che un professionista del Web deve essere consapevole delle necessità di tutti utenti, anche di quelli con disabilità.

 

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