Ridimensionare filmati e sottotitoli in una pagina web

L’accessibilità degli oggetti multimediali è un tema carico di variabili affascinanti quanto irrisolte: si pensi ad esempio alle differenze comportamentali dei plug-in all’interno delle pagine web o alla loro scarsa adattabilità alle personalizzazioni da parte dell’utente.

In "Come rendere accessibile un filmato per il web" Roberto Ellero giustamente riporta alcune criticità relative all’utilizzo della tecnica di embedding, ossia un video inserito nel corpo della pagina, rispetto all’esecuzione dello stesso video nel player esterno ad esso compatibile (formati tipici sono Windows Media, Real e Quicktime).

Il player esterno infatti permette una gestione indipendente del filmato da parte dell’utente, soprattutto in relazione a:

  1. La presenza di un barra di comandi completa, le cui funzioni sono attivabili anche tramite tastiera.
  2. La possibilità di ridimensionare il video e quindi (ad eccezione di Windows Media) anche la dimensione dei relativi sottotitoli.
  3. Una puntuale visualizzazione/percezione, di solito affidata ad alert o messaggi di stato, di eventuali errori (come ad esempio problemi di buffering, puntamento errato alla risorsa, errore interno al file caricato).
  4. L’indipendenza totale rispetto a problemi di gestione dei plug-in tipici dei diversi browser in diversi sistemi operativi (vedi tabella di compatibilità).

Quanto detto finora però non significa certo accantonare l’idea di fruire correttamente di una risorsa video all’interno di una pagina web, lasciando che l’utente mantenga quindi il focus sul suo "navigare".

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Informazioni sull'autore

Alessio Cartocci
Alessio Cartocci
36 anni, "prestato" al bit da ormai quasi 15 anni, attualmente faccio spola tra l'Italia e la Svizzera, con un occhio verso il Nord Europa. "Prestato" perché non ho mai nascosto le mie tendenze umanistiche (laurea in lettere, dopo qualche esame di ingegneria) e altri percorsi fatti di musica, parole ed immagini. Per questo è stato naturale occuparmi di multimedialità cercando di coniugare la logica ferrea della programmazione alla creatività. Una sfida davvero stimolante, partita da un 486 finalmente dotato di una scheda audio (all'epoca) davvero innovativa: la Sound Blaster AWE 64. La voglia di esplorare strade sempre nuove e diverse mi ha portato dapprima a un progetto culturale interattivo scritto in Visual C++, poi alla realizzazione di CBT utilizzando ToolBook e ancora a lavorare con software audio/video specifici come Cubase e Premiere. Quest'ultima esperienza è poi culminata, nel 1997, in una specializzazione di "midifonico programmatore di sistemi di automazione musicale". La rete delle reti è arrivata due anni dopo e da allora è di casa:  ho curato la progettazione e realizzazione di una web-tv e di speciali multimediali per un portale nazionale rivolto agli italiani nel mondo, primo a sperimentare in Italia i codec RealVideo 8 e tra i primi a puntare sul linguaggio SMIL. In seguito ho svolto attività di formazione di base (Office, ECDL) e avanzata (Flash MX), prima di affrontare, dal 2002, un nuovo importante percorso come consulente nella riprogettazione di alcuni portali istituzionali. E questo percorso fece incontrare compiutamente a me, che usavo editor visuali (WYSIWYG), un modo completamente nuovo ed affascinante di creare e di progettare. L'iniziale difficoltà nel comprendere ed assimilare i molteplici temi e problemi legati agli standard e all'accessibilità fu ben presto soppiantata dalla sempre più forte convinzione di "fare la cosa giusta", e non solo a livello di codice. Così ho finalmente ripreso in mano l'argomento "multimedia", convinto che l'accessibilità sia una scelta doverosa anche per i progetti culturali, artistici, educativi o che semplicemente fanno largo uso di materiale multimediale. E, soprattutto, convinto che non bisogna mai essere stanchi di sperimentare, di essere "in viaggio".

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