Ipovisione: l’opinione della Commissione OSI

Nota del coordinatore di Webaccessibile.org:

Questo intervento, a cura della Commissione Osservatorio Siti Internet dell’Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti, rappresenta la risposta ad un articolo di Ileana Vescovi apparso su Punto Informatico il 12 settembre 2006.

Articolo a cura della Commissione OSI

La Commissione Osservatorio Siti Internet dell’Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti, seguendo da anni i problemi dell’ipovisione ed avendo letto con attenzione ed interesse l’articolo apparso sul sito specialistico punto informatico raggiungibile all’indirizzo  http://punto-informatico.it/pi.asp?id=1641462, ha il dovere di dire che questo articolo ha lasciato l’intera commissione assai perplessa, perche’ presenta palesi contraddizioni. Da un lato fornisce indicazioni generiche, mentre dall’altro da’ delle prescrizioni molto precise senza spiegarne le motivazioni, generando inevitabilmente confusione nei webmaster, destinatari dell’articolo, che gia’ fanno fatica a comprendere i problemi dell’ipovisione.

Qui di seguito riportiamo le incongruenze più evidenti, che emergono in quello che voleva essere un articolo di riferimento per webmaster.

  • Non vi è traccia dell’utilità, per l’orientamento, dell’uso ed implementazione dell’attributo hover, che consente di evidenziare i link quando l’ipovedente vi passa sopra con il mouse.
  • Non si capisce su quale base siano consigliati certi contrasti di colore.
  • Non è chiaro il discorso delle barre verticali, perche’ tutto dipende dalla struttura generale del sito, soprattutto dalla sua complessita’.
  • Spesso emergono problemi insormontabili, per una questione  di codici, quindi, non è consigliabile dare indicazioni perentorie.
  • In un altro passaggio si afferma che è meglio usare un “certo tipo di carattere”, pero’ non si spiega l’importanza della semplicità della struttura dei font.
  • Non si fa cenno ai problemi connessi al layout, limitandosi a dichiarare che il layout dev’essere semplice. In realta’ il layout dei siti e’ il problema principale, soprattutto quando c’e’ un esiguo spazio tra i link e quando i paragrafi sono troppo vicini l’uno all’altro.
  • Non si comprende la motivazione della seguente frase: “la verticalizzazione delle barre di navigazione agevola maggiormente l’utente nella lettura dei contenuti, in quanto il campo visivo su cui l’utente si deve concentrare e’ più delimitato. E’ chiaro che quando uno sceglie di cliccare sopra ad un argomento, gli apparira’ una pagina di testo anche lunga: stara’ al singolo individuo leggerne il contenuto o meno in base al suo interesse”. Questa affermazione non e’ sempre vera. Infatti, questo tipo di struttura in alcuni casi puo’ dare problemi di orientamento nella lettura, soprattutto se si legge il testo per mezzo di strumenti assistivi, occhiali o lenti. In definitiva, piu’ la struttura e’ omogenea, maggiore sara’ il giovamento per tutti. Pertanto, non si puo’ essere cosi’ categorici nel proporre un posizionamento ben definito delle barre di navigazione.
  • Si dichiara senza tentennamenti: “Il servizio di iscrizione alle news-letter o ad eventuali news group deve essere sempre in basso a destra.” Ciò e’ in netto contrasto con una “prescrizione” precedente, in cui si sostiene che il menu deve essere a sinistra, senza peraltro fornire le motivazioni su cui l’autore dell’articolo basa la sua teoria.
  • Infine, non si accenna al posizionamento dei link significativi, cosi’ come il motore di ricerca ed il relativo form di compilazione. Per non parlare dei form che richiedono l’inserimento di molti dati, che ormai abbondano nel web, i quali rappresentano un autentico problema per chi ha un deficit visivo, a causa della disposizione dei diversi elementi e della distanza tra i nomi dei campi ed i relativi controlli.
  • Nel proseguo dell’articolo si afferma genericamente che la legislazione italiana stabilisce norme ben precise per l’accessibilità, senza dare alcun riferimento concreto, ad es. alla Legge Stanca ed ai suoi regolamenti attuativi. In effetti, purtroppo, le norme vigenti danno pochissime indicazioni per quanto riguarda i problemi degli ipovedenti.

Secondo la Commissione OSI questo articolo ha ottenuto due risultati:

  1. Parlare di un argomento oggi molto dibattuto, l’accessibilita’, ma senza averne una visione completa.
  2. Generare molta confusione negli addetti ai lavori, specialmente quelli che non conoscono a fondo il mondo dell’ipovisione.

Non possiamo avallare questo tipo di informazione, perche’, trattandosi di argomenti molto delicati e complessi, si rischia di distorcere il grave problema dell’ipovisione, liquidandolo semplicisticamente.

Pensiamo che sia necessario stare molto attenti a trattare argomenti come questo, perche’ si rischia di ottenere l’effetto opposto a quello che sicuramente l’autore dell’articolo si era prefissato.

Per quello che e’ stato esposto sopra, la Commissione OSI ritiene che questo articolo sia stato controproducente, in quanto ha un approccio errato al problema dell’accessibilita’ del web per gli ipovedenti, problema complesso e di non facile soluzione, tanto e’ vero che la Commissione OSI e la Commissione Ipovedenti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti hanno costituito un tavolo di lavoro. A questo tavolo partecipano professionisti sia del campo oftalmologico, sia del web design, sia di altre associazioni di disabili visivi, con il compito di elaborare alcune soluzioni tecniche, ad integrazione degli standard gia’ previsti dal W3C. L’obiettivo finale e’ quello di dare ai webmaster qualche riferimento oggettivo, scientificamente sostenibile, da poter utilizzare nella creazione dei siti web.

La Commissione Osservatorio siti internet
dell’Unione Italiana dei Ciechi ed ipovedenti.
commissioneosi@uiciechi.it
http://www.uiciechi.it/osi/

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