Formazione ed accessibilità: qualcosa non va!

Parlare di formazione nel settore dell’accessibilità del Web vuol dire toccare – volenti o nolenti – diversi fili scoperti, che partono dall’attuale stato del Web, passano per una enormità di interessi economici più o meno evidenti, ed arrivano all’inadeguatezza delle soluzioni previste e dei piani formativi disponibili in questo periodo.

Partiamo dall’inizio, cioè dal fattore che rende assolutamente indispensabile parlare di formazione (non solo riguardante l’accessibilità): l’attuale stato del Web, sul quale si scontrano le buone intenzioni di pochi e la noncuranza delle più grandi realtà produttive. Non è un mistero che oggi il Web è tutto fuorché accessibile, e che quel che dovrebbe essere il punto di partenza – gli utenti – non rappresenta che una fonte di potenziale “disturbo” nel momento in cui essi (o dei loro rappresentanti) si permettono di “dire la loro” e di farsi portatori di determinate istanze. Eppure i destinatari di qualsiasi applicazione Web sono gli utenti, non i browser; nella stragrande maggioranza dei corsi dedicati al Web – invece – si parla dei browser, solo in minima parte degli utenti!

E la patetica pubblicazione del mega-portalone italia.it è la più triste dimostrazione di quando la formazione e la cultura legata all’accessibilità ed alla qualità del Web continui a latitare, in Italia come all’estero.

Ma se siamo tutti d’accordo che il Web non può non essere accessibile, allora dovremmo anche concordare sul considerare l’accessibilità del Web come una “materia di studio” basilare, che in quanto tale dovrebbe rientrare in ogni percorso formativo avente l’ambizione di forgiare i nuovi professionisti del Web, o riconvertire quelli vecchi. Ma ancora una volta, la realtà è assai diversa dalle considerazioni astratte: l’accessibilità del Web era e viene ancora considerata come una sorta di specializzazione, da affrontare in un secondo momento, se e quando necessario.

L’indagine che ho svolto sul Web pare confermarlo, anche a livello formativo.

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Informazioni sull'autore

Roberto Castaldo
Roberto Castaldo
Sono nato e vivo a Napoli, ed opero professionalmente nel mondo dell'informatica da più di vent'anni. In realtà l'informatica, insieme alla musica e ad altre poche cose, è stato da sempre un mio chiodo fisso, e la buona sorte mi ha aiutato a trasformarlo in un mestiere. Sin dalle mie primissime esperienze lavorative - insegnavo dattilografia ed i primi rudimenti di informatica in una scuola privata - mi sono trovato a mio agio nel settore della formazione e della divulgazione, certamente aiutato dai miei studi classici. Nel 1987 ho iniziato la mia attività come insegnante d'informatica in un Istituto Professionale Statale - per circa due anni sono stato il più giovane insegnante di ruolo d'Italia. Ho avuto svariate esperienze anche nel settore privato come sviluppatore (TPascal - lo ricordate? - VB, ASP e, più di recente VB.NET ed ASP.NET), ma soprattutto come docente e come divulgatore. Ho effettuato attività di formazione presso le più grandi realtà imprenditoriali italiane (IBM, Omnitel, Telecom Italia, TIM, Unicredito, Ekip, BNL, SSGRR), ma anche all'estero in qualità di docente e/o progettista di percorsi formativi; gli argomenti spaziano dal mondo Office fino al multimedia ed alla programmazione avanzata ASP ed ASP.NET. Ho collaborato con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, ho redatto articoli/tutorial per un'importante rivista informatica (Win98 Magazine), ed ho partecipato allo sviluppo di CD-Rom Multimediali (IBM, Selfin, BNL) curando personalmente la registrazione dei commenti audio ed il montaggio delle musiche (CoolEdit), l'eventuale connessione a database remoti, l'assemblaggio degli elementi testuali, grafici e multimediali (Director 8) fino alla creazione del master definitivo. Negli anni 1998-2000 ho collaborato con la Gazzetta dello Sport Online curando, in occasione dei più importanti avvenimenti sportivi (Mondiali ed Europei di calcio, Giro d'Italia, Campionato di Serie A) le pagine contenenti la traduzione in inglese e francese degli articoli in italiano. Il mio compito consisteva nell'inviare ai miei traduttori la cronaca in italiano, riceverne la traduzione, creare le pagine inglesi e francesi del sito www.gazzetta.it e pubblicarle sul server, il tutto entro 90 minuti dalla fine dell'evento. Nel frattempo, mi avvicinavo in maniera sempre più approfondita alle problematiche legate all'accessibilità di siti web, progettando percorsi di formazione ad hoc, ed aderendo entusiasticamente al progetto webaccessibile.org. Sono stato per diversi mesi membro del XML Protocol Working Group del W3C, ed attualmente partecipo ai lavoro del WAI Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) Working Group e del E&O Education ad Outreach Working Group.

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