Finalità e struttura delle linee guida 2.0

Quando si parla di accessibilità del Web, e più in generale agli strumenti informatici, si intende la possibilità data a tutti gli utenti di accedere con facilità e senza limitazioni ai contenuti ed ai servizi online. Ci si riferisce alla eliminazione di barriere tecnologiche, il corrispettivo delle barriere architettoniche nel mondo fisico. Forte è la connotazione di impegno sociale: si tratta di dare a tutti, anche ai diversamente abili, la possibilità di accedere al Web e alla società dell’informazione, importante canale di partecipazione alla vita civile.
L’accessibilità ai documenti amministrativi resi disponibili su Web ha rilevanti finalità di pubblico interesse: favorisce la partecipazione all’attività amministrativa e ne assicura l’imparzialità e la trasparenza, rientra dunque fra diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.
Ne consegue che l’accessibilità del Web è collegata al diritto di accesso e alle leggi sulla trasparenza amministrativa (legge 241/1990), quindi ai diritti del cittadino ad essere informato della vita istituzionale e a prendervi parte attiva. Le funzioni tipiche degli URP di garanzia di diritti, di facilitazione dell’accesso alle informazioni, di ascolto, verifica e monitoraggio della qualità e del grado di soddisfazione dei servizi, si estendono pertanto al campo della comunicazione su Web.

Sulla scorta del feedback relativo alla prima versione, la nuova versione focalizza l’attenzione sulle linee guida, cercando di allargarne l’applicabilità a tutte le tecnologie per il Web, e di utilizzare un linguaggio atto ad essere compreso dalla più varia utenza (legislatori, amministratori, manager, autori).

Il feedback ha guidato la nuova versione ed è stato raccolto in questo documento:
Requirements for WCAG 2.0
http://www.w3.org/TR/wcag2-req/

Al momento le WCAG 2.0 sono in stato di bozza - Working Draft (WD) – e non saranno un riferimento prescrittivo fino a quando non diventeranno una specifica.

Il cammino di un documento tecnico del W3C segue questi passi:

Working Draft (WD)
Un Working Draft è un documento che il W3C ha pubblicato per essere visionato dalla comunità, tra cui i W3C Members, il pubblico e le altre organizzazioni tecniche.
Candidate Recommendation (CR)
Una Candidate Recommendation è un documento che il W3C ritiene sia stato esaminato ampiamente e che soddisfi i requisiti tecnici del gruppo di lavoro.
Proposed Recommendation (PR)
Una Proposed Recommendation è un report tecnico, dopo una ampia disamina riguardo la stabilità tecnica e l’implementabilità.
W3C Recommendation (REC)
Una W3C Recommendation è una specifica o un set di linee guida che, dopo aver ricevuto esteso consenso, ha ricevuto l’approvazione dei W3C Members e del Director.

Il W3C raccomanda la globale applicazione delle sue Recommendations.

Nota: Le W3C Recommendations sono simili agli standard pubblicati da altre organizzazioni.[http://www.w3.org/2003/06/Process-20030618/tr.html#rec-advance]

Le linee guida 2.0 vengono scritte da un gruppo di lavoro composto da 23 persone, fra cui due italiani. [In grassetto gli Editors]

  • Avi Arditti (Voice of America)
  • Doyle Eugene Burnett (Special Education Service Agency)
  • Paul Bohman (WebAIM)
  • Ben Caldwell (Trace R&D Center, University of Wisconsin)
  • Wendy Chisholm (W3C)
  • Michael Cooper (Watchfire)
  • Tom Croucher (Netalley Networks LLP)
  • Roberto Ellero (International Webmasters Association / HTML Writers Guild)
  • Bengt Farre (Femtio Procent Data)
  • Kerstin Goldsmith (Oracle Corporation)
  • Loretta Guarino Reid (Adobe)
  • Katie Haritos-Shea (CESSI)
  • Matt May (W3C)
  • Lee Roberts (Rose Rock Design)
  • Gian Sampson-Wild (PurpleTop)
  • Roberto Scano (International Webmasters Association / HTML Writers Guild)
  • Lisa Seeman (Global Formats)
  • Cynthia Shelly (Microsoft)
  • John Slatin (Institute for Technology & Learning, University of Texas)
  • Andi Snow-Weaver (IBM)
  • Chris Ridpath (University Of Toronto)
  • Gregg Vanderheiden (Trace R&D Center, University of Wisconsin)
  • Jason White (University of Melbourne)

La mission del working group, come specificato nel Charter (http://www.w3.org/WAI/GL/new-charter-2000.html#mission), è duplice: produrre le WCAG 2.0 ed esemplificare specifiche tecniche accessibili per le Raccomandazioni del W3C (XML, RDF, SMIL, SVG, MathML), guidando gli sviluppatori nella realizzazione di contenuti accessibili e usabili per la più vasta utenza.

Il gruppo si coordina con altri gruppi di lavoro (ad es. CSS, HTML, EO: qui in particolare, nell’Education and Outreach Working Group, si sviluppano strategie e materiali per aumentare la consapevolezza sulla webaccessibility nella comunità del Web, focalizzando in particolare sulla necessità della Standards Harmonization: content, browsers, media players, authoring tools). Sappiamo che la frammentazione degli standard crea un disincentivo, quasi una scusante reciproca (gli sviluppatori di AT che non hanno richiesta di editor accessibili, autori che lamentano l’inutilità di un markup accessibile a causa dell’assenza di strumenti adeguati).

Non a caso, come si è visto, l’UE – nell’Action Plan 2002 – sollecita una maggior attuazione delle linee guida sull’accessibilità degli strumenti di Authoring (ATAG), versione 1.0 (Linee guida che sono disponibili in italiano: http://www.robertoscano.info/wp-content/uploads/old/atag10/atag10.html).

Il ruolo chiave delle ATAG è sottolineato dalla sempre maggiore diffusione di strumenti di gestione dei contenuti (CMS) nella PA. L’uso di questi strumenti richiede una precisa formazione per i referenti delle redazioni web interne agli Enti Pubblici, che di fatto sono tenuti a curare l’accessibilità dei contenuti immessi attraverso le form dei CMS, non solo per quanto attiene alla semplicità dei testi, ma anche per le scelte di markup strutturale che i CMS ATAG compliant consentono.

L’armonizzazione degli standard per l’accessibilità dei contenuti del Web ha inoltre un impatto positivo sullo sviluppo dei tools di valutazione della conformità. Standard frammentati e localizzati possono scoraggiare una piena implementazione di tool di valutazione, e un approccio unitario e facilitato per gli autori. Standard collegati e coordinati creano invece una situazione dove i diversi attori della scena del Web possono collaborare fra di loro parlando un linguaggio comune.

Un importante ruolo avrà anche l’evoluzione delle linee guida per l’accessibilità dei programmi utente (UAAG); nelle WCAG 1.0 diversi punti di controllo avvisano che fino a quando gli UA non saranno in grado di fare una certa cosa, sarà necessario sviluppare i contenuti in un certo modo.

Un notevole passo verso la Standards Harmonization è il perseguimento di una convergenza verso un riferimento comune, rappresentato dalle WCAG 2.0, cui sta lavorando nel suo insieme il WAI con la collaborazione di un vasto e diversificato gruppo di organizzazioni nel mondo.

Affinché questo sia possibile, occorre soddisfare tre requisiti:

  1. Una piena intesa fra la comunità degli sviluppatori, fra i legislatori e i gruppi di lavoro del W3C, sulla essenziale convergenza ad un solo standard di accessibilità;
  2. Un più ampio coinvolgimento nel processo di scrittura delle WCAG 2.0, in modo da definirle come obiettivo comune nel modo più generale possibile;
  3. Gli autori e le organizzazioni devono attivarsi con le locali e centrali amministrazioni, consigliando di approntare le misure a sostegno dell’armonizzazione degli standard.

Il perseguimento dell’accessibilità dei contenuti del Web rientra a pieno titolo fra i doveri del comunicatore, previsti dal Capo IV del Codice deontologico e di buona condotta dei comunicatori pubblici (http://www.compubblica.it/). Mentre per i siti aziendali e personali l’attenzione all’accessibilità è lasciata alla sensibilità individuale e alle strategie di mercato, per i siti della Pubblica Amministrazione e di pubblica utilità essa rappresenta un dovere istituzionale, essendo la fruizione delle informazioni digitali per via telematica  correlata a diritti costituzionali fondamentali. Inoltre, dal momento che il Web non è solo una base-dati ma un luogo dove si esplica la socialità degli individui, il diritto di accesso si coniuga col diritto alla crescita sociale delle persone. E’ l’art. 3 della Costituzione a porre infatti come finalità il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti alla vita sociale.
L’accessibilità della rete non concerne soltanto il diritto di accesso del singolo, ma anche il diritto di tutti di partecipare alla vita sociale. Nel Web avvengono comunicazioni bidirezionali e transazionali, la cui accessibilità deve essere garantita al pari del semplice accesso alle pagine come documenti. Luoghi della comunicazione interpersonale online, come ad esempio forum, chat, sistemi di formazione a distanza, comunità virtuali, devono essere realizzati con l’obiettivo della loro concreta fruibilità per tutti, come dimensione della vita associata.

A differenza delle WCAG 1.0, la versione attualmente in elaborazione non è specifica per l’HTML, ma è orientata a tutte le tecnologie Web, anche proprietarie, in modo da potersi applicare a tutto il contenuto basato su Web e alle diverse situazioni, anche future. A questo proposito, le specifiche tecniche nonché esempi pratici di applicazione   relativi a tecnologie proprietarie saranno disponibili nei siti dei produttori, in coordinamento col WG.

Uno dei maggiori problemi delle WCAG 1.0 è il limite dell’ambito di applicazione in quanto si basa esclusivamente sull’HTML. La versione 1.0 risale al 1999: raccomandazioni come XHTML 1.0/1.1, SVG 1.0, RDF 1.0, sono successive, inoltre si sono diffusi sempre di più formati “proprietari” Macromedia Flash, tecnologie non definite dal W3C e quindi non integrabili nelle raccomandazioni del Consorzio.

Il lavoro di stesura avviene attraverso una mailing-list (gli archivi sono pubblici), in incontri in teleconferenza telefonica con redazione di verbali pubblici via IRC, in incontri face2face, e attraverso strumenti online come WCAG Bugzilla (http://trace.wisc.edu/bugzilla_wcag/, vi si discutono punti controversi ed errori, elencati a questa URL: http://trace.wisc.edu/bugzilla_wcag/condensedreports/wcag2_issues.php).

Per chi è interessato a seguire l’evoluzione dei diversi principi delle linee guida, è disponibile un documento che include tutte le modifiche intervenute nella stesura del testo: http://www.w3.org/WAI/GL/WCAG20/change-history.html.

E’ possibile inviare propri commenti e suggerimenti all’indirizzo:
public-comments-wcag20@w3.org.

Le WCAG 2.0 sono articolate su tre livelli di informazione

  1. Il primo livello è il documento nel suo complesso, suddiviso in una introduzione, quattro principi (percepibile, operabile, comprensibile, durevole), 19 linee guida [ciascuna corredata di success criteria (test di verifica di successo), definizioni, vantaggi, esempi], una appendice con definizioni, riferimenti e altre informazioni di supporto.
  2. Il secondo livello è un insieme di documenti tecnici con liste di controllo relative a specifiche tecnologie. Attualmente non è ancora stato organizzato.
  3. Il terzo livello includerà esempi di codice, screenshot, e informazioni specifiche alle diverse tecnologie (XHTML, CSS, script lato server e lato client, SVG, SMIL, XML), per ottenere la conformità alle linee guida secondo diversi approcci.

Hanno già avuto inizio documenti tecnici elaborati da membri e collaboratori. Segnalo le indicazioni tecniche per i linguaggi di scripting lato-client (Client-side Scripting Techniques for Web Content Accessibility Guidelines 2.0):
http://www.learningdifficulty.org/develop/script-techs.html

L’obiettivo delle WCAG 2.0 è la generazione di contenuti per il web che siano percettibili, fruibili e comprensibili per le differenti tipologie di utenti e tecnologie di navigazione assistita sia oggi che nel futuro.

Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli

Condividi:

Informazioni sull'autore

Roberto Ellero
Roberto Ellero

Web consultant, Videomaker, Web Designer. Expertise in accessibility, Web standards, movies designed for the Web and accessible to deaf and blind people (captioning, interpretation in sign language, audiodescription).
Videomaker, Web Designer. Competenze specialistiche in accessibilità, Web standard, video progettati per il Web accessibili alle persone sorde e non vedenti (contenuti audiovisivi, tecnologie, sottotitolazione, interpretazione in lingua dei segni, audiodescrizione).
email: info@robertoellero.it, mobile: 3480108848, skype: rellero
Ideatore e direttore artistico di www.webmultimediale.org, il portale della Svizzera italiana per l'accessibilità dei video sul Web.
Lavora presso il Centro Regionale di Cultura della Regione del Veneto.

Commenti

Nessun commento

    Rispondi

    Link e informazioni