Introduzione

Quante volte hai scritto dei documenti web utilizzando editor di pagine o di testo non in grado di generare correttamente il linguaggio web corrispondente? Potresti non essertene mai accorto, ma la maggior parte degli attuali editor HTML non riesce molto bene a produrre HTML valido. E tu, in quanto autore di documenti web, hai tutto l’interesse a sviluppare i tuoi documenti in modo che le tue pagine possano essere lette in tutti i browser attualmente disponibili.

La maggior parte delle pagine del mio sito personale sono documenti XHTML, lo standard emergente per il web (vedi www.w3.org). Si tratta di una versione dell’HTML basata sull’XML, con alcune importanti differenze, fra le quali:

  • I nomi dei Tag e degli attributi devono essere scritti in lettere minuscole.
  • I Tag devono sempre chiudersi. Per esempio <br> dovrebbe essere scritto <br/> oppure <br></br>.< /span>
  • Ciascun attributo deve contenere le virgolette, per esempio <a href=””></a>.

Se vuoi essere certo che il tuo documento XHTML possa essere visualizzato anche nei browser che supportano solo l’HTML, puoi seguire le linee guida descritte in XHTML specification, Appendix C HTML Compatibility Guidelines.

Secondo me è essenziale che il codice sia pulito, commentato e che rispetti i giusti standard. E ciò dovrebbe valere sia che tu scriva il tuo codice ‘a mano’ usando un qualunque editor di testo (come il blocco note), sia che esso venga generato da un editor WYSIWYG (come FrontPage)

Questo articolo descrive come puoi migliorare i documenti web scritti con Microsoft FrontPage, con particolare attenzione all’argomento XHTML. FrontPage è soltanto uno dei tanti editor con cui creare documenti web o gestire interi siti web (insieme di documenti web). FrontPage è un editor ragionevolmente buono, in grado di generare codice XHTML di buona qualità, anche se non è certo perfetto.

1.1 Introduzione alla Validazione

Ogni volta che scrivi una pagina web, lo fai usando un linguaggio come HTML o XHTML. Attualmente vi sono molti “linguaggi” disponibili, che possono essere più o meno severi rispetto a come scrivi il tuo codice. Una pagina web si definisce “valida” se risulta conforme alla sintassi (ed alla semantica) del linguaggio specificato nella sua dichiarazione DOCTYPE.

La dichiarazione DOCTYPE – solitamente la prima riga di codice della tua pagina web – definisce in quale “linguaggio” la pagina è scritta (o si suppone che lo sia). Vi è un certo numero di linguaggi diversi che puoi utilizzare. La differenza fra di loro è rappresentata dalla “maturità” (la versione) e dalla rigidità della sintassi. Per ciascun linguaggio, di solito, esistono tre tipologie. Per esempio, per l’HTML 4.01, esse sono:

Transitorio

Il DTD Transitorio dell’HTML 4.01 include l’intero DTD rigido, ed in più alcuni elementi ed attributi non approvati (la maggior parte dei quali si riferisce al formato grafico della pagina). Per i documenti che utilizzano questo DTD, utilizzerai la seguente dichiarazione:

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//EN"
"http://www.w3.org/TR/html4/loose.dtd">

Rigido

Il DTD rigido dell’HTML 4.01 include tutti gli elementi ed attributi che sono stati approvati o che non appaiono in documenti che usano i frameset. Per i documento che usano questo DTD, utilizza questa dichiarazione:

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01//EN"
"http://www.w3.org/TR/html4/strict.dtd">
Frameset

Il DTD Frameset dell’HTML 4.01 include l’intero DTD transizionale ed anche i frames. Per questo tipo di documenti, usa questa dichiarazione:

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Frameset//EN"
"http://www.w3.org/TR/html4/frameset.dtd">

La tabella che segue riassume alcuni dei linguaggi. Gran parte delle pagine web sono, attualmente, scritte in HTML 4.0 o in XHTML 1.0

Linguaggio Descrizione
HTML 3.2 La prima versione largamente diffusa di HTML del lontano 1997. Le versioni precedenti non erano così standardizzate.
HTML 4.0 Versione intermedia.
HTML 4.01 L’ultima, ed attuale, versione id HTML.
XHTML 1.0 Una riscrittura di HTML basata su XML. Attualmente (giugno 2002) è l’ultima versione.

Anche se, oggi come oggi, la maggioranza degli editor WYSIWYG non effettua alcuna validazione sulla pagina web, in futuro le cose sono destinate a cambiare. La standardizzazione rappresenta la giusta via da seguire, e la validazione è la chiave per raggiungere questo scopo. Fintantochè gli editor non si aggiorneranno rispetto agli standard, noi – in quanto autori di pagine web – dovremo validare le nostre pagine a mano, utilizzando servizi online oppure tramite appositi strumenti di validazione offline.

Uno di questi validatori (offline) è James Clark’s SGML Parser (SP in breve), che sarà utilizzato come validatore in questo articolo.

1.2 Quando validare

La validazione dovrebbe accompagnarsi quanto più è possibile al processo di editing della pagina web. Ecco alcune priorità:

  1. Quando l’autore sta scrivendo la pagina web. L’editor, preferibilmente, non dovrebbe produrre codice non valido. Ciò assicurerebbe che nessuna pagina non valida verrà più creata o salvata

    .

  2. Quando l’utente sceglie di validare il documento web. Dovrebbe essere possibile trovare facilmente gli errori presenti ed esaminare il codice per eliminarli

    .

  3. Quando si sta caricando la pagina web sul web server. Le pagine non valide non dovrebbero essere accettate dal web server

    .

  4. Quando la pagina è già stata caricata sul web server. Si può utilizzare, a tale scopo, il servizio di validazione online di W3C oppure puoi implementare la funzionalità di validazione nella tua intranet

    .

Attualmente la maggior parte delle pagine web sono non validate o validate dall’autore dopo il loro caricamento sul web server. Ciò corrisponde al livello 4 delle priorità appena definite (a seconda della qualità del tuo web editor). Dopo aver letto questo articolo ed implementato il codice potrai raggiungere il livello 2. Non sarà certamente la perfezione, ma almeno è un passo nella giusta direzione.

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Informazioni sull'autore

Roberto Castaldo
Roberto Castaldo
Sono nato e vivo a Napoli, ed opero professionalmente nel mondo dell'informatica da più di vent'anni. In realtà l'informatica, insieme alla musica e ad altre poche cose, è stato da sempre un mio chiodo fisso, e la buona sorte mi ha aiutato a trasformarlo in un mestiere. Sin dalle mie primissime esperienze lavorative - insegnavo dattilografia ed i primi rudimenti di informatica in una scuola privata - mi sono trovato a mio agio nel settore della formazione e della divulgazione, certamente aiutato dai miei studi classici. Nel 1987 ho iniziato la mia attività come insegnante d'informatica in un Istituto Professionale Statale - per circa due anni sono stato il più giovane insegnante di ruolo d'Italia. Ho avuto svariate esperienze anche nel settore privato come sviluppatore (TPascal - lo ricordate? - VB, ASP e, più di recente VB.NET ed ASP.NET), ma soprattutto come docente e come divulgatore. Ho effettuato attività di formazione presso le più grandi realtà imprenditoriali italiane (IBM, Omnitel, Telecom Italia, TIM, Unicredito, Ekip, BNL, SSGRR), ma anche all'estero in qualità di docente e/o progettista di percorsi formativi; gli argomenti spaziano dal mondo Office fino al multimedia ed alla programmazione avanzata ASP ed ASP.NET. Ho collaborato con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, ho redatto articoli/tutorial per un'importante rivista informatica (Win98 Magazine), ed ho partecipato allo sviluppo di CD-Rom Multimediali (IBM, Selfin, BNL) curando personalmente la registrazione dei commenti audio ed il montaggio delle musiche (CoolEdit), l'eventuale connessione a database remoti, l'assemblaggio degli elementi testuali, grafici e multimediali (Director 8) fino alla creazione del master definitivo. Negli anni 1998-2000 ho collaborato con la Gazzetta dello Sport Online curando, in occasione dei più importanti avvenimenti sportivi (Mondiali ed Europei di calcio, Giro d'Italia, Campionato di Serie A) le pagine contenenti la traduzione in inglese e francese degli articoli in italiano. Il mio compito consisteva nell'inviare ai miei traduttori la cronaca in italiano, riceverne la traduzione, creare le pagine inglesi e francesi del sito www.gazzetta.it e pubblicarle sul server, il tutto entro 90 minuti dalla fine dell'evento. Nel frattempo, mi avvicinavo in maniera sempre più approfondita alle problematiche legate all'accessibilità di siti web, progettando percorsi di formazione ad hoc, ed aderendo entusiasticamente al progetto webaccessibile.org. Sono stato per diversi mesi membro del XML Protocol Working Group del W3C, ed attualmente partecipo ai lavoro del WAI Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) Working Group e del E&O Education ad Outreach Working Group.

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