Gli screen reader come strumento di test

Oggigiorno, la domanda più frequente che ci si sente ripetere è “come posso verificare l’accessibilità di ciò che sviluppo?”. Le risposte sono molteplici ed in primis vi è l’aspetto dello studio e della ricerca su questo tema, ancora per certi versi troppo poco conosciuto.
Le linee guida del W3C per quel che concerne il web sono sicuramente il punto di riferimento per tutti i designer e gli sviluppatori, fornendo i punti cardine da tenere a mente per creare prodotti accessibili.

Per quel che riguarda la disabilità visiva, ma non solo, l’esperienza e la ricerca sul funzionamento delle tecnologie assistive è sicuramente un elemento molto importante, se il nostro obiettivo è quello di creare interfacce che sono accessibili, ed allo stesso tempo forniscono un esperienza d’uso piacevole per chi le naviga.

Dalla teoria alla pratica

Studiare le linee guida in modo approfondito, ci fornisce una solida base teorica ed è sicuramente un passo obbligato per il raggiungimento del nostro scopo. In seconda istanza, però, dobbiamo in qualche modo capire se ciò che abbiamo fatto è accessibile e facile da usare per coloro che esplorano le interfacce mediante tecnologie assistive: il solo fatto che il lettore di schermo riesca a leggere quello che si vede a video non è condizione sufficiente per un’esperienza d’uso ottimale. Per chi inizia ad approcciarsi con il mondo dell’accessibilità è molto utile munirsi delle tecnologie assistive più utilizzate, ed avventurarsi provando ad esplorare il nostro prodotto per capire quali e quante informazioni vengono fornite durante la navigazione.

Questo però non è sufficiente per una verifica approfondita e per capire come il prodotto sviluppato interagisce con lo screen reader. Infatti, sarebbe di grande importanza studiare come funzionano i lettori di schermo, quali sono le informazioni che vengono lette di default e quali invece devono essere impostate dalle preferenze. La maggior parte dei lettori di schermo, ad esempio, di default non forniscono informazioni sul font, oppure non vocalizzano se un testo è sottolineato o meno. Inoltre, per muoversi ed orientarsi all’interno di un documento o di una pagina web, gli screen reader mettono a disposizione molte scorciatoie “avanzate”, che, per quanto complesse ad un primo approccio, sono indispensabili nell’uso quotidiano. È bene perciò impararne il funzionamento, in modo da verificare se i documenti sono stati strutturati in modo corretto.

Come strutturare un test

Vediamo ora di dare delle indicazioni e delle strategie per svolgere dei test in modo adeguato.

Per convenzione, possiamo suddividere la nostra analisi in due fasi. La prima fase prevede una navigazione sequenziale delle singole pagine, mentre la seconda si focalizza prevalentemente sullo svolgimento di task.

Per completezza, diciamo inoltre che esiste anche una navigazione più complessa, utilizzata proprio in quei casi dove l’interfaccia risulta quasi inaccessibile. Infatti, questa modalità prevede l’utilizzo di strategie che favoriscono l’interazione con elementi che ad esempio non accettano automaticamente il focus, come ad esempio la navigazione ad oggetti o la simulazione del click sfruttando il puntatore del mouse.

Andiamo ora a vedere in dettaglio le due fasi appena introdotte, lasciando fuori la terza in quanto esula dal contesto della nostra trattazione e non è sicuramente utile ai fini dello svolgimento dei test.

Prima fase

Nella prima fase, come anticipato, procediamo con un’esplorazione sequenziale della pagina, immaginando la pagina come un vero e proprio documento. In questo modo possiamo capire ad esempio se alcuni oggetti non sono correttamente etichettati, come potrebbe accadere per immagini senza testo alternativo, o link e bottoni con etichette senza senso.

In questa prima fase è molto utile anche verificare il comportamento di eventuali moduli da compilare, accertandoci che le etichette associate a caselle di testo e le descrizioni associate a caselle di controllo sono assegnate in modo adeguato. Infine, altro vantaggio è quello di verificare la gerarchia dei livelli di intestazione. Per questo tipo di verifica è utile studiare dalle guide degli screen reader le scorciatoie da tastiera per navigare in modo strutturato i livelli delle pagine in oggetto ed analizzare se l’esplorazione ha senso dal punto di vista semantico.

Seconda fase

La seconda fase ci permette di spostarsi ad un livello di test più approfondito. Molto utile per questo scenario coinvolgere una persona con disabilità visiva, alla quale si assegnano dei task da svolgere. Si definiscono insieme all’utente con disabilità visiva dei task per i quali verrà creata una scheda riassuntiva dove si vanno ad elencare tutti i problemi incontrati nello svolgimento dei diversi step. Molte volte con questo test si individuano problemi impossibili da trovare diversamente.

Ultimo aspetto da non trascurare è quello del tempo: infatti, sempre per convenzione, possiamo facilmente dire che, se un utente esperto nell’uso di tecnologie assistive, impiegano il doppio del tempo di una persona vedente a svolgere un determinato task, questo dimostra che vi sono di sicuro problemi di accessibilità di qualche genere.

A questo punto, la cosa più utile da fare, è quella di svolgere il task insieme all’utente con disabilità visiva: in questo modo si possono individuare le criticità e studiare strategie per migliorare l’interazione con le diverse tecnologie.

È utile infine segnalare che, per quel che riguarda l’ambiente Windows, è possibile scaricare NVDA, una soluzione gratuita ormai equivalente alle soluzioni commerciali, oppure è possibile utilizzare JAWS for Windows, un software commerciale, ma disponibile in versione demo per testare i propri prodotti.

Per l’ambiente Apple, invece, troviamo lo screen reader già installato, è sufficiente attivarlo dalle impostazioni di accessibilità.

Sicuramente è importante fare anche delle verifiche con i device mobili, sia in ambiente Apple che in ambiente Android: in entrambi i casi, la tecnologia assistiva è già presente nel sistema operativo, ed è attivabile dalle impostazioni di accessibilità.

Conclusioni

In chiusura, rimarchiamo che questo articolo non può e non vuole essere un’analisi esaustiva sull’argomento del testing dell’accessibilità di ciò che viene sviluppato, ma fornisce dei suggerimenti che, se utilizzati correttamente, possono fare la differenza sul risultato finale.
Infine, sottolineiamo che già l’analisi sequenziale e strutturata e lo svolgimento di task da parte di disabili visivi con le diverse tecnologie assistive, permette di arrivare ad un buon livello di accessibilità.

Sauro Cesaretti

Sauro Cesaretti, esperto in accessibilità e tecnologie assistive.

Con un background come sviluppatore, dopo la maturità in perito informatico e la laurea in informatica, mi sono focalizzato nello studio e nella ricerca sul campo dell'accessibilità web e non solo.
Dal 2017, insieme a Stefano Ottaviani, ho co-fondato Accessibility Days, un evento che si occupa di divulgare l'accessibilità delle tecnologie digitali.
In quanto non vedente, la mia ricerca è da sempre orientata sull'accessibilità per la disabilità visiva e la continua ricerca in materia di tecnologie assistive.
Membro ed attualmente vicepresidente dell'Unione Italiana dei Ciechi di Ancona, ho svolto servizio di supporto per l'utilizzo delle tecnologie assistive ai soci.