Concetti di base

Siamo abituati a considerare normale la presenza di sottotitoli alla televisione (pagina 777 di televideo, Sky consente di vedere i sottotitoli in diverse lingue) e nei film su DVD.
Anche le audiodescrizioni sono abbastanza usate alla televisione e nelle sale cinematografiche (per esempio Spazio Oberdan a Milano, progetto “Cinema senza barriere”. Nel sito del Segretariato sociale della RAI si trovano audiodescrizioni per i programmi più seguiti, con file scaricabili. “Voci professionali infatti accompagnano lo svolgersi dei programmi televisivi, integrandone lo sviluppo con interventi mirati in voce. L’iniziativa, la cui responsabilità è del Segretariato Sociale, viene svolta in collaborazione con Raiuno, Raidue, Raitre e Direzione Radiofonia.”).

Nel Web, invece, la sottotitolazione pare ancora una cosa arcana, quasi inverosimile, ed è assai difficile reperire filmati sottotitolati o dotati di tracce audio aggiuntive che descrivano contesto e cambiamenti di scena.
Alcuni esempi disponibili:
http://www.madeinitaly.tv/
http://www.abatezanetti.it/
http://www.maitardi.rai.it/l-v-1.asp
(segnalazioni di altre risorse sono gradite, scrivi a rellero@webaccessibile.org)

Eppure, se pensiamo alla normativa, dal 2001 la circolare Bassanini  esorta a corredare di sottotitoli i componenti multimediali, e la circolare AIPA incoraggia gli autori a farne uso, invitandoli a sfruttarli per assicurare l’accesso alle informazioni a una sempre più vasta platea di utenti. E dal 1999 le WCAG 1.0 richiedono di sincronizzare alternative equivalenti (per es. didascalie o descrizioni parlate del filmato) con la presentazione multimediale (priorità 1).

La BBC ha previsto di integrare di sottotitoli e di descrizioni audio il 100% del palinsesto radiotelevisivo e della comunicazione su Web, entro il 2008: http://www.redbeemedia.com/access/index.shtml, e ha promosso la nuova figura professionale del real-time captioner: http://www.bbc.co.uk/jobs/microsites/steno/index.shtml

Oggi Google Video consente a tutti di caricare i propri video amatoriali per renderli disponibili al mondo su video.google.com, e consente – anzi raccomanda – di corredarli di trascrizione e di sottotitoli, questo perché Google Video ricerca il testo presente nei sottotitoli e nelle trascrizioni per ordinare i risultati delle ricerche.
“The more information you provide to us, the better your video can be searched. While we don’t require that you add captions or a transcript to your video, we strongly recommend it.”

schermata della pagina in Google Video che consente di caricare propri filmati e di aggiungere la trascrizione anche temporizzata

Aggiungere una trascrizione, anche temporizzata, è assai facile e alla portata di tutti, grazie anche alla guida pubblicata su Google: https://upload.video.google.com/video_faq.html.
Ma alla portata di tutti è la sottotitolazione e la creazione di tracce audio nei formati per il Web, come si può constatare, in questa sezione, nella pagina “Come rendere accessibile un filmato”.

Perché non iniziare a fornire questo servizio, fondamentale per l’accessibilità del Web?

Probabilmente, problemi nell’organizzazione del lavoro nelle redazioni – che considerano spesso di dover trattare solamente testi e immagini decorative -, difficoltà nel trovare il tempo necessario per trascrivere il parlato dei filmati, brutte esperienze di compatibilità di formati e player, conflitti di competenze fra Centri Elaborazione Dati e Uffici di comunicazione, hanno inciso nel portare all’attuale desolato panorama multimediale dei siti italiani, soprattutto di quelli istituzionali.
Ma, nel 2006, è venuto il tempo di superare questi problemi.

Il requisito 18 dell’ All. A del Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 di attuazione della legge c.d. Stanca, richiede:

Nel caso in cui un filmato o una presentazione multimediale siano indispensabili per la completezza dell’informazione fornita o del servizio erogato, predisporre una alternativa testuale equivalente, sincronizzata in forma di sotto-titolazione o di descrizione vocale, oppure fornire un riassunto o una semplice etichetta per ciascun elemento video o multimediale tenendo conto del livello di importanza e delle difficoltà di realizzazione nel caso di trasmissioni in tempo reale.

Il punto 4) della Metodologia di verifica per i requisiti tecnici della legge 4/2004 richiede che i contenuti informativi di eventuali file audio siano fruibili anche in forma testuale.

Il terzo requisito dell’allegato A del decreto richiede di fornire una alternativa testuale equivalente per ogni oggetto non di testo, pertanto si dovrà fornire la trascrizione del parlato, completa della descrizione di quanto avviene a video di non dialogico (in formato TXT, HTML, HTML, RTF).

Il requisito 17, nel caso si pubblichino filmati Macromedia Flash o animazioni basate su tecnologia Applet, richiede di seguire le indicazioni del produttore per l’accessibilità.

Perché nelle WCAG 1.0 trascrizioni, etichette di sintesi, sottotitoli e tracce audio descrittive sono di livello 1 (il più importante), e questi aspetti sono stati recepiti nell’ambito del livello minimo obbligatorio di accessibilità previsto dalla normativa italiana?

Perché senza queste componenti chi non vede o vede poco e chi non sente rimane escluso da una fondamentale parte del Web content.

Come filmato di esempio, uno spezzone di 44 secondi tratto dalla fiction televisiva Incantesimo, in download progressivo, da un server che ospita miei test.
I collegamenti aprono il player Windows Media.

Esempio 1
Il breve filmato in versione solo video. Richiede Windows Media Player. L’esperienza di chi non sente e che non dispone di sottotitoli.
scarica il Player Windows Media Player

Esempio 2
Il breve filmato in formato solo audio. Formato Windows Wave. L’esperienza di chi non vede e che non dispone di una traccia audio aggiuntiva che gli descrive il contesto.

Esempio 3
Audiodescrizione (reperita nella pagina della RAI prima citata). Formato Windows Wave. La traccia audio aggiuntiva che descrive il contesto a chi non vede.

Esempio 4
Il breve filmato completo di sottotitoli per non udenti, realizzati con Microsoft SAMI. Richiede Windows Media Player e di modificare i settaggi utente del player nel modo seguente:
Con Windows Media Player 9, per visualizzare la sottotitolazione, è necessario selezionare la voce di menu Play > Didascalie e sottotitoli > Attivo se disponibile.
Con Windows Media Player 10 si deve poi anche selezionare Strumenti > Opzioni > Protezione e selezionare il checkbox “Mostra didascalie locali se presenti”.

Esempio 5
Il breve filmato completo di sottotitoli e di traccia audio descrittiva per non vedenti (realizzati con SMIL, l’audiodescrizione è quella della RAI, pagina più sopra citata), richiede QuickTime.
scarica il Player QuickTime

Poca banda? Fatica nel fruire del filmato dell’ultimo esempio senza interruzioni? Scarica l’esempio zippato (3 MB).

Se si ha la pazienza di sperimentare gli esempi su se stessi, si avrà la percezione di come la versione cinque sia in grado di includere anche chi non ha il canale sensoriale della vista o dell’udito, la versione 4 solo chi non sente o non può utilizzare l’audio dell’elaboratore (Windows Media Player, nell’attuale versione 10, non consente di sincronizzare una traccia audio aggiuntiva, cosa che è invece possibile realizzare con QuickTime e Real Player).

Il requisito 18 dell’allegato A del decreto di attuazione della legge c.d. Stanca consente di fornire una alternativa testuale non sincronizzata, nei casi nei quali si valuti che il livello di importanza del componente multimediale, nel contesto di cui fa parte, non richieda sottotitoli e audiodescrizione.
La valutazione va fatta però con grande senso di responsabilità da parte della redazione, infatti la fruizione con sintesi vocale dell’informazione a video trascritta, per un non vedente, è radicalmente diversa da quella dell’ascolto delle tracce audio. Si perdono i toni, l’espressività, le nuance, il ritmo. Inoltre, chi non sente stenterà ad associare le didascalie al parlato.
I filmati che non richiedono realmente sottotitoli e tracce aggiuntive, per essere considerati accessibili, sono certamente in numero minore di quelli che li richiedono, trattandosi di meri filmati “decorativi” (è raro trovare un filmato decorativo, non trovate?).
L’alternativa non sincronizzata (trascrizione, sommario, etichetta) non è pertanto una soluzione che potrà essere in concreto diffusa in modo generalizzato come palliativo “per essere a norma”. Se il filmato è significativo, infatti, il requisito 18 non potrà considerarsi rispettato senza sottotitolazione e audiodescrizione.

Ma un esempio, ancora una volta, può essere più chiaro di mille parole.

Un brevissimo estratto, solo pochi secondi, dal Riccardo III di Shakespeare, Atto I, Scena II.

Una traccia video e una traccia audio.

La “sceneggiatura” (in questo caso limite è coincidente con il testo teatrale, testo originario del prodotto multimediale):

RICHARD
The self-same name, but one of
better nature.

ANNE
Where is he?

RICHARD
Here.

(She spits at him)

Why dost thou spit at me?

ANNE
Would it were mortal poison, for
thy sake!

RICHARD
Never came poison from so sweet a
place.

Come si vede è presente una didascalia che spiega che Anne sputa su Richard in segno di disprezzo.

Il filmato con le tracce audio e video (richiede Windows Media Player).

In questo file MP3 si può invece ascoltare la sintesi vocale del lettore di schermo Jaws che legge il testo teatrale come testo alternativo, ossia la trascrizione, contenente sia il parlato che la descrizione di quanto avviene di non dialogico sulla scena. E’ quanto può fruire la persona non vedente nel caso il redattore abbia ritenuto sufficiente fornire la sola trascrizione, integrata con le didascalie che descrivono la scena.

E’ ovviamente molto frustrante farsi leggere Shakespeare da Jaws, invece che da un bravo attore.

In questo file MP3 si ascolta correttamente la traccia audio originale integrata con la traccia audio aggiuntiva che legge la didascalia “She spits at him” (audiodescrizione sincronizzata).

L’esempio è minimo e rappresenta un caso limite, tuttavia credo sia utile a esemplificare efficacemente la differenza fra le due scelte redazionali, sul piano della soddisfazione dell’utenza che non può vedere la traccia video.

Può essere utile disporre comunque del testo originale (ed è richiesto dal requisito 3 dell’allegato A del decreto di attuazione della legge 4/2004), ma la traccia audio è insostituibile, in questo caso come nella maggioranza dei casi. La soluzione migliore è fornire entrambi.

(Accessibility Features of SMIL, W3C NOTE 21 September 1999)
http://www.w3.org/TR/SMIL-access/
“A presentation may occupy multiple sensory channels (eyes, ears, and touch) in parallel. Any content, including alternative content, that is presented to a given sense must be coordinated to ensure that it remains intelligible when rendered with other content meant for that sense. [...] This does not mean creating a great number of separate presentations but rather one integrated and accessible presentation.”
http://www.lucagabriele.net/w3c/TR/SMIL-access/it/
“Una presentazione può impegnare più canali sensoriali (vista, udito, e tatto) contemporaneamente. Qualsiasi contenuto, compresi i contenuti alternativi, che venga offerto ad un dato canale sensoriale, deve essere coordinato al fine di garantire che resti intelligibile una volta che venga rappresentato insieme ad altri contenuti destinati a quello stesso senso. [...] Ciò non significa dover creare un elevato numero di presentazioni differenti ma, piuttosto, una sola presentazione integrata e accessibile.”

E poi ormai Google con parole adamantine ha definitivamente tracciato la strada:
“The more information you provide to us, the better your video can be searched. While we don’t require that you add captions or a transcript to your video, we strongly recommend it.”

Perché pubblicare video che nessuno troverà mai?

E’ tempo di considerare la sottotitolazione una cosa ovvia e naturale, come ci siamo abituati alla videoscrittura passando dalla stilografica alla biro e alla macchina per scrivere semiautomatica.
Sottotitolare e audiodescrivere è facile! Consulta la pagina “Come rendere accessibile un filmato”, in questa sezione.

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Informazioni sull'autore

Roberto Ellero
Roberto Ellero

Web consultant, Videomaker, Web Designer. Expertise in accessibility, Web standards, movies designed for the Web and accessible to deaf and blind people (captioning, interpretation in sign language, audiodescription).
Videomaker, Web Designer. Competenze specialistiche in accessibilità, Web standard, video progettati per il Web accessibili alle persone sorde e non vedenti (contenuti audiovisivi, tecnologie, sottotitolazione, interpretazione in lingua dei segni, audiodescrizione).
email: info@robertoellero.it, mobile: 3480108848, skype: rellero
Ideatore e direttore artistico di www.webmultimediale.org, il portale della Svizzera italiana per l'accessibilità dei video sul Web.
Lavora presso il Centro Regionale di Cultura della Regione del Veneto.

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