Ipovisione e web: inutilità delle visualizzazioni alternative basate sul contrasto elevato

Quello che segue è la riproposizione quasi fedele di un messaggio da me inviato il 17 gennaio 2005 a diverse mailing-list dedicate a vario titolo all’accessibilità del web. Il messaggio ha provocato un vivace dibattito e la richiesta di pubblicare sotto forma di articolo il post che lo ha originato.

Le visualizzazioni alternative a cui mi riferisco si basano essenzialmente su dimensioni dei caratteri accessibili… e 4-5 combinazioni di contrasto elevato (bianco su nero, nero su bianco, nero su giallino, giallo su nero, e simili).

Premesso che per essere considerate accessibili, anche le versioni normali dei siti devono essere tali (questa è anche la tendenza in divenire a livello normativo), non è giustificabile, nè necessaria, la creazione di layout alternativi basati su diverse combinazioni a livello di contrasto testo-sfondo.

La dimensione del testo dovrebbe essere comunque tale da risultare accessibile; ovvero essere personalizzabile tramite browser, perchè implementata in modo relativo dallo sviluppatore.

Un ipovedente che ha necessità di visualizzare le pagine web attraverso una specifica combinazione di colori tenderà, ne converrete, a impostarla una volta per tutte; senza essere costretto a implementarla, quando possibile, sito per sito.

Tutti I maggiori browser permettono di escludere le combinazioni di colori previste dagli autori, anche tramite CSS, per utilizzare CSS propri o le combinazioni impostate a livello di sistema operativo.

E’ evidente come questa opportunità rappresenti lo strumento più ampio, versatile ed economico di personalizzazione (forse è per questo che è così poco considerato?…)

A chi costruisce pagine web basterebbe tenere presente questo aspetto in fase di progettazione, sviluppo e test delle pagine, per realizzare un prodotto pienamente accessibile, senza ricorrere a incerte soluzioni molto spesso solo scenografiche.

In altre parole lo sviluppatore dovrebbe preoccuparsi e verificare la tenuta strutturale del layout almeno fino ad un ingrandimento pari al 150% del testo e a prescindere dalla combinazione di contrasto testo-sfondo utilizzata dall’utente.

Questa soluzione vanifica anche i complicatissimi sistemi di personalizzazione manuale messi a punto in alternativa alle combinazioni di colori previste di default per queste versioni alternative. Escludere la combinazione di colori prevista dall’autore per utilizzare quelle già implementate in Windows è sicuramente più semplice ed immediato che personalizzare ogni elemento presente nel sito.

L’accessibilità dovrebbe rappresentare un aspetto da considerare in fase di progettazione e sviluppo, non essere confinata ad una serie di espedienti finalizzati a rattoppare i pasticci fatti fino a quel momento; anche perché la navigazione in internet e generalmente costituita anche da un prima e da un dopo il sito X. L’ipovedente che ha bisogno proprio di quella combinazione di colori, se non la trova all’apertura del browser è assai probabile che sul sito X non ci arrivi neppure…

Le versioni alternative create per avere dimensioni del testo accettabili e combinazioni di colori ad alto contrasto, dovrebbero essere “deprecate” perché inficiano l’usabilità del sito e si sovrappongono a funzionalità che dovrebbero già essere considerate in fase di sviluppo e vengono comunque già gestite dai browser.

Lo sforzo degli addetti ai lavori dovrebbe concentrarsi sull’informare gli ipovedenti circa le possibilità di personalizzazione messe a disposizione da SO e browser, e volto a creare pagine web che ben si prestino ad essere personalizzate dai navigatori.

La tabella di valutazione dei contrasti testo-sfondo da me approntata, è uno strumento che, come altri, dovrebbe aiutare gli sviluppatori a implementare le versioni normali dei siti, non essere utilizzata per creare false versioni alternative accessibili.

Franco Frascolla

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